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Marzo 2011: Pokémon, draghi, shogun, divinità canine, alieni e yakuza | Old!

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 4 marzo 2011, si manifesta in Europa l'accoppiata Pokémon Nero e Bianco, che propone su Nintendo DS la quinta generazione di mostricciattoli schifosi. Vengono introdotti 156 nuovi Pokémon e un discreto carico di novità nella struttura di gioco e nelle meccaniche. La critica apprezza e il pubblico acquista come al solito in massa, tutto bene.

L'11 marzo tocca a Dragon Age II, con cui BioWare prova a mainstreamizzare quella che era nata come una serie di GdR fantasy iper-classica, restringendo l'obiettivo su un singolo protagonista e ponendo un enfasi decisamente maggiore sul lato action della faccenda. Complice senza dubbio anche il ciclo di sviluppo estremamente ridotto (a malapena un anno e mezzo), ne viene fuori un mezzo pasticcio, di cui comunque vengono apprezzati i lati positivi ma che complessivamente sembra non accontentare quasi nessuno. La serie proseguirà tre anni dopo con Dragon Age: Inquisition.

Quattro giorni dopo, Sega e Creative Assembly lanciano Total War: Shogun 2, settima uscita nella serie Total War ma, soprattutto, seguito di quel primissimo Shogun: Total War da cui tutto aveva avuto inizio undici anni prima. La critica accoglie a braccia aperte questo ritorno sul luogo del delitto, il gioco vende bene come al solito e la serie andrà avanti mietendo successi, mentre Shogun 2 verrà ricordato come uno fra i suoi migliori episodi, se non il migliore.

Tre giorni dopo arriva finalmente sulle PlayStation 3 europee Yakuza 4, uscito in Giappone un anno secco prima. Si tratta del primo episodio della serie a non vedere coinvolto nella lavorazione lo storico produttore Daisuke Sato, che per altro tornerà per uscite successive, ed è anche quello che introduce la formula dei quattro protagonisti. Accolto favorevolmente da critica e pubblico, il gioco godrà di un ulteriore seguito appena un anno dopo, ma bisognerà aspettare fino al 2015 per vederlo arrivare in occidente.

Lo stesso giorno vede uscire dalle nostre parti Okamiden per Nintendo DS. Seguito/non seguito di Okami, prodotto e sviluppato senza alcun coinvolgimento da parte dei creatori originali, il gioco riproduce buona parte delle meccaniche ideate a suo tempo da Clover Studio e ci propone un “nuovo” protagonista, Chibiterasu. Okamiden viene accolto abbastanza favorevolmente, nonostante qualche critica alle poche novità, ma non venderà a sufficienza da giustificare ulteriori uscite.

Il 25 marzo si manifesta invece Crysis 2, prima incarnazione multipiattaforma per la serie creata da Crytek ma ormai electronicartsizzata. Il gioco conserva diversi elementi azzeccati della prima uscita ma prova a “normalizzarli” attraverso una struttura di progressione più canonica e non open world. Ne viene fuori un ibrido imperfetto ma che riesce tutto sommato a conservare una sua identità. La serie andrà poi a spegnersi col terzo episodio.

Infine, il 25 marzo 2011 arriva in Europa il Nintendo 3DS, nuova (ultima?) console portatile Nintendo, che conserva bene o male il modello del precedente Nintendo DS e lo rilancia con un hardware più potente, la trovata dell’effetto 3D senza utilizzo di occhiali e una serie di trovate, funzionalità, minigiochi social legati alla connettività in Wi-fi, online e locale. Non riscuoterà un successo paragonabile a quello del Nintendo DS ma piazzerà comunque i suoi settanta milioni abbondantissimi di console.