Outcast

View Original

Novembre 2000: PlayStation 2 si magna Spyro, Mario, Zelda e Lara | Old!

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 3 novembre del 2000, si manifesta sul mercato europeo Mario Tennis per Nintendo 64, secondo esperimento tennistico per l’idraulico baffuto, dopo il Mario’s Tennis per Virtual Boy di cinque anni prima. Qui, messa in mano a Camelot Software Planning, nasce per davvero la serie che andrà poi avanti di generazione in generazione. E il modello è bene o male lo stesso del Mario Golf di un anno prima: gioco arcade ma comunque sufficientemente profondo, grande sfruttamento del “marchio” Mario, toni surreali. Un trionfo.

Una settimana dopo, arriva dalle nostre parti Spyro: Year of the Dragon per PlayStation. Il terzo episodio nella serie dedicata al draghetto viola è anche l’ultimo sviluppato da Insomniac Games, che ci butta dentro tutto quello che le passa per la testa, aumentando le dimensioni dei livelli e giocandosi la carta di una difficoltà adattabile alla bravura del giocatore. Il gioco vende bene e la serie continuerà fra alterne fortune, mentre Insomniac si reinventerà con Ratchet & Clank.

Passa un’altra settimana e arriva in Europa The Legend of Zelda: Majora’s Mask, che propone una lettura diversa e più sperimentale dello Zelda 3D che ha fatto il suo esordio qualche anno prima con Ocarina of Time, incentrandosi sull’idea di loop temporale. Non mi dilungo perché c’è chi l’ha fatto meglio di me.

Contemporaneamente si manifesta anche Tomb Raider Chronicles, quinto e ultimo appuntamento con l’era delle uscite annuali di Tomb Raider in zona prima PlayStation. Data la conclusione tragica del precedente Tomb Raider: The Last Revelation, il gioco sembra dare per buona la morte di Lara Croft e si focalizza su una serie di racconti delle sue avventure passate per bocca di chi le è sopravvissuto. Come da tradizione, l’impianto di gioco non cambia quasi per nulla e le novità si limitano a qualche mossa inedita e due o tre ritocchi grafici. Tre anni dopo, la serie farà il suo discutibile esordio su PlayStation 2 e cadrà poi nel tunnel dei reboot.

Novembre del 2000 è anche il mese in cui viene pubblicata qualche recensione di Half-Life per Dreamcast, conversione mitologica sviluppata da Captivation Digital Laboratories e Gearbox Software, che promette una grafica migliorata, con texture e modelli dei personaggi interamente nuovi, e un’espansione esclusiva, Blue Shift. La rivista inglese Computer + Video Games gli assegna cinque stelle nonostante la mancanza del multiplayer, promesso come aggiornamento per Natale. Ma il gioco non uscirà mai: Sierra annullerà tutto qualche settimana prima dell’uscita a causa della situazione di mercato disastrosa per la console Sega, Blue Shift uscirà come espansione per la versione PC e il gioco per Dreamcast farà da base per il port su PlayStation 2, che verrà pubblicato nel corso del 2001.

Tra l’altro, sempre in questi giorni, Sega lancia un bundle comprendente il Dreamcast, Chu Chu Rocket e un lettore di DVD, nel tentativo disperato di contrastare quel che sta per accadere: il 24 novembre 2000 arriva infatti in Europa PlayStation 2. Nonostante una lineup di lancio che a definirla insipida le fai un complimento, la nuova console Sony non patisce minimamente la sindrome da secondo album e spazza via piuttosto in fretta qualsiasi dubbio sulla sua capacità di continuare a mangiarsi la concorrenza. Con oltre centocinquantacinque milioni di pezzi infilati nelle case della gente, lasciando al secondo posto un Xbox da appena 24 milioni, PlayStation 2 diventerà la console più venduta della storia e intorno a lei verrà dipinto uno scenario apocalittico, con Sega che abbandonerà la produzione di hardware e Nintendo che rivedrà completamente il suo approccio al mercato console. Abbiamo celebrato PlayStation 2 con una Cover Story per il ventennale dell’uscita in Giappone.