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Old! #96 – Gennaio 1995

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A gennaio del 1995, si manifestano su 32X due giochi che in un certo senso simboleggiano a meraviglia la deliziosa inutilità di quell'accrocchio da appiccicare sopra al Sega Mega Drive. Sono le conversioni di Afterburner e Space Harrier, entrambe realizzate da Rutubo Games ed entrambe di qualità eccellente, ma insomma, non è certo con delle ottime conversioni di giochi del decennio precedente che si può sperare di dare un senso commerciale a una macchina. Nello stesso mese, comunque, giungono a compimento altre dolci attese. I possessori di Super NES, per esempio, riescono finalmente a mettere le mani su Earthworm Jim, mentre il mercato europeo accoglie due giochi fondamentali per 3DO: il primissimo The Need for Speed, nato proprio sulla console di Trip Hawkins, e una splendida conversione di Super Street Fighter II Turbo.

In tutto questo, si manifesta dalle nostre parti anche il cabinato di Killer Instinct, primo tentativo di gettarsi nel genere dei picchiaduro a incontri da parte di Rare. Sviluppato tramite l'utilizzo dello stesso genere di grafica pre-renderizzata che sta facendo faville con Donkey Kong Country per Super NES, Killer Instinct viene ricordato come il primo coin-op della storia ad appoggiarsi su di un hard disk interno per la gestione dei dati, necessario proprio a causa dell'utilizzo di quel genere di grafica. Il gioco si rivela piuttosto polarizzante, ma soprattutto si porta sulla gobba un tripudio di glitch da mani in faccia. Riscuoterà comunque – grazie anche alle conversioni su console Nintendo – un successo tale da giustificare un seguito e, quasi vent'anni dopo, un rilancio su Xbox One.

Sempre a gennaio del 1995 si manifesta dalle nostre parti quello che viene da molti considerato il miglior gioco mai uscito su Philips CD-i. Non che sia poi 'sto gran merito, se vogliamo, ma insomma, Burn:Cycle è un'ottima avventura grafica anche al di fuori del contesto di mediocrità in cui viene pubblicata. Chiaramente, visto appunto il contesto, fa parte del filone dei film interattivi, con un utilizzo molto forte dei filmati in full motion video, e dal punto di vista delle meccaniche alterna situazioni tradizionalmente punta e clicca con puzzle e minigiochi assortiti. Il gioco godrà poi di una versione PC.

Infine, il 26 gennaio 1995 si manifesta dalle nostre parti Super Punch-Out!! per Super NES, seguito del classico per la console a 8 bit Nintendo che vede il ritorno di Little Mac all'assalto del titolo di campione del mondo di pugilato elettronico. Tanto quanto il precedente episodio, Super Punch-Out!! non è una simulazione rigorosa dello sport a cui si ispira e propone un gameplay interamente basato sulla capacità di riconoscere i pattern degli avversari e reagire tramite un sistema di controllo piuttosto schematico. Immediato, profondo, impegnativo e divertente, è un seguito di grande spessore, anche se forse gli manca un po' la magia del predecessore per NES, rispetto a cui, in ogni caso, è senza dubbio molto più facile da portare a termine. Il gioco gode di un buon successo, ma nonostante questo rimarrà l'ultimo episodio della serie, fino all'uscita, nel 2009, di Punch-Out!! per Wii. Questo non gli impedirà comunque di riapparire inserito come bonus sbloccabile in Fight Night Round 2 per GameCube e, ovviamente, su Virtual Console.