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Old! #78 – Settembre 1984

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 20 settembre del 1984 arriva nei negozi il primo Elite e il mondo – ma che dico il mondo, l'universo! – dei videogiochi non sarà più lo stesso. Sviluppato da David Braben e Ian Bell e pubblicato in origine da Acornsoft su BBC Micro, Elite ignora diverse convenzioni dell'epoca, evitando appositamente di seguire il modello dominante in stile sala giochi. E quindi niente punteggio, niente game design punitivo (oddio, se ne potrebbe discutere in relazione alle fasi di atterraggio nelle basi spaziali), ma solamente un intero universo a disposizione dei giocatori. Incredibilmente avanti nei tempi sul piano tecnologico, Elite ha anche il merito di introdurre sostanzialmente i concetti di free roaming e open world nel mondo dei videogiochi e dare vita a uno o due generi. Forse anche tre.

Nel decennio successivo arriveranno due seguiti, Frontier: Elite II e Frontier: First Encounters, il secondo dei quali andrà a introdurre anche la possibilità di entrare nell'atmosfera dei pianeti per sfrecciare fra i monti e perfino atterrare. Ma la base rimarrà sempre il modello incentrato sull'esplorazione, il commercio interstellare e l'approccio totalmente libero alle varie fasi di gioco. E ovviamente, è cosa nota, è attualmente in fase di beta Elite: Dangerous, quarto episodio della serie nato attraverso la raccolta di fondi su Kickstarter. Ma quello è il futuro, mentre per quanto riguarda il passato, vi suggerisco di andarvi a leggere il mio articolo sul Classic Post Mortem dedicato per l'appunto al primo Elite

Qualche giorno prima, per la precisione il 14 settembre del 1984, si manifesta sui personal computer di tutto il mondo un altro gioco di fantascienza, ma dal taglio completamente diverso. È The Hitchhiker's Guide to the Galaxy, adattamento ufficiale del capolavoro di Douglas Adams che mette nei panni di Arthur Dent, alle prese con gli eventi del primo libro della serie. Curato dallo stesso Adams e da Steve Meretzky, il gioco è una classica avventura testuale targata Infocom e, per la precisione, si tratta della quattordicesima produzione dello studio di Cambridge.

Fra le caratteristiche particolari del gioco c'è la presenza, ovviamente, della Guida galattica per autostoppisti che, una volta recuperata, è a disposizione per fare domande su un'ampia serie di argomenti, oltre che necessaria per la risoluzione di alcuni enigmi. Inoltre, come da tradizione di Infocom e, in generale, dei videogiochi di quando ero giovane e qua fuori era tutta campagna, nella confezione del gioco trovano spazio svariati gadget, uno meglio dell'altro. Tanto tempo dopo, in una galassia lontana lontana, il gioco verrà ripubblicato in edizioni potenziate, per il ventesimo e trentesimo anniversario, con aggiunti elementi grafici. Non verrà invece mai realizzato l'inizialmente previsto seguito Milliways: The Restaurant at the End of the Universe.

Sempre durante questo pazzo pazzo mese di settembre del 1984, arriva sugli scaffali Wanted: Monty Mole, classico gioco di piattaforme all'occidentale di quei tempi, pubblicato su ZX Spectrum e Commodore 64. Delle due versioni, la seconda è quella dotata di scrolling, ma la prima è quella che viene ricordata come uno fra i migliori giochi di sempre per il computer targato Sinclair. La talpa minatrice protagonista del gioco diventerà poi protagonista di una vera e propria serie composta da ben cinque seguiti, il più recente dei quali, Impossamole, risale al 1990. In chiusura, prima di lasciarvi a un filmato che mostra comodamente tre delle quattro uscite di cui parlo, vi segnalo appunto la quarta: la versione per Famicom di Galaxian. E se ho scritto Famicom e non NES è perché dalle nostre parti non si è mai vista, tant'è che anche la riedizione per Virtual Console non è mai uscita dai confini del Giappone. Un peccato? Scopritelo da soli guardando il filmato!