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Old! #74 – Agosto 1984

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Ad agosto del 1984, Namco porta in sala giochi quello che viene considerato il primo gioco di piattaforme a scorrimento, vale a dire Pac-Land. Non contento di innovare introducendo lo scorrimento dello schermo in un genere che fino a quel momento era limitato alle schermate fisse, Pac-Land si bea anche di un livello tecnologico non indifferente, grazie all'utilizzo del parallasse (una tecnica che diventerà realmente diffusa solo diversi anni dopo) per alcuni elementi dei fondali. Insomma, una meraviglia di realizzazione tecnica, per altro basata su una tecnologia nuova di zecca, che non a caso in seguito verrà chiamata Namco Pac-Land. Il tutto contribuisce a uno stile grafico dai tratti molto cartooneschi, che nei miei ricordi è qualcosa di pazzesco ma che in generale, pure rivisto in azione oggi su YouTube, fa tutto sommato la sua porca figura.

Il gioco ha una struttura molto semplice e vede Pac-Man, dotato nientemeno che di gambe, braccia e cappello, impegnato a correre da sinistra verso destra, saltare nemici, superare piattaforme e raggiungere il termine di un viaggio che lo conduce a incontrare la regina delle fate, che gli regala degli stivali magici grazie ai quali può tornarsene indietro fino a casa, con lo scorrimento dello schermo che vede l'eroe muoversi quindi da destra verso sinistra. La caratteristica forse più bizzarra del gioco è quella che vede il sistema di controllo rinunciare a un joystick e puntare su tre tasti: uno per saltare, due per il movimento.

http://youtu.be/2sRiFoJMNTU

Ovviamente il gioco viene convertito su qualsiasi sistema possibile e immaginabile di quegli anni, cosa che include anche una versione NES apparsa di recente sulla Virtual Console Wii U e una versione Amiga tutt'oggi reperibile su uno scaffale di casa mia. Ma Pac-Land, ci mancherebbe, è incluso anche in Namco Museum Volume 4 per PlayStation, nell'app Namco Arcade per iPhone e iPad e in Pac-Man Museum per PC, PlayStation 3 e Xbox 360. Inoltre, Pac-Man sta per unirsi alla truppa di Super Smash Bros. per Wii U e Nintendo 3DS e la sua arena sarà basata proprio su Pac-Land. In tutto questo, però, non si sono mai visti seguiti.

http://youtu.be/Ei-mUHMdAwI

Ma agosto del 1984 vede anche la pubblicazione di Daley Thompson's Decathlon, uno fra i tanti giochi multievento dedicati alle Olimpiadi di quegli anni, basato sulla licenza di un atleta reso particolarmente popolare dai successi riscossi alle Olimpiadi. Il gioco include tutti e dieci gli eventi del decathlon, e ci mancherebbe pure che non lo facesse. Abbiamo quindi cento metri, salto in lungo, lancio del peso, salto in altro, quattrocento metri, centodieci ostacoli, salto con l'asta, lancio del disco, lancio del giavellotto e millecinquecento metri.

Chiaramente il sistema di gioco si basa sulla solita pratica di distruzione dei joystick, tramite movimento frenetico a destra e sinistra, e il mio elettricista di fiducia dell'epoca sa bene quante volte sono andato a comprare un nuovo controller perché il precedente si era inclinato di lato un'ultima volta. Pubblicato da Ocean Software su Amstrad CPC, Commodore 64 e ZX Spectrum, Daley Thompson's Decathlon è un ottimo esponente del suo genere e può anche vantare una colonna sonora firmata da Martin Galway, che rielabora un pezzo della Yellow Magic Orchestra e il tema di Momenti di gloria. Che gli vuoi chiedere, di più?

http://youtu.be/6AXmLfSjR9Y