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Old! #68 – Giugno 2004

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 9 giugno 2004 torna in scena una saga storica, creata da Ultimate Play the Game nel 1984 e capace di generare tre seguiti in due anni (fra i quali il più celebre rimane probabilmente Knight Lore). E se non conoscete il nome dello studio, per altro già menzionato in questa rubrica, ve la faccio più semplice: era la "casa" di Tim e Chris Stamper, quella che nel 1988 cambiò nome in Rare. Quanto al gioco in oggetto, si tratta di Sabre Wulf, che è poi il titolo anche del nuovo episodio sviluppato per l'appunto da Rare e pubblicato da THQ su Game Boy Advance.

Nel 2004 come venti anni prima, Sabre Wulf è un platform/puzzle game bidimensionale a scorrimento, con protagonista il solito Sabreman che abbiamo negli anni visto apparire come guest star in altri giochi Rare, da Banjo-Tooie alle diverse incarnazioni di Killer Instinct. Strutturalmente semplice, nonostante alcuni elementi da GdR all'acqua di rose, il gioco viene apprezzato per la buona realizzazione grafica e lo spirito nostalgico, carico di riferimenti alla serie pubblicata su ZX Spectrum vent'anni prima. Dieci anni dopo, questa rimane l'ultima apparizione da protagonista di Sabreman.

Il 18 giugno 2004, con praticamente un anno di ritardo rispetto agli Stati Uniti d'America, viene esportata la democrazia arriva anche in Europa Mario Golf: Toadstool Tour. Il gioco è oggi (dove per “oggi” si intende “su Wikipedia”) identificato come la quinta uscita nella serie di Mario Golf, perché si mette nel mucchio anche l'arcaico Golf per NES, anche se il primo a godere della parola “Mario” nel titolo (e ad essere sviluppato da Camelot Software Planning) è l'episodio uscito su Nintendo 64. Ma di Toadstool Tour ho parlato velocemente, per l'appunto, un anno fa, nell'episodio di questa rubrica dedicato al luglio del 2003, quindi non mi dilungo oltre, anche perché non avrei nulla da aggiungere.

Questo episodio di Old! è tutto a tema Nintendo e sarebbe potuto essere ancora più nintendoso se avessi deciso di parlare dell'edizione americana di The Legend of Zelda: Four Swords Adventures. Ma in Italia è arrivato solo a gennaio 2005, quindi ne parliamo l'anno prossimo. Chiudiamo invece con una doppietta Game Boy Advance targata Vivendi Universal Games / Vicarious Visions, per due personaggi nati come mascotte della prima PlayStation e, quasi dieci anni dopo, ormai ridotti al rango di mercenari del settore. E del resto oggi, altri dieci anni dopo, uno di loro è finito a fare la comparsa in Skylanders e l'altro è massimo protagonista di chiacchiere in stile “Ci piacerebbe riportarlo in scena, ma non troviamo un modo che abbia senso.”

Si sarà capito che sto parlando di Spyro e Crash Bandicoot, per la precisione di Spyro Fusion e Crash Bandicoot Fusion (intitolati Spyro Orange: The Cortex Conspiracy e Crash Bandicoot Purple: Ripto's Revenge negli iuessei). Sono rispettivamente l'ottava e la decima uscita per le due serie e si tratta ovviamente di due platform game, con grafica bidimensionale, uniti dalla possibilità di collegare i due giochi tramite il cavo di collegamento che tanto abbiamo amato nell'era Game Boy. Utilizzando il link, infatti, si può far sfidare i due eroi in multiplayer e sbloccare contenuti extra di vario tipo. Entrambi vengono accolti come giochi dignitosi, ma senza nulla di particolarmente esaltante da segnalare. Io, di mio, non so che dire: ho giocato solo i primi tre Crash su PlayStation e non ho mai sfiorato Spyro.

Buon weekend, comunque.