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Old! #137 – Novembre 1995

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 5 novembre del 1995 fa il suo debutto nell'internet GameFAQs, il sito per eccellenza dedicato alla raccolta di soluzioni, guide, trucchi, consigli, analisi della trama di Resident Evil e altre sciccherie, che si basa interamente sulla produzione di contenuti da parte degli utenti. Rimarrà estremamente rilevante per lungo tempo, anche se poi cadrà almeno in parte nel dimenticatoio a causa del quantitativo di walkthrough e soluzioni assortite reperibili su YouTube. Che poi, boh, capisco che in certi casi il video sia comodo, ma io trovo di una scomodità allucinante dover cercare la soluzione per un punto specifico di un gioco sul tubo, invece che in un bel testo scritto a colpi di CTRL+F. Magari è un problema mio.

Due giorni dopo, a quasi un anno di distanza dalla distribuzione in sala giochi, arriva sulle PlayStation europee Tekken, in una conversione dallo splendore cristallino, facilitata per altro dall'hardware della versione da sala, basato sulla stessa tecnologia della console. La conversione, fra l'altro, aggiunge alcune chicche, tra i filmati in Full Motion Video e la possibilità di giocare nei panni di Heihachi, dei sub-boss e di Devil (da sbloccare completando la versione di Galaga disponibile nella schermata di caricamento). Tekken sarà il primo gioco per PlayStation a sfondare il milione di copie vendute.

Il 24 novembre arriva invece su Mac Marathon 2: Durandal, secondo episodio nella trilogia di sparatutto pre-Halo firmata Bungie. Se la prima uscita ha dalla sua meriti della madonna tipo l'invenzione del rocket jump e l'introduzione dell'utilizzo del mouse per alzare e abbassare lo sguardo, questo seguito non innova poi tanto il genere ma propone per la prima volta nella serie una funzionalità che successivamente diventerà un attimino importante per Bungie: la cooperativa. Per il resto, il gioco si distingue dal primo episodio per il maggior numero di modalità multiplayer e per il cambio radicale di ambientazione, decisamente più aperta. La versione PC arriverà un anno dopo e nel 2007 Marathon 2 verrà proposto anche su Xbox Live Arcade.

Il 24 novembre 1995 Nintendo svela una versione giocabile dell'Ultra 64 (poi Nintendo 64) alla settima edizione del Nintendo Space World Software Exhibition in Giappone. In fiera vengono mostrati ben tredici giochi, anche se solo due sono disponibili per la prova: Kirby Ball 64 e Super Mario 64. Possiamo accontentarci del secondo. La console arriverà poi nei negozi giapponesi quasi un anno dopo e in Europa ben oltre un anno dopo. Ah, si stava meglio quando si stava peggio!

Il mese si chiude sull'uscita, il 30 novembre, di quel gioiello di The Dig, ultima avventura grafica LucasArts ad accontentarsi del pixelloso stile grafico classicheggiante e prima ad essere pubblicata esclusivamente su CD-Rom (e infatti acquistai un lettore esclusivamente per quel motivo). Il doppiaggio integrale – con voci del calibro di Robert Patrick e Steven Blum – è chiaramente fra i motivi che spingono verso quel formato, per un gioco che certo non si allinea alla moda dei film interattivi con attori digitalizzati. Comunque, The Dig si distingue dalle altre avventure Lucas innanzitutto per il tono decisamente più serio del solito: non manca dell'umorismo, ma si tratta più che altro di qualche piccola gag, magari qualche dialogo sarcastico, nel contesto di un racconto di fantascienza seria e sobria.

Il progetto, nato in origine da un'idea di Steven Spielberg per un episodio di Storie incredibili, sarebbe poi dovuto diventare un film, ma alla fine si decide di puntare su un videogioco, alla cui scrittura collabora il romanziere Orson Scott Card. Figlio del processo di lavorazione più lungo nella storia di Lucasarts (dal 1989 al 1995), The Dig vede ben quattro persone succedersi nel ruolo di direttore del progetto: Noah Falstein, Brian Moriarty, Dave Grossman e Sean Clark. Poteva andare peggio. Quando il gioco arriva finalmente nei negozi, si rivela come una bellissima avventura di fantascienza dall'atmosfera incredibile, con una storia molto riuscita (ma dialoghi dalla scrittura altalenante) e dei puzzle intriganti, oltre che piuttosto diversi dal solito. Per me rimane una fra le ultime avventure grafiche della madonna dell'epoca d'oro del genere, poi fate voi.