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Night Lights, giochi di luce a due dimensioni

Poco più di un mese fa, ho potuto provare un brevissimo assaggio di Night Lights, promettente titolo di Grave Danger Games, e ne ero rimasto abbastanza entusiasta, tanto da attendere con deciso interesse il gioco completo. I due livelli disponibili per l’anteprima davano un assaggio di quanto Night Lights poteva offrire, ma ovviamente non era possibile capire praticamente nulla, se non qualche meccanica di gioco. 

Night Lights è un puzzle game basato sulla luce e sulla sua assenza. In tempi recenti, ci sono stati diversi esempi di titoli che basano le proprie meccaniche sull’utilizzo della luce, delle ombre e delle loro proiezioni, come per esempio Iris.Fall e Contrast, giochi che però mettono a confronto un mondo “reale” tridimensionale e uno bidimensionale, fatto dalle ombre proiettate in determinate maniere su superfici, pareti, oggetti, in modo da poter sfruttare l’illusione ottica formata da un’ombra di un oggetto che si può trasformare in una rampa o in un ponte verso un nuovo livello.

Con Night Lights, siamo di fronte a un gioco molto più minimale, semplice e, se vogliamo, proprio per questo pulito nel suo essere un gioco che ha pochi grilli per la testa ma punta tutto sulla concretezza.

Tutto inizia quando il sole scompare dal cielo, facendo capitombolare il mondo in una notte dominata da una luna gigantesca, ferma, immobile, su nel cielo. Il protagonista del gioco del team canadese, già responsabile per Aftergrinder, è un robottino con la testa quadrata e un paio di occhietti, che in realtà sono due puntini luminosi. Il nostro nuovo amico, quando il sole scompare, si trova a casa sua, posta in cima a un albero gigante, e capito il dramma, si mette immediatamente all’opera per cercare di risolvere il problema. 

Come detto, Night Lights pone le basi delle sue meccaniche nell’utilizzo delle luci. Già nel primissimo livello, scopriamo che alcune fonti luminose “cancellano” determinate parti di scenario. Un faro acceso su una scala fa in modo che il punto della scala illuminata non esista, non sia utilizzabile. Se però noi spostiamo il faro, ecco che i pioli appaiono e ci permettono di salire e arrivare nel punto in alto che desideravamo raggiungere. La cosa interessante è che solo determinati oggetti/strutture subiscono questa azione da parte delle luci. Possono scomparire alcuni muri, scale, porte, mentre altri no. Sta a noi, accendendo e spegnando le luci, spostandole tramite manovelle o argani, capire come sia possibile sfruttare questi meccanismi per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili.

Nel mondo di Night LIghts, ci sono tipi di luci diverse. Alcune sono semplicemente dei lampioni o lampadari che possono essere spenti o accesi tramite degli interruttori. Altre sono dei fari, che possono essere ruotati in modo da illuminare muri che dobbiamo far scomparire. Altre, addirittura, sono luci portatili, che possiamo spostare (o piazzare in testa al robottino) in modo da far diventare quello che ci circonda sensibile ai mutamenti, dovuti alla lampadina che ci portiamo appresso.  Se già questo non fosse abbastanza, ci sono anche meccanismi che è necessario attivare tramite delle fiammelle che si trovano in giro per i livelli. Alcuni necessitano solo di una fiammella, altri di più di una, e solo attivando determinati oggetti possiamo scoprire cosa ci riservi il gioco nel livello dopo. Non mancano porte che ci permettono di spostarci immediatamente all’interno dello stesso livello o portali che invece ci teletrasportano in un’altra zona. Le zone sono interconnesse tra di loro e questo significa che, se non riusciamo a risolvere un puzzle o attivare un oggetto in un livello, magari è perché non abbiamo ancora trovato quella fiammella in più che ci permette di farlo e dobbiamo cercarla in un’altra zona.

Un’altra serie di oggetti da raccogliere sono dei piccoli fulmini. All’inizio non è chiaro a cosa servano, ma piano piano che li troviamo, in alto a sinistra, viene visualizzata una barra con il numero crescente di fulminetti. Andando avanti nel gioco, scopriamo che quella barra che aumenta ad ogni fulmine raccolto è un boost che ci permette (fino ad esaurimento, ma si carica molto in fretta) di correre molto più velocemente e quindi fare balzi fino a quel momento impossibili.

Esteticamente Night Lights è un gioco molto essenziale: colori “piatti”, tutto in un perfetto stile bidimensionale, in tutti i sensi. Nella sua apparente semplicità, però, è veramente piacevole e azzeccato, e tutto risulta molto leggibile, nonostante l’utilizzo dei meccanismi descritti sopra. Simpatico il fatto che, quando la luce c’è, i colori degli alberi, del suolo, delle cose sono completamente diversi, mentre, quando è assente, tutto è tra l’azzurro scuro e il nero. Infine, la colonna sonora è mimale, come l’aspetto grafico, ma anche qui siamo di fronte ad un lavoro preciso, assolutamente adatto al resto della produzione.

Il gioco di Grave Danger Games è quindi un piacevolissimo puzzle game da godere di sera, magari con le cuffie, lasciandosi trasportare dal fatto che il nostro personaggio può passare da una zona all’altra per trovare quella soluzione che subito non è stato in grado di intercettare. Direi un ottimo titolo estivo che, ripeto, vedrei bene su piattaforme portatili, oltre che su PC.

Ho giocato a Night Lights grazie a un codice per il download da Steam inviatoci direttamente dal distributore. Ho apprezzato molto il tipo di puzzle, tutti basati sia sulla luce che sulla fisica. Il gioco è fruibile da chiunque, dato che non ha testi scritti (se escludiamo le voci di menù iniziale) ed è tutto gestito tramite icone. Night Lights è disponibile solo tramite download su PC.