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Necrosphere è un platform in cui non puoi saltare

In un’era in cui gli sviluppatori si affannano a riempire le loro creazioni con opzioni, possibilità, sottotrame e sottoquest per allungare e variegare l’esperienza di gioco, semplificare all’estremo il game design è un atto di coraggio. La ricerca di cosa renda un gameplay interessante e coinvolgente, scartando tutto ciò che invece è mero riempimento, è decisamente lunga, tortuosa e pericolosa ma ha prodotto nel tempo tutta una serie di piccoli capolavori, perfettamente rifiniti nella loro semplicità strutturale. Mi viene in mente un Downwell a caso, che con tre soli pulsanti riusciva a tessere un gameplay complesso ed appagante. Ma Cat Nigiri ha voluto cercare di fare di più con Necrosphere: creare un platform/metroidvania da giocare con soli due pulsanti, uno per spostarsi a destra e uno per spostarsi a sinistra.

Le bestemmie ancora risuonano nella mia mente.

Se l’espressione “platform in cui non si può saltare” vi suona più o meno come “una margherita senza la pummarola ‘ngoppa”, oppure “un Outcast: Chiacchiere Borderline senza Pocoto che sbraita contro qualcuno”, avete perfettamente ragione. Ma ovviamente gli sviluppatori hanno previsto un modo per far saltare il loro piccolo e pixelloso protagonista in maniera più subdola e indiretta: nei livelli dell’inferno, la Necrosphere da cui il personaggio principale deve scappare, sono sparse delle bolle. Toccandole, si viene lanciati in aria con una parabola dall’altezza predefinita e, combinando questi salti, è possibile raggiungere l’uscita in maniera più o meno difficoltosa. Privare il giocatore della libertà di saltare liberamente è dapprima un’esperienza fortemente castrante: decenni di condizionamento videoludico sono duri da ignorare così, da un momento all’altro. Ma lentamente ci si abitua, specie quando i livelli si fanno via via più interessanti ed includono elementi puzzle o meccaniche particolari. Come in ogni buon metroidvania, il protagonista acquisisce nuove abilità con il progredire dell’avventura, tutte utilizzabili con due soli pulsanti: c’è il classico dash, che permette di superare gli ostacoli orizzontalmente, attivabile con una doppia pressione veloce nella direzione desiderata, e più tardi anche un jetpack dalla durata limitata, che si attiva premendo entrambi i pulsanti di gioco.

Inutile dire che, vista l’estrema limitatezza delle possibilità date al giocatore, la differenza fra la noia e il divertimento la faccia il level design. E forse Cat Nigiri, da questo punto di vista, ha scelto la strada più semplice, ovvero rendere il gioco difficile. Molto difficile. Tanto difficile da ricordare, in molte situazioni, magari mentre si schivano punte acuminate durante un salto su cui non abbiamo controllo, quei platform amatoriali super troll à la I wanna be the guy. Fortunatamente, i checkpoint sono molto frequenti e quindi, a furia di urla blasfeme, prima o poi si riesce a passare. Ma in realtà, il grosso problema del gioco si manifesta quando la sua natura di metroidvania (e quindi open world) viene fuori. La difficoltà estrema di molte sezioni è una vera e propria croce, quando si esplora il mondo alla ricerca della prossima area da completare. Necrosphere fa molto poco per guidare il giocatore nei suoi livelli e mi è capitato più volte di rimanere bloccato in sezioni molto ardue della mappa che avevo già superato - a fatica - mezz’ora prima. E ovviamente non era assolutamente il posto giusto per continuare l’avventura. Insomma, esplorazione e difficoltà spacca-joystick non vanno assolutamente d’accordo.

Visualmente Necrosphere fa esattamente quello che ci si aspetta da un qualsiasi platform con velleità retro: la grafica finto 8 bit è esattamente quella che ci si aspetta e lo stesso vale per la musica. Senza infamia e senza lode.

Nel complesso, Necrosphere è un buon platformer, con ottimi controlli e tantissimo coraggio nel’utilizzare meccaniche ridotte all’osso, ma propone una miscela di estrema difficoltà ed esplorazione davvero frustrante e spesso ben poco divertente, anche per i più masochisti.

Ho giocato a Necrosphere su Switch e su PC grazie a due codici forniti dagli sviluppatori. Ho completato il gioco in circa tre ore e innumerevoli imprecazioni a divinità di svariati pantheon. Grande delusione nello scoprire che il finale era anche quello “cattivo” e che forse avrei dovuto raccogliere tutti i collezionabili presenti sulla mappa, prima di scappare dalla Necrosphere. C’est la vie! Necrosphere, nella sua nuova edizione Necrosphere Deluxe, è disponibile su PC, su PlayStation 4, su PlayStation Vita e su Switch.