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Settembre 1999: Fantascienza, storia, musica e sport | Old!

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 4 settembre del 1999, si manifesta sui Nintendo 64 europei Beetle Adventure Racing, gioco di guida arcade in cui si controllano dei maggiolini in gare tutte matte, su percorsi infarciti di scorciatoie, strade alternative e bonus di vario tipo. Non si raggiungono i livelli di un Mario Kart, ma è certamente un gioco che non punta sul realismo. Accolto con favore dalla critica, anche grazie a una modalità multiplayer che sfrutta le quattro porte della console, Beetle Adventure Racing sembra destinato a ricevere un seguito, ma non accadrà mai.

Circa una settimana dopo, arriva sulle PlayStation europee Um Jammer Lammy, seguito non seguito di Parappa the Rapper, da cui recupera i concetti di base, spostando però l'attenzione del gameplay musicale sull'utilizzo della chitarra. La versione PAL del gioco, va detto, non include gli "ammorbidimenti" visti in quella americana, in cui manca per esempio il livello ambientato all'inferno. Um Jammer Lammy viene apprezzato come il predecessore e, fra l'altro, godrà qualche mese dopo di una versione da sala giochi, con tanto di controller dedicato a forma di chitarra. La serie proseguirà su PlayStation 2 con un vero e proprio seguito per Parappa the Rapper.

Passa qualche giorno e scatta un'altra attesa uscita europea, con l'esordio dalle nostre parti di Mario Golf per Nintendo 64. Tecnicamente, si tratta della seconda discesa sui campi da golf per l'idraulico nostrano, dato che vi si era cimentato già ai tempi di NES Open Tournament Golf, ma insomma, diciamo che ha qui realmente inizio una serie che vedrà negli anni diverse uscite, tutte incentrate sull'ottimo mix fra approccio arcade, surreale, sopra le righe, e una qualche forma di pseudo-simulazione rigorosa. Mario Golf non è certamente un simulatore di golf fedele alla realtà, ma è senza dubbio un gioco molto tecnico, a modo suo rigoroso e tutt'altro che semplicistico. Il suo successo, per altro, aprirà i recinti per svariate altre "saghe" sportive con protagonista il nostro eroe.

Il 17 settembre ci si sposta in zona PC con Flight Unlimited III, ultima uscita nella serie di simulatori di volo sviluppati da Looking Glass Studios, uno sviluppatore che tendiamo a ricordare soprattutto per il filone delle immersive simulation ma che ci ha negli anni regalato anche questa serie bellissima e qualche buon gioco sportivo. Purtroppo, pur essendo un simulatore di grande qualità, fra l'altro molto apprezzato dalla critica, Flight Unlimited III viene seppellito dalla concorrenza dei contemporanei Fly! e Microsoft Flight Simulator 2000 e il suo fallimento giocherà un ruolo significativo nella chiusura dello studio a maggio 2000.

Restiamo su PC con Homeworld, un gioco di strategia in tempo reale ad ambientazione fantascientifica, che si appoggia su un motore grafico 3D per riprodurre in maniera spettacolare le battaglie fra astronavi che siamo abituati a vedere al cinema. Il gioco d'esordio di Relic Entertainment viene accolto in maniera trionfale da critica e pubblico e dà vita a una vera e propria serie, con due seguiti nel giro di pochi anni, un primo tentativo di rilancio nel 2016 e un quinto episodio previsto per il 2022.

Usciamo per un attimo, e nella maniera più brutale possibile, dal mondo PC per segnalare l'arrivo della riedizione di Final Fantasy VI sulle PlayStation europee. Il remake, che negli altri territori è stato proposto in una raccolta comprendente anche il quinto episodio, esce dalle nostre parti come gioco per i fatti suoi, che offre sostanzialmente una conversione diretta dell'originale per Super Nintendo, con un paio di aggiunte: due filma ti, di apertura e chiusura, degli effetti di transizione in avvio e conclusione delle battaglie, la ripulitura da qualche bug e una funzione di salvataggio veloce temporaneo. Ah, chiaramente, il passaggio da cartuccia a CD allunga i tempi di caricamento. Da sottolineare che questa riedizione segna la prima volta che il gioco arriva in occidente come Final Fantasy VI e non Final Fantasy III.

Torniamo in zona PC con Age of Empires II: The Age of Kings, secondo episodio nella serie di strategici in tempo reale nata due anni prima. L'ambientazione temporale si sposta qui al medioevo, con ben tredici fazioni giocabili e cinque diverse campagne basate su fatti storici. Non mancano, però, anche modalità extra slegate da esigenze narrative e, ovviamente, il multiplayer. Il gioco viene accolto a braccia aperte dalla critica, che ne loda le numerose innovazioni, e riscuote un successo di pubblico clamoroso, arrivando a sfondare i due milioni di copie vendute in tre mesi e rimanendo in svariate Top 20 mondiali per oltre due anni. Nel corso del 2000 arriverà un'espansione, The Conquerors, e la serie proseguirà nel decennio successivo con lo spin-off Age of Mythology e poi un vero terzo episodio. Age of Empires IV arriverà nel 2021.

Infine, a fine mese si segnala l'uscita di FreeSpace 2, seguito della bella simulazione spaziale di un anno prima che ne porta avanti gameplay e storia, proponendo un nuovo capitolo del conflitto contro gli Shivan. Tra l'altro, fun fact, specie in tempi di discussioni su modalità facili e simili, FreeSpace 2 offre l'opzione di saltare una missione e proseguire se si fallisce per cinque volte. Ci vuole tanto? Comunque, il gioco viene accolto dalla stampa in un tripudio di amore ma, per qualche motivo, non conquista il pubblico e vende pochissimo, condannando a morte la serie. Rimarrà un cult amatissimo dai suoi fan.