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Librodrome #35: Templar, Jordan Mechner a fumetti

Attenzione. Ogni due settimane, in questa rubrica si parla di cultura. Niente di strepitoso, o che ci farà mai vincere il Pulitzer, ma è meglio avvertire, perché sappiamo che siete persone impressionabili. E tratteremo anche dei libri. Sì, quelle cose che all’Ikea utilizzano per rendere più accattivanti le Billy. E anche le Expedit.

La semplice copertina.

Qua dentro abbiamo parlato già un paio di volte di volumi firmati Jordan Mechner, con i suoi diari sulla lavorazione di Prince of Persia e quelli sulla creazione di Karateka. Oggi, però, vi consiglio qualcosa di totalmente diverso, dato che non solo Templar è un'opera di narrativa, ma è pure un fumetto. O, se preferite, una graphic novel, che per altro, una volta tanto, rientra perfettamente nella definizione, dato che nasce come opera unica e autoconclusiva, pubblicata subito in un corposissimo volume da quattrocentottanta pagine, nientemeno. Edito da First Second, in una prestigiosa edizione cartonata che viene via a un'onesta e meritatissima ventina d'euro, Templar unisce alla coinvolgente e ricca prosa di Mechner i disegni della coppia LeUyen Pham/Alex Puvilland e i colori del duo Hilary Sycamore/Alex Campbell, per dare vita a un racconto vibrante, appassionante e radicato nella ricca e misteriosa storia dei templari, pallino di Mechner fin dai tempi dei lavori su The Last Express. Ed è una lettura strepitosa.

Il racconto prende spunto dall'indecorosa fine patita dai templari all'inizio del quattordicesimo secolo, quando il re di Francia decise di arrestarli tutti e sottoporli al giudizio dell'inquisizione, per narrare le vicende di personaggi ai margini, uomini talmente poco importanti da riuscire a sfuggire alle maglie dell'autorità e dedicarsi a una missione più o meno sacra: recuperare il tesoro nascosto dei templari. Mescolando elementi storici e un sacco di fantasia, Mechner e i suoi compari raccontano una vicenda appassionante, commovente, stratificata, all'insegna dell'avventura più semplice e sincera. C'è tutto, dramma umano, commedia, avventura, azione, elementi da western e perfino un nucleo centrale del racconto costruito attorno a quella che, di fondo, è un'elaborata rapina al caveau di una banca. Ed è tutto raccontato meravigliosamente bene, con dialoghi efficacissimi nella loro forse un po' anacronistica modernità, senso del ritmo, grande respiro, perfetta gestione dei tempi e degli spazi e un senso drammatico incredibile nelle scene più forti, vissute da personaggi umani e fallibili, alle prese con i propri limiti ancor prima che con l'enormità di ciò che affrontano.

Sfogliando le pagine di Templar e facendosi assorbire dalle avventure dei suoi antieroi, poi, è impossibile non farsi coinvolgere dall'evidente passione per il contesto storico che viene emanato da ogni singola vignetta. C'è un attenzione ai dettagli, una cura pazzesca per i riferimenti estetici e sociali, la voglia di raccontare e interpretare un momento particolare e oscuro del nostro passato attraverso le gesta di avventurosi personaggi fittizi. C'è insomma un grande romanzo per immagini e l'ennesima testimonianza del talento che madre natura ha regalato al nostro amico Giordano, cui voglio tanto bene e nei confronti del quale provo però anche una discreta dose d'invidia. Ah, maledetto Giordano!

Il volume, come detto, è disponibile in edizione originale e cartonata e può essere acquistato nei vari negozi online. Io, per esempio, l'ho recuperato da The Book Depository, che è onestamente un po' lento con le consegne ma mi offriva il prezzo di gran lunga migliore. Non mi risulta siano previste edizioni in lingua italiana, ma posso sbagliarmi e, mi raccomando, correggetemi se sbaglio.