Outcast

View Original

Librodrome #16 – Penny Arcade in libreria

Attenzione. Ogni due settimane, in questa rubrica si parla di cultura. Niente di strepitoso, o che ci farà mai vincere il Pulitzer, ma è meglio avvertire, perché sappiamo che siete persone impressionabili. E tratteremo anche dei libri. Sì, quelle cose che all’Ikea utilizzano per rendere più accattivanti le Billy. E anche le Expedit.

L'avventura di Penny Arcadeha avuto inizio nel 1998, quando gli autori Jerry Holkins e Mike Krahulik ancora non sapevano cosa avrebbero fatto della loro vita, fantasticavano di realizzare i progetti più disparati, annegavano quei progetti in pomeriggi trascorsi giocando come pazzi e mai pensavano che registrare un dominio internet e realizzare una strip quotidiana sul mondo dei videogiochi avrebbe cambiato e segnato per sempre la loro vita. Oggi, quattordici anni dopo, hanno creato un piccolo impero che tutti amano (e che è stato premiato con l'Ambassador Award alla Game Developers Conference del 2010). Rimangono gli autori di una fra le strisce online più longeve e di maggior successo del pianeta, sono i titolari dell'organizzazione di beneficenza Child's Play, organizzano due volte l'anno il Penny Arcade Expo, una fra le fiere di videogiochi più importanti del pianeta, e hanno pure un videogioco in tre episodi che li vede protagonisti.

La copertina del primo volume...

E, chiaramente, la loro striscia a fumetti è stata raccolta in una serie di edizioni paperback. Un mesetto fa, i primi due volumi di quelle raccolte sono stati inclusi nell'Humble Book Bundle e, avendo io dato l'obolo anche per questo ennesimo Bundle, me li sono ritrovati fra le mani in formato digitale. E sono andato quindi a rileggermi i primi anni di strisce di Penny Arcade. La prima raccolta, Attack of the Bacon Robots, racchiude quanto pubblicato dal novembre 1998 a tutto il 2000, mentre la seconda, Epic Legends of the Magic Sword Kings, comprende l'intera produzione del 2001. Rileggere oggi quelle strisce è un piacere, per osservare l'evoluzione del tratto, dello stile umoristico, dei riferimenti, dei tormentoni e delle tradizioni, ma anche delle sperimentazioni sempre più assurde e coraggiose, che si manifesteranno sempre più negli anni successivi. Il tutto, fra l'altro, è accompagnato da una serie di note che contestualizzano le strisce e, talvolta, ne spiegano il senso oggi un po' oscuro. E questo, assieme alle belle introduzioni (quella del secondo volume è firmata J. Allard) e a una serie di extra, rende queste riedizioni davvero appetibili.

Certo, le strisce stanno tutte online, ma l'apparato redazionale merita, e in ogni caso avere tutto comodamente consultabile è davvero gradevole, anche per rigettare uno sguardo organico sullo stato e sull'evoluzione del videogioco attorno a un decennio fa, già allora analizzato e messo lucidamente in ridicolo da quei due adorabili fumettisti. Ci si trova quindi a leggere infinite prese in giro a John Romero e Daikatana o all'epopea di Duke Nukem Forever (arrivato nei negozi sei anni dopo la pubblicazione di Attack of the Bacon Robots, che infatti reitera gli sfottò nelle note di accompagnamento). E poi cose che oggi appaiono tanto lontane, come per esempio il lamentarsi, nel 2000, perché Star Trek: Elite Force durava “appena” otto ore.

... la copertina del secondo volume.

Ma è chiaramente bello anche (ri)scoprire l'evoluzione dello stesso Penny Arcade, (ri)leggere gli attacchi ad altre fanzine e altri web comic, il continuo insultare Dailyradar, gli sketch dai viaggi all'E3, le tavole buttate fuori un po' a caso per mancanza di tempo o voglia, l'avvio della guerretta con Scott McCloud... c'è veramente di tutto e l'apparato redazionale approfondisce e regala gustosi retroscena. Lo sapevate, per esempio, che l'abitudine di accompagnare le strisce con notizie e riflessioni è nata per un'esigenza tecnica, dal fatto che il sito, all'epoca, era proprio brutto da vedere, se si pubblicava la striscia senza un testo di accompagnamento? Fra l'altro, a partire dal secondo volume, nelle raccolte appaiono anche alcuni di quei post d'accompagnamento, selezionati a seconda del caso, perché interessanti nei contenuti o utili per contestualizzare le gag. E in coda a Epic Legends of the Magic Sword Kings ci sono anche una serie di illustrazioni per un gioco di carte realizzato con Sabertooth Games e una raccolta di studi per progetti abbandonati, spesso dal tono molto più serioso rispetto a quello di Penny Arcade.

Insomma, le raccolte di Penny Arcade sono proprio belle e devo ringraziare l'Humble Bundle, in cui ho messo soldi inseguendo altri libri che erano inclusi, per avermele messe davanti agli occhi. Oppure lo devo odiare, perché adesso mi è venuta voglia di recuperare le altre. Devo stare lontano da Amazon.