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Inutamago. Il simbolo di HAL Laboratory e la sua storia

C’era una volta una sussidiaria di Nintendo. Una second party, come si dice tecnicamente.

Questa piccola azienda - che il 21 febbraio 2020 ha festeggiato il suo quarantesimo compleanno (bruscolini per un’azienda giapponese, direte) nel 1998 cominciò a guardarsi intorno, perché voleva essere riconosciuta, così da creare una base di utenti fedele che le avrebbero perdonato qualche errore - tipo il telecomando universale, ma questa è un’altra storia.

Era un’epoca in cui gli autori erano semisconosciuti e tutti si muovevano sotto l’egida delle case madri; quelle che pagavano per la produzione, in soldoni.

HAL non faceva differenza, e aveva un logo anonimo, perciò il suo presidente dell’epoca, Masayoshi Tanimura (che ora ha un ruolo ancora più importante, Presidente del CdA), facendo seguito a una serie di incontri che Satoru Iwata aveva avuto con Shigesato Itoi (quanti nomi di poco conto, eh?), chiese a quest’ultimo di pensare a un nuovo logo per l’azienda, che facesse intuire al pubblico che i giochi da loro prodotti non fossero sviluppati da Nintendo, ma da una realtà differente.

Fu così che, durante un incontro tra Tanimura, Iwata e Itoi, si cominciò a parlare di una strategia di brand awareness, per far sì che i giocatori cominciassero a riconoscere HAL Laboratory anche trasversalmente, dato che lo studio si occupava di sviluppare giochi di generi ben diversi.

Nel 1998, HAL aveva già quasi vent’anni di sviluppo sulle sue spalle, essendo stata fondata il 21 febbraio 1980, e aveva creato un po’ di tutto: strumenti di sviluppo software, telecomandi universali, hardware per connettere fisicamente PDA e computer e software vari, tra cui ovviamente videogiochi.

Seduti a un tavolo tutti e tre, cominciarono a buttar giù alcune idee per il nuovo logo, scegliendo come parola chiave “unire”. A questo punto, Itoi, che conoscerete fin troppo bene come copywriter, tira fuori dal suo cilindro l’idea del cane che cova le uova. Un logo a cui aveva già pensato dieci anni prima, senza però sapere a che azienda una idea simile potesse andar bene.

Questo logo si chiamava Inutamago:

Come potrete leggere sul sito di HAL Laboratory (che ha una sezione italiana piena di articoli, interviste e approfondimenti), il logo comunicò subito ai vertici della società la sua idea di calore, fedeltà e stabilità, e fu inserito per la prima volta in Super Smash Bros. per Nintendo 64, il capostipite del franchise, in sviluppo proprio in quel periodo.

Nell’azienda, in quel periodo, lavoravano anche Masahiro Sakurai e Iwata - che fu nominato presidente della stessa nel 1993, i quali sarebbero andati via il primo per fondare la Sora Ltd., attuale sviluppatore del franchise Super Smash Bros. e il secondo per dirigere Nintendo a Kyoto.

Negli anni successivi, sotto il calore protettore di Inutamago, continuarono a sfornare uova, sotto forma di titoli e serie, nomi come Kirby, Earthbound e Super Smash Bros.

Tanti auguri, HAL Laboratory, cento di questi giorni e mille di questi giochi!