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Hagure Idol: vietato ai minori, consigliato agli adulti

Mi ritenevo, in realtà mi ritengo tutt’ora, un razionalista agnostico: l’universo esiste da troppo tempo ed è troppo complesso perché io, microscopico assemblato di carbonio buttato su una palletta di metalli, idrogeno e ossigeno, possa permettermi di avere “certezze” che esulano da una verifica pratica. D’altro canto se questa verifica pratica, stanti accurate casistiche è improbabile, allora posso almeno permettermi di dubitare.

La idol karateka.

Fino a poco tempo fa, quindi, sebbene non avessi motivo di escludere l’esistenza degli UFO, del BigFoot, del Mostro di Loch Ness, di politici preoccupati per il nostro benessere e la nostra sicurezza, dei porno con trama, ritenevo abbastanza improbabile poterne essere testimone.

Ma il destino era in agguato - e non sotto forma di pilota (chi individua la citazione si ritenga ufficialmente vecchio) - ma sotto forma di un “you may also like” che nel mio eterno peregrinare alla ricerca di buoni manga a base di Donne di Menare mi fece giungere ad Hagure Idol: Jigoku-hen (Tradotto grossolanamente: “L’inferno della Idol deviata”).

Un manga porno con la trama.

Conflitto di immaginari.

Sgombriamo subito il campo da qualsiasi equivoco o tentativo di minimizzare: HI:JH non è un "manga adulto in cui ci sono scene di sesso esplicito".
O meglio lo è ma è evidente che per Rui Takato, autore di questa chimera, la rappresentazione del sesso esplicito è cruciale e dovuta.
La distribuisce con gioiosa gratuità, con pretesti risibili, insistendo minuziosamente e con competenza sui dettagli anatomici e le varianti note e meno note.
La distribuisce esattamente come lo si fa in un porno.

Ma per essere altrettanto chiari HI:JH non è un "manga porno con un po' di storia a defatigare tra una suonata di tromba e l'altra".
Non è per capirci il Ring-X Mama del buon Johji Manabe e del suo Studio Katsudon, in cui un po' di Wrestling sul ring viene sparso per intervallare il Wrestling sul materasso.
È evidente che l'autore è appassionato di arti marziali tanto quanto lo è di categorie di YouPorn: le ha studiate, le ha analizzate e ne rappresenta l'esecuzione insistendo minuziosamente e con competenza sui dettagli anatomici e le varianti note e meno note.
Le rappresenta esattamente come un curato manga di arti marziali contemporanee.

Cose che ti aspetti in questi manga.

Entrambe le rappresentazioni sono distribuite a loro volta sulla storia tragicomica della abbronzata "gyaru" di Okinawa, Misora Hahebaru, erede di una scuola di Karate Originario e con il sogno di sfondare come idol nonostante la sua capacità canora sia inversamente proporzionale alla generosità delle sue forme.
Stereotipa eppure credibile nel suo essere la campagnola arrivata in città con grandi sogni, la conosciamo mentre il losco direttore di una losca agenzia che l’ha sfruttata come modella per soft-porno le impone di fare il salto all'hard-core sul set di un becerissimo gangbang. Becerissimo gangbang da cui si tira fuori spingendo il regista a scommettere i suoi ben cento arrapati contro i Pugni nelle Mani ereditati da paparino.

La sudata vittoria segna la nascita della prima "Martial Model" del Giappone e futura star della losca agenzia di casting “Space Wolf”.

Cose che non ti aspetti in questi manga.

E’ davvero con un po’ di sconcerto, diciamo proprio incredulità, che si realizza come nei quasi ottanta episodi pubblicati, shōnen, spokon di arti marziali e office comedy vengano miscelati con porno gratuito e discese disturbanti negli anfratti più luridi, gretti e persino disumani dello showbiz giapponese, senza mai far fare del superlavoro alla "volontaria sospensione d’incredulità".
Le situazioni fluiscono in maniera a volte gratuita ma mai incongruente, Misora cresce sia come eroina shonen che come “professionista". La vediamo crescere anche sentimentalmente passando da “ragazzina” a “donna” nel momento in cui corrisponde l’amore di una collega inizialmente accettata come “amica di letto”, in una scena commovente da quanto è semplice e mondana.

La routine dello showbiz nipponico di terza fascia.

Con lei assistiamo al definirsi del carattere di comprimari, antagoniste e veri e propri “cattivi” (anzi, diciamo proprio: merdacce) che diventano sempre più personaggi e sempre meno “attivatori di eventi”.

E poi, come avevo detto, ci sono le botte: massive, dettagliate, violente.
Che si tratti del gangbang “royal rumble” iniziale, dello scontro con vermi stupratori (merde!), o dell’inevitabile e quasi parodistico “TOOOURNAMENT ARK!” (cit. Gigguk) tra le migliori combattenti di tutto il mondo, le tecniche sono tutte prese da arti marziali esistenti (karate tradizionale, karate moderno, baguazhang, wrestling, lucha libre, judo, brasilian ju-jitsu, kick boxing, muai-thai, kalarippayattu, krav-maga), coreografate in tutta la loro eleganza e rappresentate in tutta la loro brutalità: con visi e corpi, in molti casi bellissimi, che si contorcono sotto l’impatto che percuote le carni e frattura le ossa o disloca i legamenti.
La tensione di ogni incontro è percepibile e non c’è esito che non sia alla fine emozionante.

E se vogliamo una misura del riconoscimento avuto in patria da questo manga abbastanza borderline, si metta agli atti che ne esiste una serie televisiva che lo traspone non nel comodo formato anime, ma in un più costoso live-action.

Arriviamo alle dovute conclusioni e tiriamo le somme tra pro e contro.
State alla larga da Hagure Idol: Jigoku-hen nel momento in cui:

  • È un porno e voi non avete tolleranza verso i "Contenuti Espliciti" ((c) EELST).

  • È un porno NON pubblicato in lingua italiana, voi non siete anglofoni e fate parte di quel pubblico di pervertiti che vogliono capire cosa si dice in un porno.

  • Non leggete manga (sì, ma allora che state qua a fare?).

Provate a cercare (o sperate nella pubblicazione di) Hagure Idol: Jigoku-hen se vi può interessare:

  • Un manga di arti marziali estremamente competente e documentato.

  • Una “dramedy” ambientata nel (piuttosto orrendo) mondo dello showbiz giapponese.

  • Uno spocon che inscena una storia di crescita avvincente e convincente dei suoi personaggi.

  • Uno degli ancora troppo pochi manga indirizzati esplicitamente al pubblico maschile in cui però la donna è soggetto della narrazione e non oggetto (o, come mi piace dire: "porta le tette per piacere a sé stessa, non per piacere A TE!").

  • Una serie in cui si passa dal momento leggero e stupidino, a pugni che sparigliano denti e ficcano costole nei polmoni, a rari momenti dark che fanno venire repulsione per il genere umano.

  • Un porno.

  • Tutto quanto sopra, disegnato con una capacità ed una chiarezza espositiva rara.

Ora, scusate: mi hanno segnalato un avvistamento di Nessie al Lago d’Orta e devo proprio scappare!