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Guitar Hero Live, e i vicini ringraziano

Devo ammettere che uando acquistai il primo Guitar Hero per PS2, lo feci più per sfizio di spendere un po' di soldi che per reale interesse. Per altro, suonicchiando la chitarra un po' per diletto, ritrovarmi quell'affarino di plastica tra le mani con i cique tasti colorati non fu molto d'aiuto. E invece, un'oretta dopo quel primo impatto non del tutto positivo, stavo con gli occhi sgranati e secchi, pigiando tasti come un forsennato e sentendomi un novello Steve Vai. Dopo dieci anni, passati a spremere il brand nella maniera più potente possibile, il genere dei giochi musicali era caduto nel dimenticatoio, esageratamente sfruttato e quindi divenuto a noia. Nel 2015, Activision ha deciso di riproporre in grande stile Guitar Hero, modificandone però sia la struttura di gioco che il controller.

Guitar Hero Live si compone di due sezioni principali, la parte Live, appunto, e la GHTV. La parte Live è la classica modalità carriera, in cui da soli o con un compagno di avventura ci esibiremo sul palco di un festival a tema (pop, rock, folk etc... ), con il pubblico che, se siamo degli assi, ci applaudirà e andrà in visibilio per noi, ma se inizieremo a steccare troppe note, inizierà a fischiarci e a tirarci qualche ortaggio, con un finale anticipato dello show.

La prima grande differenza col passato sta nel fatto che ora tutta la parte del concerto è veramente dal vivo, nel senso che la band, il palco, il pubblico e tutto il resto non sono più rappresentati con avatar poligonali: è proprio un full motion video da un punto di vista soggettivo, come se fossimo veramente lì. All'inizio questa cosa spiazza, perché sa molto di 3DO e roba vetusta, però, con l'andare avanti, ci si abitua ed effettivamente , magari se si possiede una TV un po' grossa, la sensazione di essere di fronte a migliaia di persone che ci osannano fa la sua porca figura.

L'altra novità, quella ovviamente più importante, è la chitarra. Il nostro strumento abbandona il classico manico con i cinque tasti colorati, sostituendoli con sei pulsanti disposti su due file, tre sopra e tre sotto. È un po' come se in una chitarra vera avessimo accesso solo ai primi tre tasti, con le corde mi la re idealmente raggruppate nella parte superiore, e sol si mi nella parte inferiore.

Al posto dei tasti colorati nella nuova chitarra troviamo i sei pulsanti messi in due file parallele.

A schermo, quindi, sui classici binari in prospettiva, non vedremo più arrivare i tasti colorati, ma delle icone a forma di plettro. Se il plettro punta in su, dovremo suonare il tasto superiore di quella sezione di manico, se punta in giù il tasto inferiore. Considerando che abbiamo sei pulsanti su due file e che il gioco ci obbliga, nei livelli superiori di difficoltà, a premere combinazioni anche di tre o quattro pulsanti in contemporanea, si può capire che quando il pezzo diventa complicato non è proprio semplicissimo stare dietro alla musica e, come in passato, si deve comunque creare un automatismo tra le dita e la chitarra, in modo da poter tenere lo sguardo attaccato allo schermo, lasciando che la mano trovi la posizione corretta autonomamente.

Ora, secondo me è difficile dire se erano meglio i cinque tastoni colorati o questa nuova disposizione. Quello che però mi sento di sottolineare è che mentre con la vecchia disposizione ci si sentiva più chitarrista solista e ci si esaltava negli assoli, ora è tutto più da chitarristi ritmici e il feeling da Guitar Hero vero, che poi sfascia lo strumento sul palco, rimane smorzato. Questa sensazione è purtroppo confermata da una tracklist, per la parte Live, molto, troppo, eterogenea, con pochi pezzi che esaltano il lato chitarristico. Si può capire che per un gioco il cui titolo è Guitar Hero, insomma, non è proprio un aspetto secondario.

Ben diversa invece è l'offerta della parte TV. Accedendo a questa opzione, ci ritroviamo di fronte ad una specie di canale televisivo musicale in streaming, con i video originali delle band, su cui vengono piazzati in sovrimpressione i binari per far scorrere le icone a forma di plettro, che noi dovremo suonare come sempre. Al contrario di quanto avviene nella modalità principale, quindi, qui non avremo un pubblico che si esalta o ci manda a quel paese, ma si tratterà solo di una questione di punti. La canzone, comunque, si concluderà sempre normalmente e non ci sarà nessun game over prematuro causato dalla nostra eventuale inettitudine. Fra l'altro è possibile vedere in tempo reale la nostra posizione rispetto ai nostri amici o nella classifica generale.

La GHTV, per fortuna, presenta una tracklist enorme, molto più focalizzata sul rock e quindi molto più vicina al gusto di un giocatore che vuole sentirsi un asso della chitarra. I canali della TV sono due, e propongono set di canzoni a tema, ora punk, ora metal, ora rock, sempre di gruppi famosissimi e molto apprezzati (almeno da me). C'è anche una sorta di guida TV che permette di sapere che cosa sarà trasmesso, per esempio nel pomeriggio ad una data ora.

Purtroppo, anche qui non è tutto oro quello che luccica. Per esempio, non è più possibile "acquistare" una canzone per poterla suonare all'infinito. Dato che si tratta di una trasmissione in streaming, troveremo quello che ci capita, ma potremo spendere dei crediti, che il gioco elargisce dopo buone performance, per poterci cimentare in una canzone in particolare. Il problema è che questi crediti ci danno accesso o alla canzone singola per una volta sola (come se fossimo in sala giochi, praticamente), o ad una sorta di abbonamento per goderci tutto il catalogo presente per ventiquattro ore (modalità perfetta per una festa).

La modalità TV ci permette di suonare sui video originali dei nostri beniamini preferiti.

Così facendo, però, si perde quel feeling che portava il giocatore a suonare i suoi pezzi preferiti quante volte voleva, senza usare né crediti né altro. Il problema è che che se si esauriscono questi crediti, e se non si riescono a vincere durante le partite, gli stessi dovranno essere acquistati con soldi veri, e consideranto che il prezzo di listino del gioco è di 109 euro, non è una cosa particolarmente apprezzabile.

Guitar Hero Live, quindi, è un titolo che ripropone il tema dei giochi musicali in maniera sicuramente nuova ma anche rischiosa. La chitarra è ottima, a patto che si apprezzi la nuova filosofia di gioco con i tasti meno "hero" e più da mediano da lato palco. La scelta dei pezzi è deludente per la modalità Live ma ottima per quella TV, anche qui a patto di digerire questa impostazione "a gettone", se si vuole suonare un po' quello che si vuole. Per me per esempio, che apprezzo di più cimentarmi in roba sempre nuova, è più che sufficiente la GHTV, in cui non è necessario spendere neanche un credito o soldo. Quello che posso consigliare, però, è di evitare di prenderlo a prezzo pieno ma di approfittare si qualche offerta o sconto che spesso le grandi catene, sia fisiche che online, propongono.

Ho giocato a Guitar Hero Live acquistando in negozio la confezione standard per PS4, approfittando di uno sconto pazzesco sotto Natale (col cavolo che ci do centonoveeuro) e lasciando seccare gli occhi senza battere le palpebre per minuti interi. Non mi sono molto divertito nella modalità Live, ovvero la carriera, ma mi ritrovo spesso a suonare, saltare e cantare con i pezzi che vengono proposti nella GHTV. Il fatto è che anche i vicini saltano e urlano. Ma non cantano. Ah, come al solito, se acquistate il gioco (o qualsiasi altra cosa) su Amazon passando dai seguenti link, una piccola percentuale di quello che spendete andrà a noi, senza alcun sovrapprezzo per voi. Se volete procedere su Amazon Italia dirigetevi qui, se preferite Amazon UK puntate qui.