Outcast

View Original

Giugno 2001: Morti e dispersi | Old!

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

L'8 giugno del 2001, Nintendo porta in Europa Excitebike 64, con cui recupera il marchio del classico Excitebike per NES affidandolo allo studio americano Left Field Productions, che si occupa di trasportarlo nella terza dimensione (ma include l'originale come contenuto bonus). Ne viene fuori un gioco molto solido, un po' penalizzato dall'uscita tardiva nel ciclo vitale del Nintendo 64. Un terzo episodio, Excite Truck, si manifesterà nel 2006 su Wii, mentre dieci anni dopo Excitebike 64 tornerà sulla Virtual Console di Wii U.

E a proposito di ritorni Nintendari, il 22 giugno tocca a Kirby 64: The Crystal Shards, con cui HAL Laboratory porta la sua pallotta rosa su Ninendo 64 e, soprattutto, nel reame delle tre dimensioni. Il gioco, come già Goemon's Great Adventure e Yoshi’s Story, conserva l’impostazione bidimensionale nonostante un motore grafico 3D, sentenziando ufficialmente un trend per i ritorni con stampino 64. Criticato per uno stile grafico non del tutto convincente e per l’eccessiva semplicità, Kirby 64 se ne frega e se magna tutto.

E chiudiamo quest’avvio nintendaro segnalando che sempre il 22 giugno, oltre un anno dopo l’uscita in Giappone, arriva in Europa anche il Game Boy Advance, nuova console portatile destinata al dominio del pianeta (raggiungerà quota ottanta milioni di pezzi venduti). Lo fa potendo vantare retrocompatibilità totale coi titoli dei Game Boy precedenti e una potenza di fuoco (non del tutto correttamente, ma comprensibilmente) accostabile a quella del Super Nintendo. La lineup di lancio include bombe atomiche del calibro di Castlevania: Circle of the Moon, Kuru Kuru Kururin e Super Mario Advance, che non inaugura ma consolida oltre ogni dubbio la prassi nintendiana del continuare a rivenderci gli stessi giochi senza vergogna alcuna, dato che noi continuiamo a ricomprarli senza vergogna alcuna. Per altro, tempo dopo, proprio su Game Boy Advance arriveranno i giochi NES emulati e venduti a quaranta euro l’uno, ma di che stiamo parlando?

In mezzo a queste bombe atomiche, arriva anche la bomba carta ripiena di sterco. THQ porta in Europa Evil Dead: Hail to the King per PlayStation, con cui Heavy Iron Studios si gioca la carta del clone di Resident Evil con applicata la licenza dei film targati Sam Raimi/Bruce Campbell. È il secondo tentativo di portare Ash Williams nel mondo dei videogiochi, dopo il The Evil Dead del 1984 per Commodore 64 e ZX Spectrum, ed è ambientato otto anni dopo L'armata delle tenebre, con un Ash nuovamente impiegato al supermercato e nuovamente impegnato a combattere Necronomicon e derivate. Il gioco riporta in scena tutti i classici elementi della serie di film ma è francamente poco più che una mediocrata, in cui si salva forse solo il lavoro di Tommy Tallarico sulla colonna sonora. Eppure, per qualche motivo (suppongo le vendite), segnerà l'inizio di una nuova vita videoludica per il povero Ash, che tornerà a più riprese nei due decenni successivi, sempre con risultati al massimo discreti.

Questo produttivissimo 22 giugno del 2001 segna anche l’arrivo in Europa di Red Faction, FPS per PlayStation 2 che si fa notare soprattutto per la tecnologia Geo-Mod, che permette l’inserimento di ambientazioni largamente “friabili”, con il giocatore che può abbattere a cannonate porte, pareti, edifici, la rava e la fava. Questo aspetto lo rende un gioco senza dubbio interessantissimo per l’epoca, probabilmente più di quanto meritino le altre componenti del gioco, tutt’altro che entusiasmanti. Red Faction riscuote comunque un buon successo, genera una serie che durerà un decennio, sbarcando anche sulla generazione successiva di console, e rilancia lo studio Volition, che si era già ampiamente fatto notare nel decennio precedente con la serie FreeSpace e che troverà una terza vita nel decennio successivo con i Saint’s Row.

L’ultima uscita che segnaliamo per il 22 giugno 2001? Baldur's Gate II: Throne of Bhaal, espansione ufficiale per l’amatissimo gioco di ruolo uscito quasi un anno prima, che contiene quello che ci si aspetta dalle espansioni dei GdR: nuove armi e magie, un innalzamento del level cap, qualche ritocco grafico, un dungeon inedito e una porzione di trama che si aggiunge a quella del gioco principale. L’accoglienza calorosissima non impedirà all’evoluzione del settore di far naufragare il progetto per un terzo episodio. Il marchio Baldur’s Gate verrà tenuto in piedi per qualche anno dalle uscite action su console, poi riesumato tramite le riedizioni dei due giochi originali e infine rimesso in piedi dal Baldur’s Gate III di Larian Studios.

Una settimana dopo, Square ed Electronic Arts publiccano negli USA Final Fantasy Chronicles, una raccolta per PlayStation che include due classici per Super Nintendo come Final Fantasy IV e Chrono Trigger, unendo per il pubblico occidentale le due riedizioni uscite sulla console Sony qualche anno prima. Le due riedizioni in questione, piuttosto curate, si mantengono largamente fedeli agli originali ma vantano l'inclusione di svariati contenuti extra e l'aggiunta di scene d'intermezzo animate. Accolta con favore dalla stampa, nonostante qualche critica ai tempi di caricamento considerati eccessivi, la raccolta riscuote un buon successo di pubblico ma, come già le edizioni originali dei due giochi, non verrà portata in Europa. Final Fantasy IV arriverà circa un anno dopo, quando Final Fantasy Anthology, raccolta uscita in America e contenente i due capitoli successivi, verrà alterata dalle nostre parti per proporre il quarto e il quinto. Per Chrono Trigger toccherà invece attendere addirittura il 2009 e la riedizione su Nintendo DS.

Chiudiamo il rimpiattino fra JRPG e CRPG con Anachronox, gioco di ruolo per PC sviluppato da Ion Storm e diretto da Tom Hall, che prova a sintetizzare i due filoni offrendo uno sguardo occidentale su una produzione largamente ispirata a classici come i sopracitati Chrono Trigger e Final Fantasy. Anachronox arriva nei negozi con tre anni di ritardo sulla tabella di marcia, al termine di un processo di sviluppo parecchio travagliato, e nonostante l'aspetto visivo non al passo coi tempi (il gioco è basato sull'id Tech 2), viene accolto a braccia aperte dalla critica. Non riscuoterà però grande successo in termini di vendite, probabilmente anche a causa di una campagna marketing non proprio "abbondante", e i progetti per dargli seguito con un paio di espansioni e un sequel vero e proprio svaniranno nel nulla alla chiusura degli uffici di Ion Storm a Dallas (e di Ion Storm tutta qualche anno dopo).