Outcast

View Original

Feather - Bird Simulator '19

Mettiamo le cose in chiaro: Feather non è un gioco, o comunque non lo è nel senso tradizionale del termine. È una semplice e visivamente appagante esperienza in cui si controlla un uccello mentre esplora liberamente una piccola e tutto sommato affascinante isola. E potrei tranquillamente fermarmi qui nel descrivere questo interessante esperimento dei ragazzi di Samurai Punk, ma farò finta di essere in grado di fare critica e continuerò ancora un po'.

Qui è la parte in cui si vola come un uccello sopra l’isola.

Il paragone più semplice e banale che mi viene in mente è con Journey e Abzu, entrambi "non-giochi" incentrati su un'esperienza quasi tutta esplorativa ma comunque più o meno subdolamente narrativa. Non ci sono nemici, non ci sono sfide, non ci sono punizioni se si gioca male. C'è solo un mondo da setacciare, alla ricerca di elementi e situazioni che aiutino a capire un po' meglio l'ambientazione in cui si è, o anche semplicemente per offrire scorci visivamente memorabili. La componente narrativa è ridotta e mai spiattellata in faccia al giocatore, che può seguire questo flebile filo conduttore in maniera più o meno passiva. Nonostante la semplicità meccanica del tutto, è comunque presente un senso di progressione, anche nel semplice attraversare una terra immaginaria: un viaggio, come giustamente titola Journey. E la formula funziona alla grande nelle mani giuste, come testimonia il successo dei titoli sopra citati, perché è bello di tanto in tanto mollare la presa sul joypad e lasciarsi andare.

Purtroppo, niente di tutto questo funziona in Feather, che si limita a prendere il giocatore, spararlo nel corpo di un uccello e farlo girare liberamente per un modello in 3D cel-shaded di un'isola. Non c'è nessuna progressione: l'isola è liberamente esplorabile dall'inizio e in fin dei conti non è nemmeno troppo grande. Forse anche per provare a spezzare la monotonia, sono presenti dei portali che, una volta attraversati, cambiano la musica del gioco, oltre ad alcuni oggetti con cui è possibile interagire, tipo fiaccole e lanterne che si illuminano brevemente quando sfiorate. Ed è tutto qua, davvero. Si vola, si vedono cose e per darsi una botta di vita si cambia la musica. Non è spiacevole, complice anche un design degli ambienti abbastanza affascinante (ma senza strapparsi i capelli), ma è troppo poco e c'è troppa poca ciccia per essere un gioco che ha comunque un costo non da nulla.

Qui, invece, è la parte in cui si vola come uccello sopra il mare attorno all’isola.

Oh, poi se vi prendete bene nel pensare di passare una mezz'oretta (tanto ci vuole ad esplorare completamente il tutto) a girovagare per un'isola virtuale a 20 FPS, Feather va benissimo. Per tutti gli altri, me compreso, potrebbe essere un po' una palla.

Ho giocato a Feather grazie a un codice per il download fornito dagli sviluppatori, su Nintendo Switch e perlopiù in modalità portatile. Esplorare l'isola in lungo e in largo, senza concludere molto, mi ha portato via poco più di mezz'ora. Magari mi son perso tutto un mondo sotterraneo fighissimo ma, oh, mettetecela, un'indicazione. Feather è disponibile solo tramite download su PC (Discord, Humble Store, itch.io, Steam) e su Switch.