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eXistenZ #4 – I fantastici viaggi di Kooky

eXistenZ è la nostra rubrica in cui si chiacchiera del rapporto fra videogiochi e cinema, infilandoci in mezzo anche po' qualsiasi altra cosa ci passi per la testa e sia anche solo vagamente attinente. Si chiama eXistenZ perché quell'altro film di Cronenberg ce lo siamo bruciato e perché a dirla tutta è questo quello che parla proprio di videogiochi.

Circa due mesi fa, Amanita Design ha pubblicato Botanicula, la sua ultima, deliziosa, pseudo avventura grafica, di cui trovate la mia recensione a questo indirizzo. Al momento del lancio, il gioco è stato messo in vendita attraverso un “Humble Botanicola Debut” che permetteva – come da tradizione degli Humble Bundle – di accaparrarsi il malloppo pagando un'offerta libera. Del pacchetto facevano parte le realizzazioni forse più importanti dello studio ceco: Botanicula, Machinarium, Osada e Samorost 2. Sempre come da tradizione, erano incluse anche le colonne sonore e, pagando più di quanto era stato offerto dalla media degli acquirenti, ci si ritrovava su disco fisso alcuni bonus. Nello specifico, Windosill e il bizzarro lungometraggio Kooky. E per questo motivo oggi vi parlo proprio di Kooky, che mi sono guardato ieri, anche se coi videogiochi non è che abbia molti altri collegamenti.

Kooky è una semplice fiabetta, di quel genere di fiabette ambientate nella testolina di un bimbetto. Racconta la storia di Kooky, l'orsacchiotto di pezza di un bambino malato d'asma, che viene gettato dalla madre del bimbo perché rovinato, sporco, intriso di polvere. Da qui parte un viaggio mentale del ragazzino, che mescola la realtà attorno a lui come un novello Keyser Soze, infilando nomi, oggetti, persone e le proprie allucinazioni febbrili in una storia vissuta dall'orsetto. Kooky scappa dalla discarica e si trova ad affrontare un pericoloso viaggio nella foresta, incontrando creature bizzarre e affrontando pericoli stralunati, nel tentativo di tornare a casa dal suo padrone.

C'è insomma un pizzico di Toy Story, anche se il tutto è filtrato da una poetica storta e che ricorda in effetti non poco l'immaginario visivo di Botanicula. Del resto Kooky viene dalla Repubblica Ceca tanto quanto Amanita Design, ed è intriso di una visione e una personalità assolutamente originali e lontane dal classico film d'animazione occidentale. Non è, per inciso, un film d'animazione in senso stretto. Tutt'altro: si mescolano “live action” dei personaggi umani e degli animali, stop motion e soprattutto un sacco di animazione realizzata dal vivo, con i vari esseri fiabeschi mossi dai cavi di marionettisti. Le creature sono assemblate con un'inventiva pazzesca, mescolando giocattoli, sacchetti di plastica, rametti, oggetti d'uso comune e l'universo che ne viene fuori è davvero affascinante, anche se il racconto è poi piuttosto tradizionale e magari manca anche un po' di ritmo.

Il film, diretto da Jan Svěrák, si ispira pesantemente al lavoro dello scultore e pittore František Skála, che però non ha voluto partecipare alla produzione. È stato invece coinvolto Jakub Dvorský di Amanita Design per dare una mano sotto il profilo tecnologico, sicuramente importante, fosse anche solo per il delicato lavoro di “rimozione” in digitale dei fili delle varie marionette. Si tratta inoltre di una produzione dal discreto spessore nella storia della Repubblica Ceca, considerando che contiene molti più effetti speciali rispetto a Dark Blue World, precedente opera di Svěrák e film più costoso nella storia della nazione al momento della sua uscita. Un film quindi anche interessante per approcciare in maniera semplice una cinematografia “minore” e a noi piuttosto ignota, oltre che per farsi un giro nei bei territori naturali che il paese ospita.

Se ve lo siete perso nell'Humble Botanicola Debut, potete recuperarlo su iTunes, dove il film è disponibile doppiato in inglese. Non è però presente sul portale italiano e dovete quindi rivolgervi a quello americano (14,99 dollari) o a quello inglese (9,99 sterline).