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Capcom Beat 'Em Up Bundle - I magnifici sette

Capcom Beat 'Em Up Bundle è un orgoglioso elogio ad un genere storico e immortale, ma anche una fiera paraculata di proporzioni cosmiche. Facendo leva sui videogiocatori più attempati e la loro atavica nostalgia per il retrogaming, la software house giapponese ha tirato su con quattro spicci una collection praticamente irrinunciabile per chiunque abbia dai trenta ai quarantacinque anni. Quanto scritto non vuole essere un’accusa, né un ammonimento, piuttosto una valutazione limpida e cristallina.

Recensioni come queste possono snocciolarsi fondamentalmente in due modi: col piglio nostalgico, contando sui sentimenti e le esperienze personali, del tipo “Uh, le volte che ho bigiato la scuola per giocare a Final Fight”, oppure “Eh, la cassetta della frutta sotto i piedi per arrivare a vedere lo schermo”, senza contare l’immancabile “Ah, a piedi scalzi sulla spiaggia, correndo al bar con un solo gettone”.

Quali sono i titoli compresi nella raccolta? Voilà! Pigro didascalismo al potere.

Sciorinerie melense agli occhi dei più austeri, dolcissimi ricordi per gli eterni Peter Pan del videogioco. L’ altro modo per preparare pezzi simili è il piglio didascalico, come se a occuparsene fosse RoboCop, in un universo alternativo nel quale vestisse i panni di redattore. Numero di giochi presenti (sette) con relativi titoli (vedi foto sopra), elenco in ordine cronologico (dal 1989 al 1997) e mini-commento per ogni gioco (nessun filtro grafico, ottimo online, pochi extra). Infine, c’è la recensione alla Deadpool, quella che rompe la quarta parete (e non solo) e vi parla del gioco descrivendo le varie metodologie con le quali i redattori si approcciano a collection di questa portata. Indovinate quale state leggendo?

Il tintinnio del timer è spesso insopportabile, ma quanta gioia del passato in una singola foto!

Domande retoriche e autocelebrative a parte, a questo punto mi preme aprire un'importante parentesi: Capcom Beat 'Em Up Bundle è un genuino atto d’amore, una raccolta assolutamente immancabile per i fan dei picchiaduro a scorrimento, a prescindere dagli extra esigui o i titoli che mancano per motivi legati alle varie licenze. Anche qui ci sarebbero da sottolineare le astiose invettive contro gli sviluppatori, per omissioni del calibro di Cadillacs & Dinosaurs o Alien vs. Predator. Ma i problemi, come già detto, sono noti e chiaramente assai costosi, perciò mi sembra inutile accanirsi.

Questa lunga parentesi è molto importante, perché pone l'accento sul difetto più evidente di questa collection, ovvero la fruibilità su televisori o grossi monitor. Io non sono un amante dei filtri grafici, anzi, direi esattamente l'opposto, tuttavia, su TV anche mediamente grandi, i pixel sparati dai vari giochi non sono esattamente il massimo. Come già detto, non desideravo certo spennellate apocrife capaci di trasformare le immagini in aberranti acquerelli dopo una notte sotto la pioggia. Ma almeno un filtrino scanline per simulare gli schermi CRT o la possibilità di intervenire sulla grandezza del display potevano inserirli senza troppi sbattimenti, credo.

Ecco Sua Maestà: Sua Maestà il Re.

Come avrete certamente intuito, il problema è legato quindi alle versioni per console da casa. Avendo avuto la possibilità di provare a lungo la versione per Switch, posso affermare con presuntuosa certezza che si tratta della piattaforma ideale su cui giocare. Lo schermo portatile rimpicciolisce gli sprite e scioglie ogni spigolatura grafica; il multiplayer in locale è davvero immediato e figo come ostentato dai vari spot Nintendo. C’è quindi una lotta intestina in seno a questa recensione: il commento è formalmente positivo, ma si spinge sul vai a sapere nel caso ne fruiste su televisore, e in maniera proporzionale alla grandezza dello schermo.

Graditissimi i due titoli inediti in occidente: questo è Battle Circuit, in cui i designer Capcom hanno dato sfoggio della loro… Creatività.

Ora, se la nostalgia canaglia può spingerci a contare ogni singolo pixel sfoderando un'espressione ebete, è pur vero che oltre i 26 pollici le cose cominciano a farsi decisamente sgranate. Non più uno sgranato sognante e nostalgico, ma un grosso mosaico in stile "Impara a disegnare colorando i puntini". Un difettuccio, sia chiaro, ma unitamente a un livello di personalizzazione pari a zero (che senso ha modificare vite e continua, se si hanno crediti infiniti?) e nonostante l’introduzione di due giochi inediti in occidente, Capcom Beat 'Em Up Bundle è un “Vai a sapere” comunque orgoglioso, davanti a una TV e badando al portafoglio piuttosto che al cuore, e uno sfavillante “Frechete” se i sudetti limiti non vi tangono, o potete in parte aggirarli scegliendo la versione per console Nintendo.

Ho scaricato Capcom Beat 'Em Up Bundle su Xbox One grazie a un codice fornitomi dal distributore italiano. Ho giocato almeno un paio d’ore a ogni picchiaduro presente nella collection, più un un paio d’ore extra per appurare la bontà dell’online. In ogni caso, per titoli di questo genere, la longevità è potenzialmente infinita. Capcom Beat 'Em Up Bundle è disponibile su PlayStation 4, su Switch, su Xbox One e su PC.