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Gennaio 1981: Atari fa esperimenti | Old!

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A gennaio del 1981, Atari avvia la messa in circolazione del Cabaret, un nuovo "taglio" di cabinato da sala dalle dimensioni ridotte. Pensato per l'utilizzo in contesti meno spaziosi rispetto alle principali sale giochi, il cabaret parte subito alla grande, supportando pesi massimi del calibro di Battlezone, Missile Command e Asteroids, garantendosi una buona diffusione.

Ma Atari è lanciatissima e annuncia anche che il mese successivo porterà alla New York Toy Fair la sua nuova console, l'Atari Cosmos, costruita attorno all'utilizzo di un sistema basato sull'utilizzo di luci LED per dare l'illusione di una grafica composta da ologrammi. Forte di un hardware abbastanza potente per l'epoca e dell'invitante prospettiva di un catalogo di giochi dal prezzo contenuto, la console farà una discreta figura alla fiera ma il presidentissimo Ray Kassar deciderà comunque di abbandonare il progetto, che non raggiungerà mai i negozi e diventerà un pezzo da collezione di quelli tosti.

Intanto, nelle sale giochi arriva Pulsar, coproduzione Sega/Gremlin che ci vede controllare un carro armato impegnato ad esplorare labirinti, cercare le chiavi necessarie a uscirne, schivare nemici e gestire le risorse di carburante. Interessante anche l’utilizzo dei colori: quando si raccoglie una chiave, il carro armato ne assume il colore e se si spara ai nemici del colore corrispondente, si fanno più punti. Ikaruga non sei nessuno.

Chiudiamo menzionando The Count, avventura testuale del mitico Scott Adams con una datazione che, a seconda di dove guardi, va dal 1979 al 1981, probabilmente a causa di un po' di confusione fra i centomila formati su cui esce. Ma insomma, che ce ne frega? Il gioco ci vede in Transilvania, impegnati ad affrontare nientemeno che il conte Dracula, su richiesta degli abitanti locali. A distinguere l'avventura dalle precedenti di Adams c'è l'uso del tempo, con le vicende che si sviluppano lungo tre giorni, enigmi da risolvere in momenti specifici e cose che si possono fare (o meno) solo in certe giornate. Il gioco viene accolto favorevolmente, pur al netto di una difficoltà certamente non bassa.