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Achtung! Cthulhu Tactics - H.P. SS Lovercraft

Il fascino del male è una languida sibilla, oscura perpetua, immutabile. Nel corso dei secoli, grandissimi artisti sono stati sedotti dal buio eterno, sordido scrigno di orrori innominabili. Non è certo la prima volta che autori di varia fama mescolano il terzo Reich a suggestioni esoteriche, forti della reale ossessione di Adolf Hitler per il culto del male. Senza soffermarci sulla sterminata bibliografia di genere, vediamo se Achtung! Cthulhu Tactics, nato sul medesimo incipit narrativo, è riuscito a spiccare il volo, coniugando al meglio l’ottimo materiale a disposizione.

La visuale, a volte, fa un po’ i capricci, spingendoci a qualche aggiustamento di troppo con la telecamera.

Il titolo, nato sulla base del quasi omonimo gioco da tavolo (Achtung! Cthulhu), ha preso forma grazie al lavoro a quattro mani di Auroch Digital e Ripstone, col vento in poppa di una discreta campagna Kickstarter. Come il nome suggerisce, Achtung! Cthulhu Tactics è un GdR strategico in piena regola, che unisce le tetre ambientazioni della Seconda Guerra Mondiale all’orrore cosmico delle indicibili mostruosità lovercraftiane.

Gli appassionati del genere si troveranno subito a loro agio, grazie a un campo di gioco con visuale isometrica da ruotare e zoomare a piacimento e un sistema di approccio al nemico del tutto simile a mostri sacri come XCOM. Gli AP, Punti Abilità, scandiscono i movimenti di ogni componente della squadra e lo schieramento oculato è alla base del successo. Caratteristica interessante del gameplay è il Momentum, una sorta di potere interiore da caricare tramite gesta combattive degne di nota.

Le mostruosità lofercrafiane sono un piacevole diversivo estetico ma poco più.

Ogni componente della squadra può prodursi in diverse abilità aggiuntive, innescando il Momentum secondo le nostre istruzioni: un colpo passivo nel turno dei nemici, quando passano nel nostro raggio d’azione, uno sparo dalla lunghissima distanza, la ricarica di un’arma senza pagare AP e così via. Dosare il Momentum è vitale in battaglia e, dopo le prime schermaglie, appare chiaro quanto il nemico sia meno incisivo e letale di voi. A tal proposito è consigliabile alzare il livello di difficoltà; a fronte di un iniziale straniamento per le mosse a volte “scorrette“ della CPU, l’appagamento per una sfida degna di nota bilancia il tutto, offrendo una solida base tattica con cui operare al meglio.

Facendo eco all’aura di mistero che aleggia nelle plumbee ambientazioni di gioco, i combattimenti avvolgono i nemici in una fitta nebbia. L’unico modo per dissiparla è farsi avanti, nonostante gli avversari siano “targettabili” anche se avvolti dalla foschia. Risulta rischioso, infatti, sparare alla cieca, rendendo preferibile un’azione corale atta a scovare il nemico. Ecco quindi che lo scenario offre favorevoli e indispensabili coperture, la cui importanza sale in base al livello di difficoltà scelto, come ho già accennato. Quando l’avversario si presenta in forma mostruosa, la nostra sanità mentale è compromessa, fiaccandoci con handicap di varia natura.

Lo stile essenziale e retrò del design, ereditato dall’omonimo gioco da tavolo, ha un discreto fascino.

Proprio il lato terrificante e oscuro del gioco non trova riscontro emozionale, limitandosi a qualche balzo onirico e a scontri con svariate poltiglie tentacolari. L’albero delle abilità di ciascun commilitone riesce a donare placidi momenti di pianificazione tattica, pur senza distinguersi per innovazione. Tragicamente poco incisive le differenti scelte in modalità normale, con specializzazioni chiaramente più performanti rispetto ad altre. Quello che invece mi ha lasciato del tutto l’amaro in bocca sta nello sparuto arsenale, con poche modifiche apportabili alle varie armi e l’equipaggiamento ridotto all’osso.

Achtung! Cthulhu Tactics non si gioca male, anzi, il corretto uso del Momentum e certi scontri sovrannaturali restituiscono una sana gratificazione strategica. La grafica è per lo più funzionale, terminando il proprio lavoro nella chiarezza espositiva del combattimento. Idem per il sonoro, rigoroso e puntuale ma mai incisivo. La narrazione è spalmata tra una schermata in bianco e nero e un altra, fungendo da pretestuoso collante a un racconto anonimo e senza mordente. Nel caso non voleste indugiare nelle missioni secondarie, la longevità è praticamente dimezzata, riducendosi a una dozzina di ore. A dispetto di quanto esposto, tuttavia, il titolo dei Ripstone è da valutare per l’alchimia raggiunta dalla commistione di ogni singola parte. In tal senso, spuntare le caselle alle voci “appassionati di GdR tattici”, “affascinati dall’occulto” e “amanti dalle atmosfere guerrafondaie” potrebbe spingervi all’acquisto nonostante i limiti esposti.

I combattimenti contro i Shoggoth si svolgono spesso in ambientazioni dal piglio onirico.

Per tutti gli altri, il gioco dei Ripstone, pur lontano dalla mediocrità, risulta ben più modesto di quanto le sue ambizioni avessero suggerito, riuscendo a svolgere solo l’indispensabile per galleggiare sul mare della sufficienza. Se siete a digiuno di giochi strategici e magari vi solleticano le atmosfere fosche, Achtung! Cthulhu Tactics potrebbe intrattenervi piacevolmente, ma senza particolari guizzi artistici o memorabili spunti ludici.

Ho scaricato Achtung! Cthulhu Tactics su PlayStation 4 PRO grazie a un codice fornitomi gentilmente dal distributore. Ho giocato la modalità campagna per 22 ore circa, soffermandomi principalmente sulle missioni secondarie. Il titolo, sulla lunga durata, soffre un certo tasso di monotonia: personalmente ho rimediato alzando il livello di difficoltà, ma l’esperienza rimane un po’ anonima. Achtung! Cthulhu Tactics è disponibile solo tramite download su PC, su PlayStation 4 e su Xbox One.