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Metal Gear Survive non è male, arrendetevi

Facciamo così: se siete dei talebani fan di Hideo Kojima che nemmeno si sognano di dare una possibilità a qualsiasi cosa sia targata Metal Gear ma manchi della firma del creatore della serie, fermatevi qui, perché non troverete crociate di alcun tipo contro  ciò di cui state leggendo. È finalmente uscito uno fra i giochi più investiti di insulti dell'ultimo anno, anzi, dal trailer d'annuncio alla sua uscita (e pure dopo). Metal Gear Survive. Il primo gioco della serie uscito dopo il divorzio fra Kojima e Konami. Episodio spin-off, sia chiaro, ché alcuni ancora non l'han capito. Nonostante la stessa casa di sviluppo l'abbia ribadito più volte e addirittura nell'introduzione ci venga chiarito questo fatto.

Il gioco prende una strada alternativa da Metal Gear Solid: Ground Zeroes, precisamente dopo il suo finale. Dalla distruzione della Mother Base sembra non salvarsi nessuno ma, in questo universo, si apre un portale dimensionale che risucchia tutto e tutti, tranne un soldato sopravvissuto, il nostro protagonista, che non ha identità - saremo noi a dargliela, con l'editor preso di passo dall'ultimo Metal Gear Online - che sembra morire dopo aver perso un braccio. Viene fuori che il portale conduce a una dimensione parallela in gran parte coperta da una nebbia polverosa e abitata da mostri, in gran parte simili a zombi di carne e cristallo: i Vaganti. Il protagonista, chiamato da tutti “il Capitano”, non è morto come sembra; venuto in contatto con il wormhole risucchiatore, si ritrova col braccio rigenerato e una sorta di infezione che lo potrebbe uccidere ma gli garantisce una forza straordinaria e la possibilità di resistere di più nella dimensione parallela, che a quanto pare il nostro governo conosce e ha soprannominato Dite. Ci viene affidata una missione: entrare dentro Dite, recuperare una squadra persa al suo interno e, intanto che torniamo a casa, portare con noi un po' di energia Kuban, quella rilasciata da cristalli con cui sono fatti i Vaganti, che si trova anche allo stato naturale e pare essere una fonte enorme di energia.

Insomma, la trama oscilla tra la baracconata e il film ironico horror, ma regala comunque diversi momenti epici, che a me hanno gasato alla grande. Volete mettere difendersi da orde di Vaganti, divisi tra semplici zombi, ciccioni esplosivi, insetti, uomini nerboruti con cannoni al posto del braccio? Esatto, perché Metal Gear Survive, come dice il nome, è un survival game con elementi di tower defense. Dentro Dite (a proposito: la squadra sperduta è quella dei Corpi di Caronte e a guidarci ci pensa una I.A. chiamata Vergil. Inutile dire quante altre citazioni alla Divina Commedia ci siano) dovremo allestire il nostro campo base, che dovrà essere fortificato per resistere agli assalti nemici. Ma dovremo anche procurarci energia per attivare i portali per tornare a casa, quindi dovremo esplorare questa dimensione infernale. E per farlo serviranno risorse, anche per adempiere a necessità base quali dormire e mangiare. Quindi si cacciano animali, si scava fra i rifiuti, si sfugge ai Vaganti. Il mondo di gioco è un enorme campo di battaglia abbandonato e quando si finisce nella nebbia, anzi, nella Polvere (con la P maiuscola), non si può nemmeno più usare la mappa, perché il nostro indicatore sparisce. Si usa la bussola, la memoria, l'intuito, per ritrovare la strada di casa. Figata!

Eh sì, gente, Metal Gear Survive, al netto di alcune cose che non vanno, è un buon gioco, e tocca accettarlo, nonostante l'assenza di Hideo Kojima. Del resto, c'è stata comunque roba buona, tra gli spin-off sviluppati senza di lui, non è la prima volta. Capisco la posizione comandata dal cuore di non voler più foraggiare la brutta e cattiva Konami, ma forse dare una chance a questo nuovo gioco è qualcosa da prendere in considerazione, perché è stato sviluppato da gente che comunque ha lavorato al fianco di Hideo per anni e sicuramente sa quel che fa. O perlomeno quasi sempre.

Il lavoro di riciclo di asset e animazioni è palese: tutto ricorda o è palesemente Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, ma non serve nemmeno dirlo. Il gioco sembra un DLC a cui è stato aggiunto brodo su brodo, allungandolo. Il problema vero è che tale brodo deve essere stato dosato male, finendo tutto nella prima parte di gioco. La prima ventina di ore è di fatto un lunghissimo tutorial, una roba che a pensarci è fuori di testa. Quasi venti ore di: campo base, missione dell'I.A., dirigersi nella Polvere per recuperare qualcosa/qualcuno oppure per attivare uno scavatore per prelevare energia Kuban, tornare alla base, ripetere. Ogni volta viene aggiunto un tassello, una nuova funzionalità, dall'imparare a gestire i superstiti al crearsi l'equipaggiamento, dall'ingrandire il campo base al far fare spedizioni esterne a parte del proprio gruppo di sopravvissuti. Il tutto è condito con i valori del personaggio che calano continuamente: sono infatti presenti due indicatori, fame e sete, da tenere costantemente d'occhio, ed è l'aspetto sicuramente più frustrante di tutti, vista la velocità con cui si esauriscono.

Poi, la magia. A metà gioco, improvvisamente, la trama esplode, ci porta in nuovi luoghi, con nuove meccaniche e un sacco di nuovi nemici, aumentando la voglia di andare avanti. Ci si ritrova al completo controllo del campo base, con una rete di teletrasporti in cui muoversi per raggiungere i punti della mappa, potendo spostarsi a piacimento da un territorio all'altro, e le possibilità si moltiplicano. Tutto porta a una battaglia finale epica, che proietta in un end game che decuplica le cose da poter fare. Vengono aggiunte quattro classi oltre a quella base e si sviluppa un minigioco totalmente tower defense che rende partecipe l'intero campo base. Incomprensibile come Konami abbia deciso di far entrare in gioco tutto ciò dopo trenta ore.

La modalità online si fa anch'essa attendere, arrivando circa a un quarto della campagna principale, e per ora è decisamente povera. Offre solo sfide di resistenza affrontabili in gruppi da uno a quattro giocatori, nelle quali si deve difendere uno scavatore di energia Kuban da tre ondate di Vaganti intenzionate a distruggerlo. Divertente all'inizio, stancante alla lunga, soprattutto se affrontata senza un gruppo di amici. Ma vale la pena di provare il multiplayer, perché la quantità di esperienza accumulata (così come il numero di materiali per il crafting) è semplicemente ridicola e viene tutta portata nel single player, permettendo di sviluppare il personaggio a una velocità incredibile, aiutando i giocatori ad affrontare una campagna in singolo decisamente poco gentile.

Le cutscene sono poche ma fanno il loro dovere, seppure mancando del tocco claustrofobico che Kojima aveva dato al quinto episodio della serie. La scrittura è decisamente meno pomposa e più povera, e alle vaccate che succedono a schermo si crede molto meno di quando a scriverle sono i soliti. Insomma, luci e ombre, ma il fattore droga è più che presente. Nonostante la macchinosità dell'inizio, che toglie davvero la carne dalle ossa ai giocatori meno tenaci, la voglia di continuare a giocare a Metal Gear Survive non fa che aumentare. È un gioco che ha molto da dire e che ci mette tanto a comunicarlo, ma bisogna portare pazienza e le soddisfazioni arrivano. Tutto il resto è sterile polemica: nessuno ha preso l'opera di Hideo Kojima e l'ha stuprata, si è scelto di provare una via diversa, come già accaduto, e il risultato non è affatto male.

Ho giocato a Metal Gear Survive in formato digitale su una PlayStation 4 Pro. Ho finito la campagna principale in una trentina di ore abbondanti, provando anche parecchie partite multiplayer utili per proseguire tranquillo in singolo. Attualmente, Metal Gear Survive va preso come un gioco single player, tenendo come plus il multi, al contrario di come era stato presentato. Dedicandosi all'end game, le ore di gioco possono tranquillamente raggiungere il centinaio. Metal Gear Survive è disponibile anche su PC e Xbox One. Ah, come al solito, se acquistate il gioco (o qualsiasi altra cosa) su Amazon passando dai seguenti link, una piccola percentuale di quello che spendete andrà a noi, senza alcun sovrapprezzo per voi. Se volete procedere su Amazon Italia dirigetevi qui, se preferite Amazon UK puntate qui.

Questa recensione fa parte della Cover Story "Metal Gear e Hideo Kojima", che potete trovare riassunta a questo indirizzo.