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Old! #246 – Febbraio 2008

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

L’otto febbraio del 2008, escono in Europa tre giochi che per qualche motivo ho considerato degni di menzione qua dentro. Uno è Nitrobike, tentativo firmato Ubisoft di lanciarsi su Wii nel filone di Excitebike 64 ed Excite Truck. Non finisce benissimo. Poi, andiamo in crescendo, c’è Turok, tentativo di rilanciare la serie di FPS nata su Nintendo 64, questa volta con Propaganda Games e Disney Interactive Studios a tenerne le redini. Finisce un po’ meglio, con la critica che accoglie il gioco moderatamente bene e le vendite che giustificano la messa in produzione di un seguito, poi abortito alla chiusura della divisione videogiochi di Touchstone. Infine, abbiamo Devil May Cry 4, che fa esordire la saga di Dante su PlayStation 3 e Xbox 360. Ambientato fra il primo e il secondo episodio, DMC4 propone qualche novità di gioco, due personaggi giocabili (Dante e Nero) e un gameplay che convince critica e fan. Nonostante delle vendite convincenti al punto di renderlo l’episodio col miglior lancio della serie, la serie si arenerà, verrà ripresa solo cinque anni dopo con lo stravolgimento di DmC e, al netto del remaster di Devil May Cry 4 sulla generazione di console successiva, svanirà poi nel nulla… seppur con interminabili voci sul suo possibile ritorno.

Il 15 febbraio 2008 vede la luce Penumbra: Black Plague, secondo episodio della serie targata Frictional Games, che porta avanti la storia di Penumbra: Overture e conserva il suo gameplay agghiacciante, a base di sopravvivenza estrema in prima persona contro creature oscure pronte a farti cacare sotto da un momento all'altro. Il gioco viene molto apprezzato dalla critica, anche per la decisione di rimuovere completamente le meccaniche di combattimento, e ottiene un successo tale da meritare un'espansione, Penumbra: Requiem, nonostante l'idea iniziale fosse di finirla qui.

Due giorni dopo, arriva su Xbox Live Arcade N+, conversione potenziata per Xbox 360 di N, gioco uscito in origine su PC in formato flash. Si tratta di un platform/puzzle game particolarmente dinamico e aggressivo sul fronte della difficoltà, davvero riuscito e ficcante sul tema "Un'altra e poi smetto", che partecipa alla ormai fortissima mareggiata dei giochi indipendenti scaricabili. N+ godrà poi negli anni di svariate riproposte, fra riedizioni, conversioni e pseudoseguiti.

Infine, dato che di Sonic Riders possiamo fare anche a meno, chiudiamo con due parole su Lost Odyssey, esclusiva Xbox 360 che giunge dalle nostre parti il 29 febbraio del 2008. Secondo gioco sviluppato dalla Mistwalker di Hironobu Sakaguchi, dopo il "visivamente più tradizionale" Blue Dragon, Lost Odyssey vanta il lavoro del fumettista Takehiko Inoue al character design e racconta la storia di un immortale afflitto da originalissima amnesia, alle prese con le conseguenze della rivoluzione industriale magica. Il gioco viene un po' criticato per qualche problema tecnico e per la decisione di mantenersi estremamente classico e ancorato ai cliché del JRPG sul piano delle meccaniche, ma convince comunque appieno per la qualità della scrittura e della direzione artistica in generale. Segnerà però la fine dei tentativi, da parte di Mistwalker, di affermarsi nell'ambito dei JRPG tripla A.