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Endless Space 2: Infinita microgestione

Sono uno dei pochi che hanno preferito il remake di Master of Orion al primo Endless Space. A tutt'oggi non so dire se la preferenza nascesse da una scelta consapevole o dal semplice effetto nostalgia, fatto sta che, pur possedendoli entrambi, alla fine ho giocato molto più a lungo e con molto più piacere a Master of Orion. Poi mi è capitato tra le mani Endless Space 2 e… ho cambiato idea? Nì.

L’ultima fatica degli Amplitude Studios è quasi gargantuesca nella sua ambizione e nella profondità che offre. Le razze, tutte accuratamente rappresentate, hanno ognuna elementi di gameplay unici. L’impero umano, ad esempio, è la cosa più simile a quella che si vede in un normale 4X: ci sono navi colonia, esploratori, ci si sposta fino a trovare pianeti abitabili e lì si fonda un nuovo avamposto per l’impero galattico. Discorso totalmente diverso per alcune delle razze aliene, come ad esempio gli Unfallen, che ampliano invece la loro influenza con tentacoli interplanetari che permettono loro di abitare altri pianeti espandendosi con calma, in maniera relativamente pacifica. I Vodyani, invece, neanche colonizzano pianeti ma si spostano di sistema solare in sistema solare a bordo di immense arche che contengono la loro intera civiltà.

Ogni razza, inoltre, è caratterizzata da sistemi politici unici tra cui scegliere, ognuno dei quali, attraverso votazioni interne, porta a conseguenze ben precise non sempre in linea col volere del giocatore. Magari può capitare di avere intenzione di espandersi militarmente, ma se i cittadini hanno votato il partito pacifista, diventa decisamente arduo iniziare ad attaccare briga col prossimo.

La funzione forse più interessante riguarda però il fatto che non si tratta di un freddo e asettico viaggio nello spazio: c'è una trama molto precisa da seguire per ognuna delle razze, con scelte da prendere e bivi che a volte possono ricordare anche un gioco di ruolo, seppur molto alla lontana.

A tutto questo si può aggiungere una gestione dell’industria e della ricerca ampia e profonda, e delle battaglie stellari che sono tra le più belle che ho visto nei recenti strategici, sebbene la scelta delle tattiche di combattimento lasci parecchio a desiderare e si possa fare ben poco, a parte guardare lo scontro svolgersi senza intervenire. Verrebbe in realtà da pensare che ci si possa trovare di fronte a un capolavoro assoluto, e tecnicamente è vero, ma bisogna anche essere consapevoli del tipo di “creatura” che si ha tra le mani. Endless Space 2 è un gioco molto complesso, che richiede di tenere presenti un gran numero di variabili, e se questo da un lato può fare la gioia dei giocatori interamente amanti del lato gestionale e manageriale, chi è più interessato al fattore strategico in sé potrebbe trovarsi involontariamente alienato dall’ammontare di numeri e tabelle da controllare. Non è che si tratti di qualcosa di intrinsecamente complesso, ma ho potuto sperimentare in prima persona che con un impero anche solo di medie dimensioni (una decina di pianeti colonizzati) la microgestione richiesta mi ha portato più di una volta ad annoiarmi, pur con tutte le semplificazioni e gli aiuti che il gioco può fornire.

Come in un arma a doppio taglio, bisogna quindi avere ben presente cosa si cerca. Se si amano soprattutto i vecchi classici come Master of Orion 2, che continuo, temo, a considerare il miglior esponente della categoria, Endless Space 2 potrebbe avere un ritmo troppo ponderoso e lento per appassionare. Se si è invece dei novelli primi ministri in erba, le opzioni di personalizzazione e gestione governativa saranno sicuramente fonte di gioia.

La personalizzazione della partita è poi un altro aspetto degno di nota di Endless Space 2, dato che nell’impostazione che si fa all’atto di iniziare un nuovo gioco si ha la facoltà di scegliere praticamente ogni dettaglio, dalla presenza o meno dei pirati alle civiltà minori, fino ad arrivare a specificare esattamente il tipo di galassia e grandezza della stessa, in modo tale da poter decidere se si vuole una partita “rapida” o una molto lunga.

Alla fine, quindi, si tratta di un gioco che consiglio? In realtà, si. È un titolo ben fatto, profondo ed emozionante, che merita di essere giocato da ogni appassionato di 4X spaziali, ma mi sento anche in dovere di avvertire che coloro che non amano l’eccessiva microgestione potrebbero trovarsi sopraffatti dal numero di variabili presenti, e a questi giocatori consiglio piuttosto il remake di Master of Orion, che, pur con meno variabili da controllare, è comunque ben lontano da essere un “giochino semplice”.

Ho sbloccato il gioco grazie a un codice Steam fornito dallo sviluppatore. Ho potuto provarlo durante la beta e successivamente dopo la sua uscita sul mercato, terminando alcune partite con i Vodyani e provando poi la fortuna nei panni dell’imperatore. Ho provato rapidamente le altre razze per capirne il feeling e posso confermare che praticamente ognuna di loro ha qualcosa di unico da offrire, a partire dalla storia personale dell’impero scelto.