Outcast

View Original

Old! #210 – Maggio 2007

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 16 maggio del 2007 si manifesta su Xbox Live Arcade Soltrio Solitaire. Che, insomma, chissenefrega, direte voi, ma in quel momento storico, quando i giochi “piccoli” in digitale si apprestano ad esplodere, tale è il fascino della cosa che ci si ritrova sul serio a passare le serate giocando all’ennesima versione di un solitario, o magari del texas hold ’em, davanti a Xbox 360. O, almeno, capita a me. Magari a voi no. Vai a sapere. Comunque, oh, Soltrio Solitaire non è fra l’altro niente di che, eppure...

Il 24 maggio 2007 arriva invece nei magici iuessei Dawn of Mana per PlayStation 2. Dalle nostre parti non ci arriverà mai. Quarto capitolo vero e proprio della serie Mana, dopo quello uscito su Game Boy, i due per SuperNES e gli svariati spin-off fra PlayStation e console portatili Nintendo assortite, Dawn of Mana propone un gameplay quasi più da gioco d’azione e avventura che da GdR. È anche il primo episodio della serie ad avere un motore grafico interamente tridimensionale, cosa che però non lo aiuta più di tanto con la critica, che tende a bastonarlo senza grande pietà. La serie “principale” si concluderà più o meno qui, anche se vedremo nuovi spin-off portatili su Nintendo DS e piattaforme mobili.

Un giorno dopo tocca a Crush, puzzle/platform game portatile per PSP sviluppato per Sega dallo studio Zoë Mode, una divisione di Kuju Entertainment. Il protagonista è un uomo affetto da insonnia, che utilizza della tecnologia sperimentale per esplorare il suo cervello alla ricerca di una soluzione. Questo si traduce in un gioco di piattaforme nel quale possiamo alternare le visualizzazioni a due e tre dimensioni per raggiungere di volta in volta l’uscita. Il gioco riscuote un buon successo di critica e pubblico, al punto che qualche anno dopo verrà convertito su Nintendo 3DS.

Il 26 maggio si rimane su PSP con l’uscita europea di Metal Gear Solid: Portable Ops, prima incarnazione portatile del “vero” Metal Gear, che giunge sulla console Sony forte di un gameplay riarrangiato su missioni breve adatte al consumo da passeggio ma comunque capace di riprodurre a grandi linee l’esperienza “casalinga” della serie. Dalla sua il gioco ha anche l’ottimo lavoro di Ashley Wood per la realizzazione delle sequenze d’intermezzo, una trama piuttosto interessante e l’introduzione di alcune meccaniche che torneranno poi d’attualità anche nei capitoli principali della serie (una su tutte: i palloni Fulton).

Tre giorni dopo fa il suo esordio Games for Windows Live, un servizio che permette di giocare in multiplayer cross-platform fra PC e Xbox 360, condividendo fra l'altro l'account e dando quindi l'accesso a Gamertag, Obiettivi, Gamerscore, lista amici e via dicendo anche su computer. Fra i primi giochi a supportare il servizio c'è il lanciatissimo Shadowrun, rilettura in chiave FPS della classica licenza da gioco di ruolo, che permette appunto il multiplayer condiviso fra giocatori PC e Xbox One. Games for Windows Live non riscuoterà esattamente il successo sperato da Microsoft e chiuderà i battenti nel 2013, per essere comunque sostituito da un nuovo marketplace legato al marchio Xbox.

Sempre nel contesto del tentativo di lanciare questo suo nuovo servizio, il 31 maggio 2007, tre anni dopo l’uscita su Xbox, Microsoft porta su PC Halo 2. La conversione, realizzata da un team interno a Microsoft e piuttosto criticata sul piano tecnico, propone ovviamente alcune novità legate alla nuova piattaforma, fra cui il supporto agli obiettivi (che sulla prima Xbox non erano disponibili), ma anche aggiunte significative come un paio di mappe per il multiplayer e un editor per le stesse. Sarà per lungo tempo l’ultimo episodio della serie a uscire anche su computer, anche se gli sviluppi di Xbox Play Anywhere fanno pensare a un cambiamento significativo in questo senso.