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Librodrome #85: Le copertine del Super Famicom

Attenzione, in questa rubrica si parla di cultura. Niente di strepitoso, o che ci farà mai vincere il Pulitzer, ma è meglio avvertire, perché sappiamo che siete persone impressionabili. E tratteremo anche dei libri. Sì, quelle cose che all’Ikea utilizzano per rendere più accattivanti le Billy. E anche le Expedit.

Ve li ricordate i bei tempi del Super Famicom e del Super Nintendo? Quei bei tempi in cui i giochi arrivavano in Europa con mesi o anni di ritardo, le scatole facevano cagare e oltretutto succedevano quelle cose strane con gli hertz per cui andava tutto più lento? Ve li ricordate? Sì? No? Forse? Vai a sapere? Non sa/non risponde? Io me li ricordo, anche se ero giovane e stolto e alla fine per me comprare roba giapponese era più che altro una questione di non voler attendere e/o desiderare un gioco che da queste parti non sarebbe mai arrivato. Non ero molto sul pezzo, riguardo a quella faccenda della velocità. Certo, poi bisognerebbe anche aggiungere che io avevo il Sega Mega Drive e col Super Famicom ci giocavo a casa di un mio amico (l’avrei retro-comprato molti anni dopo), ma non sottilizziamo.

I giochi per Super Famicom (casomai aveste dubbi: era la versione giapponese del Super Nintendo) erano oggetti desiderabili anche e soprattutto perché le loro scatole non facevano cagare, anzi, erano bellissime. Compatte, con illustrazioni deliziose e dall’orientamento variabile, quasi sempre arricchite da manuali deliziosi e chicche aggiuntive tipo la mappetta o il librettino extra. Ah, che delizia! Da noi, invece, tolto qualche caso particolare, artwork scaraboscorreggiati, manuali da depressione cosmica e niente più. Poi, oh, per carità, alla fine chi se ne frega, importano i giochi, ma insomma, l’oggetto fisico all’epoca ci piaceva ancora tanto. Mica come oggi, tutto in digital delivery e limited edition un tanto al chilo!

Di sicuro la pensa così Stuart Brett (anche noto come Super Famicom Guy), che ha una collezione spettacolare di giochi per Super Famicom, tutti o quasi conservati in condizioni eccellenti, e che ha deciso di sfruttarla per realizzare un bellissimo libro da tavolino, di quelli enormi, con la copertina pesantissima in cartone tosto, le pagine lucide che riflettono il mondo là fuori e un formato panoramico da leccarsi i baffi. E quindi Stuart si è messo lì di buzzo buono, ha selezionato circa duecentocinquanta titoli secondo diversi criteri (bellezza della copertina, certo, ma anche rarità, importanza del gioco e altro ancora) e ha organizzato una raccolta fotografica di livello professionale.

E il libro è quasi tutto lì. Ma che bel tutto lì, eh! Super Famicom: The Box Art Collection è un macigno strepitoso. Si apre con una serie di introduzioni firmate dallo stesso Brett, oltre che dallo storico giornalista Steve Jarratt, da Masaaki Enami, James Wragg, Damien McFerran e da Van Orton Design, che propone anche alcune sue illustrazioni. Dopodiché parte sul serio e scattano duecentosettanta pagine in cui vengono lasciate parlare le immagini. Per ogni copertina, riprodotta in maniera impeccabile, si trovano una descrizione che offre del contesto relativo al gioco e una critica all’immagine utilizzata sulla cover, che ne approfondisce le scelte di design, il taglio, il valore artistico e, quando serve, anche i rari casi di inferiorità rispetto all’equivalente occidentale.

Se avete vissuto quegli anni, siete pervasi dalla bestia della nostalgia e vi piace lasciarvi invadere la casa da questi volumi enormi, consultabili solo tramite leggio e/o bicipiti da Pessino e/o propensione a rischiare la frattura dello sterno durante lettura sotto le coperte pre-nanna, prendetene seriamente in considerazione l’acquisto. Ne vale la pena. In alternativa, c’è anche la versione in PDF, che costa la metà e non vi sfonda lo scaffale.

Casomai voleste comprarvelo nella versione regolare, vi segnalo che, come sempre, se invece che dal sito ufficiale dell'editore (dove comunque potete puntare pure sul PDF e/o su altre sciccherie) lo acquistate su Amazon passando dai nostri link, ci arriva una piccola percentuale di quello che spendete, senza sovrapprezzi per voi. Lo trovate su Amazon Italia a questo indirizzo e su Amazon UK a quest’altro indirizzo. Che poi alla fine è sempre l’editore a venderlo, pure lì.