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Old! #163 – Giugno 1976

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A giugno del 1976, nel mondo dei videogiochi non succede nulla. O così pare. Colgo quindi l'occasione per menzionare una cosa che accade invece a [non saprei dire quando] del 1976: l'arrivo nelle sale giochi di Death Race, per gli amici Death Race 2000. Realizzato da Exidy in qualche centinaio di esemplari, il gioco si ispira al film Death Race 2000, delirante macello diretto da Paul Bartel e prodotto da Roger Corman che mostra un futuro distopico nel quale la gente si intrattiene seguendo un campionato automobilistico in cui si fanno punti massacrando avversari e investendo pedoni. Il film, che può vantare nel cast David Carradine e un giovane Sylvester Stallone, è un'opera di una certa importanza per noi videogiocatori, fosse anche solo perché a lui dobbiamo quella assurda serie che risponde al nome di Carmageddon. Decenni dopo, fra l'altro, arriverà un tamarrissimo prequel diretto da Paul W.S. Anderson, con tanto di due seguiti direct-to-video.

Ma il gioco, dicevamo, si infila nella ormai consolidata tradizione di racing game brutali prodotti da Exidy (per esempio il precedente Destruction Derby) e propone un classico cabinato con volante e acceleratore in cui bisogna spiattellare dei cosiddetti gremlin che sciamano attorno al veicolo. Il bello è che ogni gremlin investito si trasforma in una tomba, che fa poi da ostacolo, aumentando il tasso di sfida. Nonostante la furbata dei gremlin, Death Race non sfugge alle polemice, vuoi perché comunque i personaggini sembrano umani, vuoi perché il titolo di lavorazione del gioco era Pedestrian. Seguirà la solita campagna stampa di crocifissione in ogni dove, forse una fra le prime nella storia dei videogiochi, di sicuro una fra le più roboanti.

Fun fact: un esemplare funzionante del gioco è conservata al Musée Mécanique di San Francisco.

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