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The World Next Door è come perdersi allo Sziget da adolescenti

The World Next Door è come perdersi allo Sziget da adolescenti

Chi di noi/voi/essi non ha mai desiderato di vivere un’avventura mozzafiato da adolescente a un festival estivo? Che sia lo Sziget o il Primavera, o anche l’Agglutination in Basilicata, The World Next Door ci porta in quell’atmosfera tutta teenager di voler vivere un’esperienza unica in un’altra dimensione, dove per noi magari era/è (nel caso siate dei giovini amici) rappresentata dal divertimento a cervello spento del gaudio festival musicale, mentre qui è letteralmente un’altra dimensione. Sì, perché nel mondo alternativo immaginato da Lord Gris (e di cui potete avere una preview in un fumetto gratuito, disponibile su Steam), illustratrice di Portland, e Rose City Games, la Terra è a un grado di separazione da un mondo parallelo, Emrys, iper-colorato e dove la magia è molto comune. I due mondi sono in contatto costante, tramite Internet (grazie all’ingegno degli esseri umani), e la protagonista del gioco, Jun, un’adolescente umana con il buffo gusto delle maschere, è attratta tantissimo da Emrys, tanto da aver stretto amicizia in chat con un gruppo di coetanei del mondo della porta accanto e aver costruito un forte legame con Liza, ribelle fanciulla dalla pelle rosa e dal caschetto viola.

La storia va esattamente come dovrebbe andare in un manga adolescenziale, o nel film della nostra adolescenza alla scoperta di Internet. C’è un festival (chiaramente), uno di quegli eventi assurdi che capitano una volta ogni tanti anni, e in quella occasione la Terra ed Emrys sono vicinissime, tanto che un essere umano viene sorteggiato per oltrepassare il portale che connette le due dimensioni e trascorrere un giorno dall’altro lato. Jun ha vinto la lotteria ed è pronta ad andare a trovare gli amici per godersi la sua gita. Insomma, amici conosciuti su internet, festival pieno di gente, un biglietto di ritorno che scade esattamente 24 ore dopo, cosa potrebbe andare storto? Ovviamente, in un contesto del genere, le chance di arrivare tardi per il ritorno sono altissime, e se mentre a Budapest o a Barcellona, alla peggio, rischi una cirrosi epatica e qualche malattia venerea, per gli esseri umani imprigionati su Emrys il problema è che ci restano proprio secchi. Ovviamente, Jun finisce per fare troppa baldoria con Liza e gli altri, che la portano in giro per santuari proibiti con casse di birra e trucchi magici a profusione, e quando torna in città, il portale è bello che chiuso, ed è lì che in pratica inizia la vera e propria avventura.

The World Next Door è uno strano ibrido tra una visual novel con una trama da shojo manga, un light JRPG e combattimenti basati su meccaniche match three. Sì, perché nei santuari, Jun scopre di essere in grado di utilizzare la magia elementale di Emrys, ma il gruppo di amici si accorge altresì che in quei posti arcani c’è qualcosa di strano, e per far fuggire Jun dal mondo della porta accanto, dovranno necessariamente affrontare creature non proprio amichevoli. Per attivare le capacità magiche e sbarazzarsi degli avversari in combattimento, bisogna allineare i simboli degli elementi in arene divise in caselle quadrate, invertendone due indipendentemente dalla contiguità, ma spostando fisicamente Jun sulla mappa. Il tutto avviene in tempo reale e, come in un action con visuale a volo d’uccello, bisogna anche schivare gli attacchi nemici. Creando combinazioni di quattro o più caselle uguali, invece, si sbloccano dei simboli speciali che, messi in un certo ordine, fanno partire l’aiuto da casa, con gli amici che arrivano in stile invocazione e scatenano un potere speciale. Certo, viene da chiedersi perché non aiutino Jun costantemente, visto che, poveraccia, in quella situazione ce l’hanno messa loro, ma il mondo degli adolescenti è complesso e pieno di incoerenze, si sa. In ogni caso, i combattimenti sono abbastanza divertenti e possono diventare anche complessi, quando ci si ritrova in spazi stretti contro tre mostri e si è dunque costretti a massimizzare subito i glifi arcani presenti sulla mappa. I boss di fine livello, invece, sono generalmente ben caratterizzati, ma mai una vera e propria minaccia.

L’avventura si divide in due parti ben distinte: di giorno si può girare per il campus/città, chiacchierando con gli amici, risolvendo piccole quest secondarie e, sostanzialmente, seguendo le vicende dei protagonisti, che costituiscono il fulcro emotivo della narrazione. La sera, in segreto, il gruppo di amici, via via sempre più grande, si dirige nei santuari per andare alla ricerca di un modo per salvare Jun. In totale, i “dungeon” sono quattro, ma c’è spazio per rifarne alcuni due volte, in modo da ottenere degli oggetti speciali e scoprire un po’ di più di lore. Nel complesso, The World Next Door dura una manciata di ore (facciamo quattro a stare larghi, con tutte le quest secondarie) ed è da vivere con la stessa leggerezza con cui racconta la storia di Jun. Il mood allegro, scanzonato e iper emotivo dei dialoghi si riflette anche nello stile grafico, davvero delizioso e appropriato, frutto dell’estro di Lady Gris. Anche il sistema di combattimento, in fin dei conti, è originale e ben riuscito, ma la breve durata del gioco e lo sbilanciamento evidente verso gli elementi di visual novel finiscono per non dargli lo spazio e lo sviluppo che merita. Prossimamente, però, il gioco godrà di una patch gratuita che si concentrerà sul combattimento, e promette la possibilità di darsele di santa ragione sia con la CPU, sia con un altro amico.

Il problema vero del gioco di Rose City Games, però, è che anche sotto il profilo narrativo, si ha la sensazione che le vicende accadano in modo eccessivamente veloce e che tutto sommato alcuni aspetti avrebbero meritato più tempo, pur volendo mantenere il tono leggero e superficiale che permea il racconto. La storia di Jun, delle sue maschere e del suo rapporto con Emrys è buttata un po’ lì in maniera grezza, così come gli altri personaggi, idealtipici ma comunque interessanti, finiscono per diventare un contorno pieno di brio ma privo di spessore. Ed è un peccato, perché è davvero tutto così grazioso e adorabile che viene genuinamente voglia di spendere più tempo su Emrys, ma non ne viene data occasione. Con un po’ di cura in più e uno sviluppo più ampio, The World Next Door avrebbe potuto essere un fantastico incrocio tra The World Ends With You, Danganrompa e The Wicked + The Divine, mentre così finisce solo per essere un buon pilot di un anime che vedrei volentieri, ma un gioco divertente solo per passare un paio di serie in maniera spensierata e nulla più. Certo, il prezzo a cui è venduto (14,99 €) è anche congruo con l’offerta, soprattutto pensando al DLC futuro, eppure non riesco a togliermi dalla testa che The World Next Door sia una mezza occasione sprecata. Jun, Liza, Horace e gli altri mi sono sicuramente rimasti nel cuore, ma è successo tutto di fretta, con troppe cose (e molte solo parzialmente risolte) in troppo poco tempo. Insomma, The World Next Door si consuma in un lampo, come la passione degli adolescenti e come quel bellissimo weekend passato a un festival musicale estivo, dove però ha piovuto tutto il tempo.

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Ho giocato a The World Next Door grazie a un codice per Nintendo Switch inviato dallo sviluppatore. Ho impiegato circa quattro ore a portare a termine la vicenda e ho avuto modo di vedere entrambi i finali. The World Next Door è disponibile solo tramite download su PC e su Switch.

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