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BAFL - Brakes Are For Losers: E già qui non sono d’accordo

BAFL - Brakes Are For Losers: E già qui non sono d’accordo

È proprio vero che... "Brakes Are For Losers"? Mah. Secondo me è tutto il contrario. Per vincere, bisogna saper frenare. È una legge fondamentale del mondo dell’automobilismo. Reale e virtuale.

Non dico in Out Run, che vabbè, lo sappiamo tutti... ma il pedale del freno c’era anche in Super Sprint. Magari non lo usava nessuno. Se ne stava lì nascosto, incrostato e cigolante nei peggiori bar di Chieti. Ma c’era.

Anche le Matchbox/Majorette/Hot Wheels avevano i freni. Erano immaginari, ma c’erano. E li facevamo stridere a palla. Con la bocca. Perché senza freni ci si schianta sicuramente. O si vince il mondiale di Formula Uno del 1990. Come Senna contro Prost. Che, essendo francese, frechete.    

Vado al sodo, perché checcazzo: BAFL - Brakes Are For Losers oscilla tra il giochetto con l’idea fregna nella coccia e il tipico sciabordio da nulla cosmico dei giochi in flash per browser.

Risponde a un’estetica che in linea teorica lèvati. Poi però lo guidi. O perlomeno cerchi di guidarlo. E di capire che minchia stia succedendo. E mentre hai già perso diverse diottrie, ti schianti irrimediabilmente. Mica una o cento volte, eh. Milioni!

Il fatto di muoversi nei menu di gioco a bordo della propria macchinina, derapando letteralmente tra opzioni, gare personalizzate, campionati e sfide, è abbastanza intrigante. Lo scopo di ogni gara è sempre quello: vincere, limitando il più possibile il contatto con le barriere e con gli avversari-pulce. Oltre a non avere freni, ci sono oggetti, potenziamenti da raccogliere e ostacoli d'ogni foggia. Non manca neppure la possibilità di upgradare il proprio mezzo, migliorando accelerazione, maneggevolezza, velocità massima, aderenza e armatura.

 Derapa per selezionare.

Derapa per selezionare.

Nintendo Switch alla mano, il risultato è un po’ divertente, ma anche molto irritante.

Innanzitutto, c’è da fare i conti con l’imbizzarrita intelligenza artificiale, che schizza in lungo e in largo come se non ci fosse un domani. C’è anche il problema di mantenere gli occhi incollati al proprio mezzo, ché perderlo nel caos di quella micro-baraonda è davvero un attimo. E ci si ritrova a pretendere di guidare auto altrui, senza alcuna consapevolezza. La delusione maggiore, però, è legata al sistema fisico che governa il controllo delle macchinucce. Che non è mai realmente appagante/accattivante. La guida non diventa mai una questione di belle traiettorie da impostare come campioni, ma una sfida di riflessi e schizofrenia. Anche l’accelerazione non convince: in sostanza, basta un colpetto di gas per imprimere un copioso abbrivio alla vettura, che tenderà a muoversi un po’ (bel po') per inerzia. Si procede continuamente con il gas che va su on/off, e proprio non ne capisco il motivo.

 Che poi, il layout delle piste sarebbe anche carino e puccettoso.

Che poi, il layout delle piste sarebbe anche carino e puccettoso.

Tuttavia, capisco che questo ambaradan trascenda in qualche modo il concetto di racing game e muti in una sfida arcade moderna, minimalista e frenetica. Ma da un gioco con la visuale dall’alto - DeSangre lo sa - m’aspetto sempre ben altro. Una sfida per pollici intenditori del motorsport a volo d’uccello, piuttosto che uno smash and splash (qualunque cosa voglia dire) in cui il guidare è solo un pretesto.

Dato il medio-basso di soddisfazione che se ne trae, il mio giudizio su BAFL - Brakes Are For Losers non può essere che:

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Ho ricevuto dal publisher un codice per scaricare BAFL - Brakes Are For Losers su Nintendo Switch e l'ho giocato prevalentemente in modalità handheld, portando lo schermo a due centimetri dagli occhi, per capirci qualcosa. Chiaramente, è stato tutto inutile/sbagliato. Prima vedevo. Adesso sono cieco.

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