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Gravel non fa breccia

Gravel non fa breccia

Temo che Gravel sia in ritardo di una generazione. Forse anche di due. Dal punto di vista tecnico, sul piano concettuale e a livello dei gangli del gameplay. La nuova IP di Milestone promette adrenalina, divertimento e fuochi d’artificio, oltre che “l’esperienza off-road più estrema di sempre”.

Il risultato, di fatto, oscilla tra il VAI e l’A SAPERE.

Ed è un po’ peccato, perché sulla carta sembrerebbe esserci tutto il necessario per far bene: oltre cinquanta tracciati, quattro discipline (Cross Country, Wild Rush, Speed Cross, Stadi) e ambientazioni suggestive, selvagge, esotiche, persino sotterranee! Le auto, inoltre, sono tutte su licenza e hanno anche un certo fascino, tra vecchie glorie del rally, bolidi moderni e pazzi truck da bifolchi yankee. Oh, e c’è anche l’Unreal Engine 4 (già utilizzato con abilità nel recente e fregnissimo Monster Energy Supercross - impennate sulla nostra recensione!).

La modalità carriera di Gravel è strutturata attorno d uno show fittizio, l’"Off-Road Masters", dinanzi al quale resto ogni volta allibito. Una roba abbastanza trash, che manda in onda boss sciatti e improbabili, visibilmente intenzionati a picchiare il giocatore (Scott Parker) o a vendergli mezzo chilo di macinato e qualche bistecca (Sean Walker).

La struttura di gioco è classica, progressiva e lineare. E in fondo ci sta. È una boccata d’aria buona, di inizio millennio, quando i racing game non erano ancora open world, e gli spostamenti tra un evento e l’altro una grossa palla al cazzo. Qui non ci si perde mai. Semplicemente, non si può. Per restare al passo, si sfreccia prevalentemente all’interno di grossi checkpoint luminosi, in gare standard, prove a tempo, gare ad eliminazione, circuiti “indoor” e violenti smash-up. Non c’è alcuna possibilità (o necessità) di potenziare i veicoli. È solo una questione di stelle da raccogliere e punti esperienza necessari per accedere alla prossima gara.

Nel giro di un paio di pomeriggi, però, diventa tutto TROPPO semplice e lineare, privo di pathos o guizzi di genio. Quindici capitoli e l’obiettivo è sempre lo stesso: arrivare al traguardo fra i primi tre, guadagnare stelle, sbloccando nuove auto e l’accesso a nuove gare. E l’engagement s’ammoscia irrimediabilmente.

Okay, ma come si guida ‘sto Gravel?

Tutto è arcade all’ennesima potenza, ché non serve davvero un volante per “goderselo”. Non c’è differenza alcuna - a livello di grip & handling - tra auto e/o superfici. La leggerezza regna sovrana, le auto sembrano fluttuare sulla brecciolina: sfiorano il terreno piuttosto che morderlo. Anche l’effetto visivo di questo scarso contatto con il suolo ha un ché di strano.

Perlomeno su PlayStation 4, la resa grafica non è affatto eccezionale. Anzi. I modelli poligonali e le texture delle vetture mancano di qualità e dettagli. Le thumbnail nella fase di selezione dell’auto sono TERRIBILI. I tracciati propongono ambientazioni varie e suggestive, è vero, ma sono poveri di dettagli e mostrano texture del terreno approssimative. L’illuminazione… illumina, limitandosi al compitino, mentre il frame rate (30 fps) incespica nelle situazioni più concitate e convulse. Situazioni che, purtroppo, mettono in scena anche un pessimo sistema di collisioni tra vetture - evidentemente gonfiate con l’elio - che si schiantano tra loro carambolando in modi assurdi.    

In definitiva, consiglierei l’acquisto di Gravel? No. Però, poi, oh, anche vai a sapere.

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Ho giocato a Gravel grazie a un codice per il download inviatoci dallo sviluppatore. Ho impiegato circa un paio di pomeriggi per completare i quindici capitoli, prevalentemente con il DualShock 4. Come già ho scritto, il volante è proprio superfluo e non aggiunge pathos o realismo all'esperienza super arcade proposta da Milestone. Gravel è disponibile anche su PC e Xbox One. Ah, come al solito, se acquistate il gioco (o qualsiasi altra cosa) su Amazon passando dai seguenti link, una piccola percentuale di quello che spendete andrà a noi, senza alcun sovrapprezzo per voi. Se volete procedere su Amazon Italia dirigetevi qui, se preferite Amazon UK puntate qui.

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