Old! #134 – Ottobre 2005 (Seconda parte)

Old! #134 – Ottobre 2005 (Seconda parte)

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 21 ottobre 2005 si manifesta su PC Quake IV, nuovo episodio nella serie di sparatutto 3D che a suo tempò segnò il passaggio di id Software nel reame delle tre dimensioni "vere". A svilupparlo, però, ci ha pensato Raven Software, tirando fuori una campagna un po' più curata rispetto alla tradizione della serie e un multiplayer che prova a ricalcare in larga misura quello del precedente, glorioso episodio. Il gioco viene accolto con favore, ma senza alcuna scena d'isteria, ed entro fine anno arriverà anche su Xbox 360.

Lo stesso giorno vede spuntare su PlayStation 2 e Xbox The Warriors, gioco su licenza del classico I guerrieri della notte, sviluppato da Rockstar Game e incentrato sulle vicende precedenti al film. O, meglio, ci fa controllare la banda di protagonisti nei mesi che porteranno al grande raduno che apre il cult di Walter Hill e, poi, arriva a farci vivere anche quelle vicende. Nella sostanza, è un gioco d'azione e pizze in faccia con degli elementi da gestionale. Non è magari un capolavoro assoluto, ma è un gioco solido, che ricrea molto bene l'atmosfera del film.

Poi, in questo 21 ottobre 2005 che non finisce mai, che altro abbiamo? Ma Buzz! The Music Quiz, ovviamente. Si tratta del primo nella lunga serie di giochi a quiz con controller apposito (quattro pulsantoni luminosi in pieno stile telequiz per altrettanti giocatori), creata da Relentless Software e pubblicata da Sony su un paio di generazioni di console. L'insopportabile presentatore, che sembra ispirato ad Enrico Papi anche se il gioco è stato sviluppato in Inghilterra, accompagna lungo diverse sfide in cui si mette alla prova la cultura musicale dei partecipanti. La serie incontrerà una discreta fortuna e andrà avanti per quasi un decennio, ampliando i proprio confini anche ad altri argomenti.

Andiamo avanti col 21 ottobre 2005? Dai, andiamo avanti e facciamolo con Genji: Dawn of the Samurai, una specie di fratello scemo di Onimusha con cui esordisce lo studio Game Republic di uno Yoshiki Okamoto grande precursore nella sacra arte del fuggire da Capcom. Accolto non proprio in maniera trionfale, Genji troverà comunque un seguito su PlayStation 3, appena un anno dopo.

E non abbiamo mica finito, eh, con questo 21 ottobre del 2005! C'è infatti anche SSX on Tour, quarta uscita nella fortunata serie di giochi di snowboard targati Electronic Arts, che come principale innovazione rispetto al terzo episodio introduce una grande enfasi sulla possibilità di creare e personalizzare il proprio snowboarder. Nonostante la discreta accoglienza da parte della stampa, il gioco è di fatto l'ultimo episodio della serie "regolare", dato che gli faranno seguito un'uscita esclusiva su Wii e il reboot del 2012.

OK, ce l'abbiamo fatta, siamo all'ultimo gioco del 21 ottobre 2015 che menzioniamo oggi. Si tratta di Pokémon Versione Smeraldo, ultimo episodio della serie ad essere sviluppato su Game Boy Advance. La generazione di appartenenza è la terza, quindi la stessa di Pokémon Rubino e Zaffiro, e vengono introdotte un po' di novità, fra animazioni, ambientazioni e sfumature del sistema di battaglia. Ma mi fermo qui, ché non so davvero di cosa stia parlando.

Ma non abbiamo mica finito, eh! Il 25 ottobre 2005 esce Call of Duty 2, nuovo episodio nella serie di sparatutto guerreschi in prima persona che dieci anni dopo ancora ci staranno tormentando. A sviluppare, qui, c'è ancora la Infinity Ward dei vostri padri e l'ambientazione è quella della Seconda Guerra Mondiale, con quattro diversi protagonisti: un soldato russo, uno statunitense e due britannici. Non è una barzelletta. Il gioco vende come un bastardo ed è ufficialmente l'inizio della fine.

Tre giorni dopo tocca a un cult di quei tempi, Call of Cthulhu: Dark Corners of the Earth, un survival horror in prima persona prodotto da Bethesda Softworks e sviluppato da Headfirst Productions (uno studio adorabile che ha a curriculum centododici giochi ispirati a Lovecraft e mai completati). Il gioco mescola una struttura avventurosa con meccaniche da sparatutto pseudo-realistico ed elementi stealth, trasportandoci nel mondo di La maschera di Innsmouth. Il gioco viene apprezzato da un circoletto di fedelissimi, ma criticato per la realizzazione tecnica deficitaria e i bug. Verrà comunque abbondantemente riconosciuto come cult imperdibile negli anni a venire.

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