Old! #100 – Febbraio 1995

Old! #100 – Febbraio 1995

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il centesimo appuntamento con Old! è quello in cui mi trovo a chiacchierare del fatto che a febbraio del 1995 i neo laureati in medicina Ray Muzyka, Greg Zeschuk e Augustine Yip decidono di mandare in malora anni di studi per tentare l'avventura nel mondo dei videogiochi. Si uniscono quindi a qualche altro disperato e fondano BioWare, iniziando a lavorare su un primo progetto fortemente ispirato a MechWarrior. Shattered Steel non convince parecchi publisher, ma finisce per piacere a Interplay, con cui BioWare avvia un rapporto che negli anni porterà grandi soddisfazioni. È infatti sotto il publisher americano che lo studio canadese crea quello che per anni sarà il suo gioco simbolo, Baldur's Gate. E con Baldur's Gate arriva anche il motore Infinity Engine, che verrà utilizzato dal altri studi per produzioni di spessore come Planescape: Torment e Icewind Dale.

In seguito al fallimento di Interplay, BioWare si troverà a lavorare con Infogrames/Atari (Neverwinter Nights), Lucasarts (Star Wars: Knights of the Old Republic) e Microsoft (Jade Empire), prima di andare incontro a profondi cambiamenti strutturali che porteranno lo studio a fondersi con Pandemic e ad essere quindi acquistato da Electronic Arts. Una volta in forze al colosso americano, BioWare godrà di nuova vita, lanciando due marchi fondamentali come Mass Effect e Dragon Age, tentando la via dell'MMO con Star Wars: The Old Republic e concedendosi pure una divagazione all'orientale con Sonic Chronicles: The Dark Brotherhood. Il 18 settembre 2012, subito dopo l'annuncio della lavorazione di Dragon Age: Inquisition, Muzyka e Zeschuk, unici due superstiti del nucleo di fondatori, decideranno di andarsene, aprendo fondamentalmente le porte alla terza era nell'esistenza dello studio.

E, a proposito di Star Wars, il 28 febbraio 1995 fa il suo esordio su PC Star Wars: Dark Forces, sparatutto in prima persona dedicato all'universo di Guerre Stellari e sviluppato, ovviamente, da LucasArts. Nonostante un look ancora ampiamente ancorato agli standard di Doom e cloni assortiti, Dark Forces può vantare dinamiche e meccaniche di gioco molto più moderne, tanto sul fronte dell'azione quanto su quello del level design, con un gameplay che punta molto anche su enigmi ed elementi avventurosi.

La storia racconta del mercenario ribelle Kyle Katarn, le cue avventure proseguiranno due anni dopo nel seguito Jedi Knight: Dark Forces II, primo episodio vero e proprio di una serie che andrà avanti fino al 2004 con un'espansione e un altro paio di uscite. Star Wars: Dark Forces, del resto, viene accolto da un gran successo di pubblico e critica, andando ad apparire anche su PlayStation (seppur con una conversione non riuscitissima) e configurandosi come uno fra i giochi più venduti in assoluto nella storia di LucasArts. E tutto questo senza neanche permettere ai giocatori l'utilizzo della forza, che si manifesterà nelle successive uscite della serie!

Il 18 febbraio 1995 è invece il giorno in cui Sega e Sonic Team pubblicano su Mega Drive Ristar, un tentativo di lanciare una nuova mascotte in grado di sedersi al fianco di Sonic. Il gioco, che vede per protagonista una stella antropomorfa in grado di allungare le braccia per aiutarsi in movimenti e combattimenti, è un platform game piuttosto classico, ma dalla realizzazione eccellente. La grafica spreme al massimo la console Sega e in termini di meccaniche e level design Ristar e una continua esplosione di idee, lanciate in faccia al giocatore una dietro l'altra.

Purtroppo il gioco esce quando il Mega Drive è ormai ampiamente sul viale del tramonto, con il Sega Saturn già uscito da mesi in Giappone e prossimo all'arrivo in occidente, mentre lo spettro chiamato PlayStation si agita all'orizzonte, e probabilmente anche per questo non arriva il successo sperato. Le due versioni del gioco originale (uscito anche su Game Gear) rimarranno quindi le uniche apparizioni da protagonista di Ristar, che verrà confinato al ruolo di guest star sotto varie forme in diverse altre produzioni Sega. Il gioco per Mega Drive, comunque, si concederà nel 2006 agli utenti della Virtual Console Wii.

Sundaycast #105 - Baffi

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