Beat the Beat: Rhythm Paradise - Wii prende il ritmo!

Agosto 2006, me lo ricordo bene perché mi trovavo lì: Nintendo pubblica in Giappone il suo ultimo titolo per GBA: Rhythm Tengoku. Nel 2009 esce il seguito per Nintendo DS che viene distribuito anche da noi (tradotto letteralmente "Rhythm Heaven"), e addirittura pubblicizzato in TV sulla falsariga dei vari Brain Training e compagnia bella. Nel 2011 in Giappolandia esce su Wii il terzo capitolo di questa serie: Minna no Rhythm Tengoku, e vista la penuria di titoli per l'ammiraglia Nintendo, con "solo" un anno di ritardo, i filantropi di Kyoto decidono di farci godere di cotanta meraviglia anche da questa parte dell'oceano cosicché persino noi europei si possa togliere un po di polvere dalla "console dei giochini" prima di buttarla nella pattumiera all'uscita di WiiU (e non che questa sembri meritare più attenzione per ora...).

Beat the Beat: Rhythm Paradise (così è chiamato da noi), è un gioco musicale dall'aspetto stupido e minimalista, che però nasconde dietro il suo aspetto "puccettoso" da giocatori casual, una difficoltà bastarda ai massimi livelli!

Il gameplay è semplicissimo: premere il tasto "A", o in alcuni casi "A" e "B" contemporaneamente, a ritmo di musica. Naturalmente, se avete letto la mia affermazione qualche riga più su, avrete già intuito che effettuare correttamente questa  semplice operazione non è affatto banale come può sembrare. Ma andiamo con ordine: Innanzitutto è necessario descrivere la struttura del gioco per chi (e non mi stupirei del contrario), non la conoscesse.

Beat the Beat: Rhythm Paradise è composto da circa 50 minigiochi differenti, tutti caratterizzati da una canzone o musica originale. In ognuno di questi, il giocatore, con la pressione dei tasti determina un movimento, un azione, un gesto che produce un suono. Tale suono, va ad amalgamarsi (se riprodotto al momento giusto) all'interno della canzone in questione a tempo di musica. Per semplificare l'immagine di ciò, mi vengono in mente gli sketch di Benny Hill dove (ad esempio) in cucina i protagonisti suonavano una melodia grattugiando a tempo il formaggio, facendo tintinnare bicchieri, strofinando piatti e così via. I giochini citati sono suddivisi in file di quattro, e vanno affrontati necessariamente in ordine; superati i quattro giochi della fila si deve affrontare un "remix" che (come si può facilmente intuire dal nome) propone tutti gli elementi ritmici dei minigiochi appena affrontati, mischiati in un unico brano.

Mi pare ovvio che per superare le singole prove è necessario commettere il minor numero di errori possibili, che comunque non sono indicati su schermo. Finita l’esecuzione, viene semplicemente assegnato un giudizio che può variare dal "RIPROVA" che ci costringe a ripetere il pezzo se vogliamo proseguire, a "OK" che è il minimo indispensabile per avanzare. Se siete stati davvero bravi otterrete un "OTTIMO", guadagnando una medaglia, che serve a sbloccare bonus all'interno del gioco: altri minigame e contenuti speciali di vario genere. Di tanto in tanto - solitamente, e per la legge di Murphy, quando avete deciso di spegnere - al giocatore viene anche proposto di eseguire un "PERFETTO" all'interno di un determinato stage. In questo caso avete tre tentativi di eseguire il brano scelto dal computer in modo casuale senza fare nemmeno un piccolissimo errore. Riuscendo nell'arduo compito, a parte l'enorme soddisfazione di essere dei veri ganzi, potrete ascoltare liberamente la canzone eseguita nella sezione jukebox.

Direi che fino qui, anche se in modo un po’ palloso, sono riuscito a descrivere in maniera sufficientemente chiara come funziona Beat the Beat: Rhythm Paradise. Quello che non si capisce dalla descrizione è perché questo gioco è divertente…

Gli autori di questa serie sono gli stessi malati di mente responsabili di Wario Ware, e lo si capisce non solo dall'aspetto grafico del titolo (che lo ricorda molto), quanto dalle situazioni proposte. Ad esempio, in "intervista sportiva" interpretiamo un Wrestler che risponde alle domande di una giornalista, alternando degli "uh" gutturali a plastiche pose per i fotografi… cosa che magari descritta qui non vi fa poi tutto questo effetto, ma nel complesso risulta esilarante! Altri giochini che sicuramente faranno cariare i denti alle fanciulle, sono quello dove si deve far tenere il tempo (e rotolare al momento giusto) a delle foche sferiche, o quello dove si suona un tamburello con una simpatica scimmietta che ci fa gli occhi dolci…

Alcune delle situazioni proposte sono visivamente riprese dai titoli precedenti, ma propongono quasi sempre un approccio differente. Inoltre rispetto ai primi due capitoli portatili, trovo la versione da salotto più difficile, anche a causa di una serie di cambi di ritmo all'interno dei singoli brani che nei predecessori non ricordo (ma in questo caso potrebbe essere la vecchiaia che avanza a farmi brutti scherzi).

Come accennato, la grafica è davvero essenziale, ma particolarmente ricercata. Lo stile dei tratti varia spesso da gioco a gioco, pur rimanendo sempre fumettoso e omogeneo con il resto del prodotto. Le musiche sono necessariamente molto orecchiabili, e i nippofili apprezzeranno la ghiotta opportunità di poter selezionare le tracce audio sia in inglese che in giapponese, mentre i testi possono contare di un superfluo (a lato pratico) quanto ben fatto adattamento in italiano.

Nei vari extra ci sono: il BAR, i Giochi Extra e i Giocattoli musicali, più un paio di cose da sbloccare terminando il gioco. Nel Bar potete parlare con il barista per ottenere consigli, accedere al già citato Jukebox e leggere dei misteriosi testi (sempre da sbloccare). I "Giocattoli Musicali" e i "Giochi Extra", anche in questo caso sono rappresentati da vari giochetti sempre in qualche modo basati sul ritmo. Volete evitare di fare inciampare Mr. Contrattempo? Far svegliare l'uccellino di un orologio a Cucù all'ora giusta? bene: per farlo sono necessarie tante medaglie, quindi dovrete darvi da fare nel commettere pochissimi errori nel gioco principale.

In definitiva Beat the Beat: Rhythm Paradise è un rhythm Game divertente, inusuale (se non conoscete i primi due) e ricco di contenuti. I cinquanta minigiochi si finiscono in fretta, ma se volete sbloccare tutto (e si tratta pur sempre di altri giochi extra) o avete la fissa per i perfect score, troverete davvero del pane per i vostri denti. La modalità per due giocatori non aggiunge niente di trascendentale, ma se avete un amico da coinvolgere la troverete comunque piacevole.

In questo periodo di penuria completa per Wii non c'è davvero da fare gli schizzinosi, ma se cercate un gioco "originale", vi piacciono i giochi musicali o avete amato i primi due, si tratta assolutamente di un titolo che vi consiglio senza riserve.

Ho giocato e finito Beat the Beat: Rhythm Paradise su Wii PAL in circa cinque ore. Non ho preso tutte le medaglie e sbloccato tutti gli extra, e non credo che lo farò mai (ah, se avessi dodici anni…), ma se avete intenzione di cimentarvi voi in questa impresa, munitevi di santa pazienza, tanto tempo e un calendario con tutti i santi nominabili. Ho provato il gioco sia su TV CRT che su LCD, riscontrando in ogni caso una perfetta quanto fondamentale risposta agli input, oltre che una resa grafica accettabile (considerando che si tratta di un Wii) anche sul display in alta definizione.

Voto 8,0

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