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West of Loathing è gioia e stupore, sangue e malore

West of Loathing è gioia e stupore, sangue e malore

Non faccio questo “mestiere” (hahaha) da tanto, ma poco alla volta sto imparando tutta una serie di cose. Tipo che spesso i PR che ti smollano i codici per le recensioni sono come le ragazze alla festa delle medie: più le desideri e più è facile che non ti cachino nemmeno di striscio (no, ma grazie per Splatoon 2, eh!). Un’altra cosa che ho inevitabilmente imparato a mie spese, è che se faccio l’anteprima di un gioco forse è bene non andare molto nel dettaglio, altrimenti poi, quando esce il gioco completo, non so bene cosa aggiungere. È il problema che mi attanaglia in questo momento, all’atto di mettere in nero su bianco, le mie impressioni sul surreale West of Loathing, cui avevo dedicato una succosa anteprima qualche mese fa.

Una battaglia piuttosto affollata in cui la protagonista comanda orde di fagioli.

Facciamo così, spostate delicatamente il cursore sul comodo “collegamento ipertestuale” qui sopra, cliccateci sopra e leggete l’anteprima. Fatto? Bene! Ora preparatevi che qui si fa la storia del giornalismo videoludico. Per la prima volta nella storia dell’umanità, proporrò un esperimento di fusione fra concetti matematici e quelli ben più prosaici della nostra nobile (?!) arte. Dunque, in matematica esiste un concetto chiamato “Principio d’induzione”, usato per dimostrare alcuni enunciati, e fondamentale prova che fin dalla notte dei tempi i pigri hanno sempre comandato il mondo. Raccontata un po’ a “pane e puparuoli”, il principio d’induzione afferma che se un determinato enunciato è verificato per un certo numero N ma anche per un numero N+1, allora si è ragionevolmente sicuri che varrà anche per il resto dei numeri. (In realtà non è esattamente così, ma ce lo faremo andar bene ai fini di questo mio umile contributo al progresso umano). In simboli, comunque, è questa roba qui:

Chiaro no?

Ecco, ora voi avete letto l’anteprima, no? Comunque, in estrema sintesi, la primissima porzione di gioco provata qualche mese fa, era già stracolma di battute à la Douglas Adams, situazioni surreali à la Monthy Python e tanti altri spassosi “à la” che al momento mi sfuggono. Perfetto, quindi abbiamo assodato che il gioco è divertente per un certo lasso temporale che definiremo N. Ora, fidatemi di me, vi assicuro che il gioco è altrettanto divertente per il lasso temporale successivo, ovvero N+1. Ergo, tutto il gioco è divertente allo stesso modo! CVD, EUREKA, FOZZANAPOLI!!!

Cappelli da Mago Merlino nel vecchio West. Non date domande...

Al di là delle mie orrende macchinazioni per allungare artificialmente un articolo che altrimenti avrebbe avuto dimensioni ben poco consone, il succo del discorso è esattamente questo. West of Loathing è uno spassoso RPG in salsa western, stracolmo di gag e situazioni totalmente assurde, con una buona qualità e quantità di contenuti. Certo, nei primi venti minuti di gioco tende a mostrare già gran parte di quello che sarà per le successive ore, ma rimane comunque un’avventura piacevole. Come dicevo già nella succitata anteprima, il gioco è poco più di un pretesto per proporre situazioni divertenti. Se vi avvicinate a West of Loathing con questo spirito, la volontà di leggere lunghi muri di testo in lingua inglese (nessuna localizzazione in italiano è prevista al momento), e l’amore verso un certo tipo di umorismo surreale, allora probabilmente divertirà voi quanto ha divertito me.

In ogni caso, potete provare gratuitamente Kingdom of Loathing (il papà fantasy di West of Loathing) direttamente dal browser, per saggiare se questo tipo di umorismo fa per voi oppure no. Personalmente mi ha divertito tantissimo, ma un paraculissimo “Vai a sapere” mi permette di lavarmi la coscienza in situazioni come questa in cui si tratta di un prodotto che di certo non sarà congeniale a tanti.

Ho giocato a West of Loathing grazie a un codice gentilmente fornito dallo sviluppatore, e ho completato il gioco in tutta tranquillità in circa dodici ore, godendomi l’avventura, cercando di scoprire quante più situazioni possibili e sghignazzando come un cretino per la metà del tempo. La possibilità di scegliere percorsi o classi differenti potrebbe raddoppiare o triplicare il tempo che potrete dedicare a questo gioco.

Old! #220 – Agosto 1987

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Games of Throne #05: Sudare sulla tazza

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