Old! #220 – Agosto 1987

Old! #220 – Agosto 1987

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Agosto del 1987 è un mese a cui è facile voler bene, con tre uscite in sala giochi piuttosto significative. Abbiamo Wonder Boy in Monster Land, seguito del successo Sega di appena un anno prima che ne rielabora completamente la struttura di gioco e le meccaniche, inserendo elementi RPG e un level design decisamente più “avventuroso”. Essendo destinato alle sale giochi, chiaramente, questo secondo Wonder Boy conserva comunque una certa linearità e non eccede in lunghezza, diventando una sorta di ibrido fra impronta arcade e taglio più “casalingo” ma anticipando comunque l’evoluzione che colpirà la serie nelle uscite successive. Il gioco verrà convertito un anno dopo su Master System, ma si manifesterà anche su tutti i principali sistemi da gioco casalinghi dell’epoca e farà negli anni la sua apparizione su mille e più formati. La serie, come detto, andrà avanti con svariati seguiti esclusivamente “casalinghi”, dalla bellezza sopraffina.

Nello stesso mese, le sale giochi accolgono Black Tiger, un gioco di piattaforme targato Capcom in cui si controlla un barbaro impegnato ad esplorare livelli dallo scrolling multidirezionale arrampicandosi di qua e di là e raccattando soldi per acquistare potenziamenti di vario tipo. A tal proposito, qui fa il suo esordio la valuta Zenny, che Capcom riutilizzerà in svariati giochi, per esempio Forgotten Worlds, Breath of Fire, Monster Hunter, Strider 2 e Dead Rising. Black Tiger verrà convertito su tutti i principali formati dell’epoca e continuerà a tornare in raccolte e riedizioni, anche se non godrà mai di un seguito. Verrà però citato in Resident Evil e nel romanzo Player One.

Infine, il 30 agosto del 1987 si manifesta in sala giochi Street Fighter, primo picchiaduro a incontri prodotto da Capcom e primo episodio di una serie che troverà la sua vera espressione e successo interplanetario a partire dalla seconda uscita. Per quanto piuttosto debole rispetto al capolavoro che gli farà da seguito, Street Fighter è comunque un gioco che stabilisce o consolida diversi standard del genere, dal sistema di controllo a sei tasti all’utilizzo di combinazioni di input per eseguire le mosse speciali. Il sistema di controllo a sei pulsanti, però, viene introdotto solo in un secondo tempo, per far fronte al fatto che quello ideato inizialmente, che unisce al joystick due grossi tasti da prendere a cazzotti, modulando la potenza in maniera analogica, tende all’autodistruzione. Fun fact: i ritratti dei personaggi di Street Fighter costituiscono il primo lavoro svolto in Capcom da Keiji Inafune.

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