Galaxy of Pen & Paper: Galassie di Cartone

Galaxy of Pen & Paper: Galassie di Cartone

Che i giochi di ruolo stiano vivendo una rinascita non è più una notizia da anni, ormai il genere è tornato di moda, forse anche troppo, e ci sono numerosi esempi di titoli che in modo più o meno adeguato cercano di rievocare i fasti del passato per portare i giocatori in altri mondi o galassie. Innovare da questo punto di vista non è semplice, eppure la serie Pen & Paper ci è riuscita. Terzo capitolo della saga nata con Knights of Pen & Paper, questo Galaxy of Pen & Paper abbandona l’ambiente fantasy medievale dei due capitoli precedenti gettando il giocatore in un metagioco di ruolo futuristico. Perché “meta”? Perché, ancora una volta, nel gioco bisogna interpretare un gruppo di giocatori che si riuniscono con un master per giocare a un gioco di ruolo cartaceo, con toni spesso piuttosto ironici e scanzonati, che prendono in giro i capisaldi del genere e un po’ anche gli estremisti dei GdR.

L’avventura inizia creando il master e due giocatori coi rispettivi personaggi. I primi passi degli eroi vengono fatti in un mondo desertico palesemente ispirato a Tatooine, con tanto di alieno aguzzino che tiene in servitù economica i protagonisti, almeno fino a quando la vicenda non si sposta gradualmente nello spazio, andando a toccare faccende misteriose legate ad antiche fonti di energia. Il gioco, in realtà, fa un ottimo lavoro nell’introdurre le sue caratteristiche in modo graduale, offrendo un sistema di regole e meccaniche molto più complesse di quanto non sembrerebbe guardando a prima vista quella che in fondo è una parodia.

Considerando che la storia è piuttosto semplice e comunque non si prende per niente sul serio, non è il caso di parlarne troppo: la maggior parte delle vicende sono citazioni da famose serie fantascientifiche o altri giochi di ruolo, con solo un canovaccio molto stiracchiato a fungere da filo conduttore. A spingere ad andare avanti è, in modo sottilmente intelligente, il desiderio di migliorare i personaggi, sbloccare i segreti e vedere gli effetti di tale maggiore potenza contro i nemici.

Unico anche il sistema di combattimento, non tanto per il combattimento in sé, che è gestito a turni e potrebbe ricordare un vecchio GdR orientale, con azioni d'attacco o utilizzo oggetti da far compiere a un personaggio dopo l’altro, ma per il modo in cui i combattimenti stessi vengono creati. Escludendo le missioni della campagna, che talvolta hanno scontri prefissati, la maggior parte degli scontri viene creata dal giocatore stesso (parlo di quello in carne ed ossa, non dei giocatori virtuali!): si può scegliere il tipo di nemico e quanti affrontarne, e maggiore è la sfida, maggiori sono le probabilità di trovare un bottino consistente. Un sistema di questo tipo rende il grinding molto più gestibile e controllabile e permette anche, nel caso si abbia poco tempo di giocare, di focalizzarsi su questi scontri controllati, relegando l’avanzamento nella storia a quando si ha più tempo a disposizione.

Va da se che, se si cerca un’esperienza convenzionale da gioco di ruolo duro e puro, Galaxy of Pen & Paper non è la scelta più indicata, ma l’esser considerato tale non rientra neanche tra le sue ambizioni. Scegliendo una nicchia ben precisa in cui rientrare, questo metagioco di ruolo mira ad essere provato da tutta quella sfera di giocatori capaci di apprezzare un titolo che non si prende minimamente sul serio e che non prende sul serio neanche i giocatori stessi. La trama è ridicolmente già vista, i personaggi hanno la profondità di un pezzo di carta, ma il tutto è condito con un tale livello di assurdo e scanzonatura da renderlo in realtà gradevole.

Consigliarne l’acquisto? Come ho detto, è un gioco pensato principalmente per una nicchia. Il mio consiglio, se si ha uno smartphone Android, è di scaricare Knights of Pen & Paper 2, che è gratuito con acquisti del tutto opzionali. Anche se non si ama giocare da cellulare, trovo che sia il modo più semplice per capire se possa fare al proprio caso (sempre che non siano bastate le mie parole per propendere in una direzione o un altra, ovviamente). Personalmente l'ho gradito, ma lo trovo più adatto a riempire lo spazio tra partite a giochi più impegnativi. È il “gioco cuscinetto”, così come qualche secolo fa vi erano gli stati cuscinetto. Sono certo che potevo tirare fuori un’analogia migliore.

Ho scaricato Galaxy of Pen & Paper grazie a un codice Steam fornito dallo sviluppatore e ho potuto vagare per la galassia provando sia il generatore di quest secondarie, con relativi combattimenti, che la trama principale. Ho sperimentato alcune volte cambiando la composizione del party, ma in linea generale si tratta di un’esperienza di gioco semplice, con alcune caratteristiche più profonde, per esempio le sinergie tra le abilità dei personaggi, che si possono approfondire e sfruttare solo se si vuole. Come ho scritto, è un ottimo passatempo ma se riesco a immaginarmi di giocare per tre ore di fila a Master of Orion, mi è difficile pensare di passare lo stesso lasso di tempo con un titolo come questo.

Sundered - Una ragazza e tanti tentacoli… ma non in quel senso

Sundered - Una ragazza e tanti tentacoli… ma non in quel senso

Valerian e la città dei mille pianeti è il classico pastrocchio a cui non riesco a non voler bene

Valerian e la città dei mille pianeti è il classico pastrocchio a cui non riesco a non voler bene