Mallow Drops fa girare lo schermo e anche un po’ le palle

Mallow Drops fa girare lo schermo e anche un po’ le palle

Ogni tanto mi arrivano in mail codici Steam per roba mai sentita nominare prima e che mai sentirò nominare dopo e ogni volta devo decidere se c'ho abbastanza tempo a disposizione per dare una chance all'ennesimo gioco indie che potrebbe essere bellissimo o bruttissimo. Chiaramente la legge di Murphy ci insegna che se ho tempo il gioco farà schifo e se non ho tempo il gioco sarà bellissimo ma, ehi, ogni tanto scatta l'eccezione che conferma la regola. Mallow Drops, intendiamoci, non è certamente un capolavoro imperdibile, ma è un puzzle game ingegnoso, intelligente, ben realizzato e che merita tranquillamente la decina di euro che costa, quantomeno se a spenderla è una persona che apprezza il genere e ama spremersi le cervella pianificando ogni mossa.

L’idea di base non è molto originale, ma l’esecuzione è senza dubbio buona. Si controlla un kiwi (no, non il frutto, sì, il volatile, come quello di New Zealand Story, e no, non so se si tratti di un omaggio intenzionale) impegnato a recuperare le sue uova tragicamente perdute. La componente narrativa, nella sostanza, sta tutta lì. In termini di gioco, la cosa si traduce in una lunga serie di schermate strutturate come puzzle da risolvere, in cui bisogna capire come permettere al kiwi di raccattare le uova e raggiungere l’uscita dal livello. I livelli sono spalmati su svariati mondi, ciascuno dei quali introduce nuovi elementi di gameplay e rende la sfida sempre più incasinata. Tutto regolare, insomma.

Le regole del gioco sono semplici. Il kiwi può spostarsi solo saltando fortissimo lungo gli assi principali di movimento, quindi a destra, a sinistra, verso l’alto o verso il basso. Il giocatore, però, ha anche il potere di far ruotare lo schermo in senso orario e antiorario, con un movimento a botte di novanta gradi. Ogni volta che viene eseguita una rotazione, il semplice sistema fisico alla base del gioco fa spostare gli elementi dello scenario in base alla forza di gravità. E chiaramente il cuore del gioco sta nella natura, nel piazzamento e nella quantità di elementi che, appunto, si possono spostare.

Ci sono blocchi dalle varie dimensioni e caratteristiche, che possono muoversi in tutte le direzioni o, magari, solo in due e che possono fare da piattaforme o risultare mortali al tocco. Ma abbiamo anche nemici che, a seconda della rotazione, rivolgono il proprio sguardo di qua e di là, chiavi da far rotolare fino alle rispettive porte ruotando lo schermo e altro ancora. Non mancano, poi, svariati elementi non per forza legati alla forza di gravita: nemici che si spostano ogni volta che il protagonista esegue un salto, raggi laser mortali che possono essere bloccati piazzando un blocco nel punto giusto, pulsantoni che possiamo premere (usando il kiwi o un blocco) per attivare meccanismi e sbloccare passaggi… le idee non mancano di certo.

Chiaramente, data la natura schematica, sostanzialmente a turni, del sistema di movimento, Mallow Drops è un puzzle game con dinamiche quasi da gioco strategico. I livelli iniziali di ogni mondo sono molto semplici, in modo da garantire una facile assimilazione delle meccaniche appena introdotte, ma poi le cose si complicano e diventa quasi impossibile procedere a braccio. Bisogna invece pianificare con cura ogni movimento e ci si ritrova piuttosto in fretta a lavorare di ingegneria inversa sui puzzle, partendo dal risultato che stiamo cercando e studiando in retromarcia le mosse che servono per raggiungerlo.

Questo tipo di struttura non taglia del tutto le gambe all’improvvisazione, perché sicuramente ci sono situazioni che è possibile risolvere in più modi e anche perché non capita quasi mai di ritrovarsi irrimediabilmente bloccati. Ciò non toglie, però, che in certi momenti ci sia abbastanza evidentemente una sola situazione possibile, e questo potrebbe scoraggiare chi ama i puzzle game dall’approccio più aperto. Si tratta però dell’unico reale difetto per un gioco altrimenti molto bello e ben pensato, certo modesto nei valori di produzione e non estremo nella sua longevità, ma gradevole, divertente e impegnativo finché dura.

Ho giocato a Mallow Drops grazie a un codice Steam ricevuto dallo sviluppatore. Non ho ancora completato tutti i livelli (ah, a proposito: ogni mondo permette l’utilizzo di tre “skip” a favore di chi si incastra, ma non è possibile utilizzarli nei livelli conclusivi del mondo stesso) ma ho voluto togliermi di dosso l’ansia della recensione perché stavo cominciando a impazzire incastrato su alcuni livelli avanzati. Fatemi causa. Comunque, in tre ore di gioco ho completato circa due terzi dei livelli. Il gioco è al momento disponibile solo su PC, ma è prevista una versione per piattaforme mobili, su cui ci starà una crema.

eXistenZ #46 – Adattamento perfetto. Che culo!

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Letture per il weekend – 26/11/2016

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