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Conarium e l'eredità di Providence

Conarium e l'eredità di Providence

Faccio outing: ho sentito parlare per la prima volta di H. P. Lovecraft leggendo un fumetto di Dylan Dog, Cagliostro per l’esattezza, numero 18, e se non ricordo male ero in seconda liceo. Prima ignoravo l’esistenza dello scrittore di Providence, ma dopo aver divorato quell'albo della Bonelli (capolavoro, per altro), mi sono addentrato negli scritti di Lovecraft, rimanendone affascinato e rapito.

Alle Montagne della Follia (o Le Montagne della Follia, dipende dall’edizione) è un racconto breve pubblicato originariamente nel 1936 (pare dopo diversi problemi: era stato scritto nel ’31) ed è la storia a cui Zoetrope Interactive si è ispirata per sviluppare Conarium (pubblicato da Iceberg Interactive). Giusto per chiudere il momento nostalgia, ricordo che lo lessi in concomitanza con l'uscita di ICON dei Paradise Lost, e mentre la cassettina girava nello stereo, io mi perdevo tra le lande desolate e costruzioni ciclopiche partorite dalla fantasia di Lovecraft.

C'è un po' di Cthulhu qui e là.

Conarium si presenta come un’avventura in prima persona molto orientata alla storia e all’atmosfera, se vogliamo fare un paragone, assimilabile a SOMA. Come spesso accade. il protagonista, che noi impersoniamo, si risveglia in un luogo sconosciuto senza memoria di cosa sia successo prima. Ammetto che questa consuetudine, dopo anni e anni di gente che si risveglia in posti dimenticati da Dio senza sapere neanche come si chiama, ha un po’ stufato, ma è anche vero che l’abilità degli sviluppatori sta nel coinvolgere il giocatore nonostante un incipit così banale.

La nostra avventura inizia in una stazione meteorologica in Antartide, ovviamente durante una tremenda tempesta di neve. Subito si capisce che la situazione è alquanto inquietante: non c’è anima viva negli scuri corridoi della base, non c’è corrente elettrica e l’unico oggetto che sembra essere “acceso” è una sorta di sfera luminosa molto misteriosa. Ovviamente, il primo task da portare a termine consiste nel riattivare la corrente, cosa che permette di aprire porte altrimenti sigillate e di attivare la radio (che, come è possibile immaginare, invece di dare un aiuto al protagonista aumenta il senso di inquietudine che tutto l’ambiente genera nel giocatore).

Tecnicamente il gioco non sconvolge ma fa sicuramente il suo, con l’Unreal Engine 4 che si trova a suo agio nelle ambientazioni scelte dagli sviluppatori. Corridoi, grotte, spazi aperti sono riprodotti in maniera convincente e anche l’illuminazione, per quanto a volte esageratamente carica, è ben riprodotta. Anche il sonoro compie diligentemente il suo dovere e, come in ogni titolo del genere che si rispetti, aumenta il battito cardiaco del giocatore grazie a rumori di sottofondo inaspettati, che siano voci sussurrate, porte che si chiudono o passi in lontananza. Purtroppo, a volte la voce del protagonista (in inglese, il gioco è sottotitolato in italiano) ha un tono leggermente fuori luogo rispetto alla situazione in essere in quel momento, cosa che sporadicamente rompe un po’ la sospensione di incredulità. Azzeccatissima invece la delicata colonna sonora che, senza essere mai invasiva, sottolinea in maniera sempre adeguata l'atmosfera della situazione.

Il vero plus di Conarium, però, come si può immaginare, è il suo essere “Lovecraftiano” sin dai propositi iniziali degli sviluppatori. Una cosa non semplicissima, perché il rischio di cadere nella pacchianata cosmica, quando si trattano mostri sacri di questo tipo, è veramente dietro l’angolo. Per fortuna i ragazzi di Zoetrope Interactive sono riusciti nell’intento di dare una buona caratterizzazione al gioco, anche se alcune citazioni un po’ troppo esplicite fanno sembrare che ci sia la necessità di dare la strizzatina d’occhio all’appassionato.

Il testo del gioco è completamente localizzato in italiano.

Come detto prima, Conarium è un’avventura che ricorda SOMA, sicuramente meno riuscita nel suo complesso ma comunque piacevole. Anche nelle fredde lande antartiche, le attività principali che ci vengono richieste sono l’esplorazione, la risoluzione di alcuni enigmi ambientali e l’utilizzo di determinati oggetti per poter proseguire con il nostro cammino, che non prevede una particolare libertà di azione. Questo da un lato può far storcere il naso a chi apprezza un’esplorazione più ampia, dall'altro evita di perdersi e di finire bloccati. Da questo punto di vista, ho apprezzato tantissimo il fatto di poter salvare dove e quando si vuole, cosa che sì rende il gioco ancora più semplice ad affrontare, ma evita noiosissime ripetizioni di azioni già fatte. Comunque, il gioco salva automaticamente in diversi momenti.

Conarium è, in conclusione, un gioco apprezzabile, magari da reperire con uno sconto sul prezzo di vendita, che comunque non mi sembra del tutto fuori scala per le quattro ore abbondanti necessarie a terminarlo. Ma la domanda vera è: siete pronti a recarvi alle montagne della follia?

Ho giocato a Conarium grazie ad un codice Steam gentilmente fornitomi dal publisher. Ho completato il gioco in quattro ore circa, vedendo uno dei due finali possibili. Come accennato nella recensione, Conarium ha l'audio in inglese ma è completamente localizzato anche in italiano per quanto riguarda il resto (menù, sottotitoli, documenti che si trovano in giro etc... ). Ho apprezzato particolarmente la scelta degli sviluppatori di non rendere il gioco ostico, ma di permettere una fruizione che aiuta sicuramente a cercare e leggere tutti i documenti disseminati nei vari ambienti.

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