Nell’inferno di Diablo III
Come scrissi nella mia recensione sull’argomento qualche mese fa, il difetto maggiore di Diablo III è l’estrema facilità del primo e unico livello di difficoltà selezionabile dopo aver creato un nuovo personaggio; il livello Normale è poco più di un allenamento ed è piuttosto difficile morire durante il primo giro. È risaputo che Diablo III, così come i suoi predecessori, sia un gioco pensato per essere affrontato più volte, infatti difficilmente si raggiungerà il livello 60, il massimo previsto al momento, fino al quarto atto di Abisso, il terzo livello di difficoltà, ed è altrettanto noto che questo Hack & Slash dia il meglio di sé quando il tasso di sfida aumenta. È nei momenti più duri che il gioco ci spinge a ottimizzare equipaggiamento e abilità attive e passive e, fondamentalmente, ci costringe a imparare a giocare sul serio. Tuttavia, mentre i primi tre livelli di difficoltà sono alla portata di quasi tutti i giocatori con sufficienti tempo e pazienza, a Inferno le cose si cambiano drasticamente.
Inferno è volutamente impegnativo, lo stacco di difficoltà rispetto ad Abisso è evidente fin dai primi scontri e persino i primi gruppi di Élite e Campioni non morti richiederanno minuti di attacchi calcolati e ritirate strategiche per evitare di morire continuamente. Ma se Inferno è così difficile, quasi frustrante prima degli aggiustamenti apportati da Blizzard con le patch di questi mesi, cosa dovrebbe spingere così tanti giocatori ad affrontarlo? Ovviamente è solo a Inferno che si trovano i pezzi di equipaggiamento più rari e potenti, quei gialli, arancioni e verdi che fanno la gioia di qualsiasi appassionato di giochi di ruolo. Diablo III è un ottimo gioco di per sé, divertente e con meccaniche di gioco curatissime, ma è il senso di costante miglioramento del proprio personaggio che spinge a continuare a giocarci anche dopo decine e decine di ore (penso di essere vicino alle 200 ore di gioco totali tra tutti i miei personaggi, ma so che c’è chi ha fatto di meglio). Quando si ha la sensazione di non poter progredire ulteriormente, o si crea un altro personaggio e si ricomincia da capo oppure si abbandona del tutto il gioco. Una volta raggiunto il livello 60 e sbloccate tutte le abilità e le rune per la propria classe, è la qualità dell’equipaggiamento che definisce la forza del nostro personaggio. Le nostre capacità influiscono, ovviamente, ma è la fredda matematica che ci permette di uccidere quel boss di fine atto entro il limite di tre minuti imposto. Sotto questo punto di vista, Diablo III non tradisce e la quantità di equipaggiamento dovrebbe soddisfare tutti, ma i fan e i giocatori sembrano essere di diverso avviso.
Se l’equipaggiamento potente c’è ed è tanto, perché noi giocatori ci lamentiamo? La pietra dello scandalo si nasconde dietro la sigla RNG, Random Number Generator, che tradotto in italiano e in termini di gioco significa che le statistiche di ogni pezzo di equipaggiamento sono generate interamente casualmente. Parlando con qualsiasi giocatore di Diablo III, il consenso generale è che sì, si trovi tantissimo equipaggiamento, ma i pezzi che hanno caratteristiche decenti siano in una percentuale così bassa da sembrare molto più rari di quanto dovrebbero essere. Idealmente, una sessione di farming, vale a dire affrontata solo per raccogliere soldi ed equipaggiamento e non per avanzare nel gioco, dovrebbe appunto concludersi con qualche oggetto degno di essere conservato o venduto alla casa d’aste per essere considerata un successo, ma l’impressione è che il più delle volte si torni a casa a mani vuote. Sottolineo che si parla di impressioni, perché non avendo dati statistici alla mano non posso fare un conto percentuale degli oggetti utili trovati, ma siamo in così tanti a lamentarci di questo aspetto che ho il sospetto che ci sia un fondamento di verità. Dato che l’equipaggiamento è generato interamente casualmente, per ottenere un buon oggetto bisogna giocare tantissimo perché, per esempio. un giocatore particolarmente sfortunato potrebbe non trovare mai qualcosa di decente nel giro di poche ore (per esempio, io ho trovato un solo leggendario finora e nessun oggetto parte dei set specifici per le classi). Tuttavia, dato che pochi hanno un numero infinito di ore da dedicare a Diablo III per battere il maledetto RNG, comprare oggetti alla casa d’aste è il modo più rapido ed efficiente di migliorare il proprio equipaggiamento ed è facile capire perché lo sia: di solito ogni sessione di gioco si conclude con più soldi nelle nostre tasche di quando abbiamo iniziato e all’asta si trovano i risultati di migliaia di ore di gioco di migliaia di giocatori. In una situazione ideale, si giocherebbe a Diablo III a Inferno per ottenere equipaggiamento migliore da usare per progredire, mentre al momento la realtà è che si gioca per accumulare soldi da spendere alla casa d’aste. Personalmente trovo che sfogliare pagine e pagine di oggetti e comprare il migliore non sia altrettanto divertente che trovarlo personalmente, ed è per questo che Diablo III a Inferno mi soddisfa meno di quanto mi sarei aspettato.

I gruppi di Élite e Campioni a Inferno sono spesso più arcigni dei vari boss sparsi per il gioco e costringono a vere e proprie fughe per tutto il livello.
Verrebbe da pensare che in tutto questo c’entri la casa d’aste e che la bassa percentuale di equipaggiamento decente trovato sia un modo studiato da Blizzard per fare spendere oro (e soldi reali) ai giocatori. Come dice il proverbio, “A pensare male si fa peccato, ma di solito ci si azzecca”, ma in questo caso mi sembra improbabile che Blizzard abbia volontariamente penalizzato la ricerca di equipaggiamento per favorire la casa d’aste. Sono sicuro che gli sviluppatori sappiano che i fan continuano a giocare a Diablo III per l’equipaggiamento e, se smettono di giocarci causa noia, la casa d’aste si svuoterà e spariranno anche i guadagni di Blizzard. Sono più propenso a pensare che abbiano semplicemente sbagliato a ottimizzare quest’aspetto del gioco, soprattutto se teniamo conto che Blizzard ha dichiarato che Diablo III è stato bilanciato senza tenere in considerazione la casa d’aste (che non era funzionante durante la fase di test interno). E senza la casa d’aste si spiegherebbe anche perché i tester e gli sviluppatori di Blizzard non hanno finito Inferno prima dell’uscita del gioco; provate a immaginare quanto sarebbe stato difficile Inferno per noi se non avessimo avuto accesso alla casa d’aste. Lungi da me dire che Diablo III sia brutto, del resto è pur sempre un gioco che mi ha spinto a giocare per circa 150 ore con il mio Barbaro, con il quale ho raggiunto Inferno, ma la delusione, sebbene parziale, rimane, forse perché mi aspettavo molto dal nuovo gioco di Blizzard. Tuttavia, questi non sono difetti strutturali, le meccaniche sono solide e precise, e penso che Blizzard prima o poi si accorgerà dell’errore di valutazione fatto e che finalmente aggiusterà il sistema di generazione dell’equipaggiamento, magari fissando dei valori minimi in base al livello dell’oggetto o creando delle graduatorie di caratteristiche. E guardiamo al lato positivo di questa faccenda: in attesa della patch, possiamo finalmente dedicarci a tutti quei giochi comprati e trascurati in queste settimane.

18 Commenti a Nell’inferno di Diablo III
Bell’articolo.
E articoli di questo tipo, pure più cattivi del tuo che è molto sobrio e super partes, pure fin troppo caustici se vuoi, hanno cominciato a moltiplicarsi nella rete.
Mi viene da dire che le poche voci fuori dal coro durante il lancio (no, non sto parlando degli haters a prescindere che criticavano solo per il gusto di criticare o per andare contro corrente, non con cognizione di causa) adesso si staranno facendo delle paffute risate.
E dico che questa volta la quasi totalità della scena internazionale, e mi riferisco ai giocatori di un certo livello ma ancora di più alla stampa, ha fallito miseramente nell’accogliere Diablo 3 in modo fin troppo generoso, accecata dai suoi specchietti per le allodole, completamente assuefatta dai grandi pregi che comunque innegabilmente il titolo presenta, è mancato uno spirito critico che era assolutamente necessario e che è lecito aspettarsi da un certo tipo di stampa dalla quale è più che giusto pretendere serietà e professionalità.
E invece no, il 90% degli articoli sembravano tratti da brochure promozionali del gioco o da FAQ che spiegavano come giocare, o da manuali del gioco.
Questo è stato un grosso errore e me ne rammarico, spero la stampa abbia imparato qualcosina e che la prossima volta farà meno uso dei “due pesi e due misure” in situazioni analoghe che dovessero ripresentarsi.
Perchè è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare e riconoscere gli immensi meriti di Diablo 3. Non prendiamoci in giro, sono una marea e direi che prevalgono sui pochi aspetti negativi. I paragoni con certi titoli indie che qualche hater faceva continuano a farmi sorridere.
Altresì però il titolo è affetto (o era affetto) da problemi di tutto rilievo, alcuni già risolti, altri parzialmente risolti, altri che forse verranno risolti e altri che forse non si risolveranno mai poichè fin troppo radicati dentro alla struttura ludica che sta alla base del concept di gioco.
Io mi sono fermato a 414 ore. Attualmente stimoli ZERO se non di farmi qualche partitella in coop.
Btw sembra che ci stiano veramente lavorando a sistemare sta cosa della generazione random…
Eppure una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare il sistema di LotRO per la customizzazione degli oggetti leggendari….
Smantelli un oggetto e ne ottieni una runa con una ‘legacy’ (i.e. proprietà magica) che poi puoi utilizzare per sostituirne una di un’altro oggetto.
Ovviamente ci sono limitazioni perchè ogni legacy appartiene ai due pool ‘Major o Minor’… Se a Blizzard ci mettono anche l’obbligo per lo stesso tipo di oggetto e stesso livello il gioco è fatto.
Diventa un gioco nel gioco.
Non lo dire come se tu ti fossi fermato “solo” a 414h. Ad oggi sarebbe una media di 5,3h al giorno. Visto che ti sei sicuramente fermato già qualche giorno fa la media è ancora più alta.
Son tantissime come ore.
Non sto dando un giudizio eh, ognuno è libero di fare quel che gli pare dopo le sue 8h di lavoro giornaliere, ci mancherebbe, era solo per dire che mi sembra fuori luogo parlarne come se tu ti fermassi dopo “solo” 414h, sono veramente una quantità enorme di ore. (invidia mode off)
Il sistema di LotrO è una figata ma dubito lo vedremo prima di patch molto sostanziose.
Sarebbe bastato inserire un sistema di randomizzazione delle stat più intelligente e limitato.
Tipo, come fanno negli altri giochi, farti randomizzare fra stat potenzialmente UTILI per le classi che useranno quell’oggetto, invece di farti randomizzare su tutto.
Invece han voluto fare gli avidi, e per una volta tanto son stati “puniti” per questo, e non è cosa così scontata perchè a volte i giocatori ingoiano la peggio merda per non si sa bene quale motivo, senza reagire.
Ad oggi direi che buona parte delle perplessità, forse fin troppo esagerate, che alcuni paranoici avevano sull’introduzione dell’AH e della RMAH sono state tristemente confermate.
Tutte no ovviamente, e certi scenari che avevo letto prima del lancio del gioco erano fin troppo paranoici, però molte di quelle paranoie di fatto son diventate realtà eh.
Lolle.
Citando il monte ore (comprensivo di spulciaggio AH, eh!) volevo far intendere che il gioco credo di averlo spolpato abbastanza e, per quello che mi riguarda, ha dato tutto quel poteva offrire
Sei proprio un nerdazzo, tsé.
Dopo 414 ore altro che stimoli, sarei interfacciato con la tazza del cesso
Potrei citare gli oltre 6 mesi di PLAYED del mio main di LotRO ma non lo farò!
Io l’ho sempre detto, i mmo sono il MALE
Hahahahah, minchia, in effetti, posso pure capire che magari per un Diablo siano “poche”, ma 414 ore su un gioco non strettamente multiplayer…
Vabbeh, ma il 90% l’ho passato in coop!
Personalmente la noia mi è sopraggiunta ben prima delle 414 ore del Bocte, non ho ancora nemmeno finito il primo giro a Normal proprio per mancanza di stimoli.
Che poi ora ogni tanto te lo faccio un dungeon, un livello da un checkpoint ad un altro. Ma sento che non me lo sto godendo, che non ci sto giocando come dovrei, che mi sto sforzando.
Sinceramente vedo solo nel co-op la vera ragion d’essere di Diablo 3.
Che poi… O_O 414 ORE!
:*
Le prossime 15-20 ore il Bocte le dovrà fare con il joypad con tastierino incorporato X360
LOL ma nella prima risposta già parli delle stesse ore, cos’è c’hai un fake e non lo sai?
No, se solo ci fosse un pulsante di modifica delle reply non dovrei star qui a ripetermi, tu che non conti un cazzo vai e provvedi!
Nah, è più bello così: o stai attento a quel che scrivi, o suchi.
Tecnicamente però la mia non era una ripetizione, rafforzavo quel concetto.
Un po’ come dire ad Alez che non conta: non mi sto ripetendo, rafforzo il concetto LOL
Btw sapere che per essere PRIMO in Raptr mi mancano ancora 797 ore mi sconcerta…
Asd
Io mi son fermato sulle 200 circa, di cui 150 passate in co-op più o meno. C’è poco da dire rispetto a quanto già scritto sul thread del forum: per quanto le ore siano tutt’altro che poche, una certa delusione c’è e non è nemmeno poca. A dirla tutta più volte mi sono trovato sul punto di staccare definitivamente fino alla decisione di ormai un mese fa circa, che non mi ha lasciato alcun rammarico e da cui non ho più avuto stimoli di cliccare l’icona sulla barra delle applicazoini.
Ora come ora dubito anche che un eventuale ripensamento della modalità di generazione degli oggetti, che senza dubbio sarebbe positiva, mi porterebbe a rimetterci mano. Magari mi smentirò, ma ormai è passata.
Ovviamente, non mi pare il caso di specificarlo ma lo faccio lo stesso, ciò non toglie che nel complesso l’esperienza sia godibile e che sotto molti aspetti sia curato, altrimenti non ci avrei giocato tanto: normalmente non mi faccio problemi a segare anche dopo poche ore la roba che non mi entusiasma.
Su Diablo2 io avevo oltre 3000h, e + di 2000 anche su PSO, ma spese nell’arco di svariati anni direi.
Su FFXI ho tipo 13.000h? Ma anche lì, spese nel corso di svariati anni.
Sono nerd anch’io, sono nerd anch’io! xD
Fuck yeah, bro! xD