Il vero sogno di ogni supereroe si chiama Prototype 2

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Certo che queste corporazioni multimiliardarie sono proprio delle fetenti. La storia dei videogiochi ne è piena e ormai ogni titolo a sfondo fantascientifico ci propina la sua bella dose di bastardaggine tra virus senza controllo, epidemie create ad hoc, folli invenzioni di super soldati e massacri indiscriminati di poveri innocenti. Un po’ quello che sta succedendo nella New York distopica di Prototype 2, il sequel dell’action game di Radical Entertainment del 2009 che è arrivato a vendere oltre due milioni di copie assicurandosi così l’onore di un secondo episodio.

Se tre anni fa era Alex Mercer a condurci in un futuro poco edificante tra superpoteri, virus e mutazioni, ora tocca al nuovo protagonista James Heller, militare impegnato nella cattura e nell’uccisione di un Mercer ormai incontrollabile. Rimasto solo di fronte al nemico dopo che tutti gli uomini della sua squadra sono stati fatti a pezzi, James viene contagiato da Mercer con il suo stesso virus, acquistando così gli stessi incredibili poteri. Ormai anche lui è diventato un’implacabile macchina di distruzione, ma il suo lato umano non è scomparso del tutto ed è proprio grazie al ricordo della moglie e della figlia morte a causa del virus che Heller inizia una crociata. Il suo scopo, che porterà avanti grazie anche all’appoggio esterno di un sacerdote, è trovare e annientare i responsabili dell’ecatombe che sta portando morte e distruzione a New York. Nemmeno a farlo apposta, i cattivoni di turno sono ancora una volta scienziati e militari, che, oltre ad aver trasformato le strade della Grande Mela in un mattatoio a cielo aperto con baraccopoli, gabbie e centri di raccolta per esperimenti degni di Mengele, stanno facendo di tutto per rintracciare Mercer (che incontreremo altre volte nel corso del gioco) e naturalmente Heller.

La nostra arma principale per scoprire cosa si nasconde dietro all’epidemia e al virus è l’assimilazione del corpo e del DNA delle nostre vittime; attraverso i loro ricordi, raccontati con flashback in bianco e nero molto evocativi, Heller acquisisce informazioni, nomi e luoghi con cui interagire e da questo punto di vista nulla è cambiato rispetto al predecessore. La stessa atmosfera è rimasta sempre grigia e cupa, con una New York irriconoscibile, cittadini terrorizzati e un senso di catastrofe imminente che si respira ad ogni metro. I riferimenti e gli omaggi all’epopea di Resident Evil e della Umbrella Corporation si sprecano, soprattutto nella presenza di creature mutate e deformi che affronteremo come boss e mini boss, ma Radical ha comunque costruito una trama di buona fattura, forse non originalissima ma con una scansione narrativa piuttosto avvincente e con un ritmo sempre serrato. L’unica pecca è legata proprio a Heller, protagonista privo del carisma maledetto di Mercer e povero di personalità (anche nella fisionomia e nell’aspetto), nonostante la sua natura di “mutato” si prestasse a implicazioni e travagli interiori molto interessanti.

La vera potenza di Heller sta tutta nelle sue braccia mutanti.

Quello che però non manca a Heller è la pura potenza. Immaginatevi un mix tra Superman, Spider-Man e Hulk e non andrete molto lontani dalla natura supereroistica del nostro alter ego. Heller vola, si arrampica sui grattacieli come niente fosse, ha una resistenza assurda ai proiettili e ai missili, solleva camion come noi solleviamo una bottiglietta di Coca Cola e può assumere l’aspetto di chiunque “consumandolo” letteralmente. Non mancano poi i vari potenziamenti da acquisire con i passaggi di livello, che trasformano le braccia di Heller in armi ancora più devastanti; lame à la Wolverine, scudi protettivi, fruste taglienti, tentacoli di carne (nemmeno fossimo in Hellraiser), senza dimenticare gli spettacolari attacchi dall’alto, la possibilità di utilizzare le armi dei soldati o i semplici calci e pugni, capaci però di distruggere con pochi colpi un blindato dell’esercito. La conseguenza più logica di una simile macchina da guerra è la distruzione totale che possiamo portare nelle strade di New York.

Gli elicotteri tornano in tutto il loro splendore e potremo anche guidarli.

Manca giusto la possibilità di radere al suolo i grattacieli e gli edifici in generale, ma per il resto i più sadici avranno di che gioire. Falciare centinaia di cittadini inermi, scagliare camion a decine di metri di distanza, radere al suolo pali e arredamento urbano, far esplodere serbatoi di combustibile e assistere compiaciuti al fuggi fuggi generale trasmette una sensazione di onnipotenza senza pari. Tra l’altro Prototype 2 è un titolo votato allo splatter più ignorante ed esagerato, con ettolitri di sangue, smembramenti, amputazioni di ogni genere e “scivolate” sui cadaveri che hanno ben poco da invidiare ai giochi più gore di sempre. Il tutto è coadiuvato da un eccellente sistema di controllo e da una sensazione di velocità notevole nel saltare, volare, scalare edifici e combattere. Certi scontri con i militari e le creature mutate, con tanto di elicotteri e tank intenti a scaricarci addosso di ogni, non sfociano mai in situazioni caotiche o ingestibili anche a livello difficile. La possibilità di fuggire dalla zona in pochi secondi, di ricaricare l’energia assimilando chi ci pare e di cambiare strategia al volo aiuta non poco in simili frangenti; solo il lock-on automatico sugli obbiettivi a volte fa cilecca, ma si tratta di una pecca sopportabile e in fondo comprensibile quando ci sono così tanti nemici in campo.

Se quindi cercate distruzione, velocità, splatter e controlli ben studiati, Prototype 2 vi darà parecchie soddisfazioni, anche se a ben vedere il lato più “caciaro” del gioco, che tra l’altro fa molto The Incredible Hulk: Ultimate Destruction, è un po’ fine a se stesso e dopo le prime ore perde la sua attrattiva per l’assenza di bonus o di riconoscimenti legati alla nostra capacità distruttiva. Inoltre vi consiglio di giocare a livello difficile, visto che a quello medio il tasso di sfida (a parte i boss) non è particolarmente elevato e assicura solo 8/10 ore di longevità. Su questo versante, però, Prototype 2 offre diverse trovate per allungare il tutto tra quest secondarie, raccolta delle cosiddette Black Box, uccisioni di particolari nemici e lo sbloccaggio di tutte le abilità disponibili; i completisti a oltranza potrebbero averne anche per 12/13 ore e dubitiamo che una durata maggiore possa rappresentare un pregio. Il limite principale del gioco è infatti legato alla ripetitività delle missioni: sabotare, uccidere o assimilare scienziati e militari, salvare i cittadini e intrufolarsi nelle basi nemiche rappresenta bene o male tutto il raggio d’azione di Prototype 2.

Macellare gli abitanti di New York è facile come bere un bicchier d'acqua.

Dopo un po’ inizia a serpeggiare la noia e non solo per un’ambientazione che, nonostante tre grandi zone di New York esplorabili, propone bene o male sempre lo stesso genere di location. Da sottolineare infatti anche la scarsa varietà di nemici, un comparto stealth solo abbozzato e un’intelligenza nemica con alti e bassi notevoli, che ad esempio non fa minimamente insospettire le guardie di turno alla vista di un tizio che vola o che corre in verticale sulle pareti di un grattacielo. È vero che ogni tanto non mancano missioni un po’ diverse dal solito (potremo ad esempio guidare un elicottero), ma alla fine la ripetitività di fondo rimane lì come una piccola spada di Damocle sul capo di Heller. Intendiamoci, Prototype 2 è un titolo divertente, ben raccontato, tecnicamente discreto (molto valido il doppiaggio italiano) e con un’impostazione sandbox sufficientemente solida. Peccato solo che Radical non abbia investito di più sulla varietà delle missioni e sul carisma del protagonista, ma nel complesso si tratta di un sequel che non ha nulla da invidiare al predecessore e che dà la pista a decine di scialbi action-game fumettistici. Perchè in fondo James Heller e Alex Mercer non sfigurerebbero affatto in un bel comic marveliano.

Il gioco è stato testato su Xbox 360 tramite una copia regolarmente acquistata in negozio e completato in circa nove ore a livello di difficoltà medio.

Voto: 7,5

Francesco Destri

Dopo innumerevoli legnate da parte delle suore della scuola materna ed elementare perchè mancino, subisce uno shock e a otto anni si consola con il Commodore 64 tentando di usare inutilmente il joystick con la mano destra. Da quel momento divora migliaia di giochi, tenta di diventare una rockstar e gioca a tennis con i completini di Federer.

2 Commenti a Il vero sogno di ogni supereroe si chiama Prototype 2

  1. Meno D Zero says:

    Mmmm.
    Consiglio al recensore di munirsi di cronometro, perché 9 ore per finire sto gioco e’ da bestemmia, sarò a più di 20 e lo devo ancora completare al 100%.
    Per me e’ uno degli action free roam migliori di questa gen, se non IL migliore, e noto anche che nella rece non si menziona tutta la infrastruttura ludica online chiamata radnet, che con sfide e minigiochi rilasciati a cadenza settimanale allunga sicuramente la longevità.
    Chiudo dando il mio voto soggettivo, 9, e il macello incredibile che si può imbastire NON e’ fine a se stesso come riportato nella rece, dato che un gran numero di statistiche di gioco viene messo in competizione fra gli amici che si hanno in lista, spingendoci , ove possibile, a settare sempre nuovi record.

    Altro aspetto non segnalato nella rece, immagino a questo punto che il recensore non sia dotato di connessione internet, altrimenti non mi spiego queste mancanze.

  2. Checco says:

    Se noti nella rece scrivo che a livello medio il gioco può durare anche 12-13 ore, che diventano sicuramente di più a livello difficile e con il 100% di completezza.

    Io l’ho completato in circa 9 ore ma lasciando indietro un po’ di roba e a livello medio l’ho trovato un po’ troppo facile (di fatto sono morto alcune volte solo contro i boss). Poi sai il discorso della longevità è molto soggettivo. Ho visto per curiosità due walkthrough su Youtube che durano 5 e 6 ore; saranno stati sicuramente dei fenomeni, ma come ogni sandbox il conteggio delle ore è un discorso troppo soggettivo e comunque nella rece non ho affatto considerato la longevità come un difetto.

    Per il discorso dell’online è in preparazione un piccolo speciale di approfondimento, quindi non preoccuparti che ne parlerò a breve :)

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