I puffettosi enigmi di Botanicula

botanicula-occhiello

È un tranquillo giovedì pomeriggio di metà aprile, sei lì che vegeti lavoricchiando senza particolare ardore di fronte a una finestra carica di pioggia e, quando meno te l’aspetti, (come una bomba) ecco che spunta dal nulla Botanicula, la nuova avventura grafica dei creatori di Machinarium. Fermi tutti, molta calma, subito a scaricarlo. E fatelo anche voi, ve lo dico subito: Botanicula ha magari qualche limite, e ne parliamo dopo, ma è un gioco delizioso, che oltretutto può essere acquistato tramite la formula dell’Humble Bundle, vale a dire estraendo dalla carta di credito un’offerta libera che vi garantisce il download anche di Machinarium e Samorost 2. E se decidete di spendere più della media (al momento poco meno di nove dollari), vi portate a casa pure Windosill e il delirante lungometraggio Kooky. Sul serio, come si può resistere? Magari se vi fanno schifo le avventure grafiche o la peculiare direzione artistica del gioco, certo. Ma in caso contrario non ci sono scuse. Avete nove giorni di tempo, più o meno, per cliccare su queste parole e fare il vostro dovere.

Il design di ambienti e creature è veramente spettacolare.

Bene, adesso possiamo parlare del gioco. Che è un’avventura grafica quantomeno un po’ particolare. Nel mondo di Botanicula nessuno si esprime a parole, o perlomeno secondo le nostre parole, e tutti comunicano per versi e versetti, un po’ sullo stile di tante produzioni Nintendo. Inoltre non ci sono scritte di sorta e ogni cosa viene comunicata tramite un linguaggio visivo e sonoro. I puzzle riguardano l’interazione con gli ambienti e l’utilizzo del puntatore del mouse non solo come aggeggio tramite cui puntare e cliccare ma come strumento da trascinare in giro (una versione iPad, per quanto fattibilissima e probabilmente prevista, perderebbe almeno un po’ nel fascino di questo aspetto). Detto questo, se spogliata di tutta la meravigliosa sovrastruttura artistica che la ricopre, l’azione di Botanicula non va molto lontana dai canoni avventurosi cui siamo abituati: ci sono una serie di “personaggi” che richiedono la consegna di determinati oggetti per sbloccarci il passaggio verso nuove ambientazioni e i vari compiti da portare a termine tendono a sovrapporsi, proponendo costantemente diverse cose da fare. Il taglio, comunque, è da avventura grafica molto incentrata su piccoli puzzle e oggetti da utilizzare nel luogo giusto, decisamente poco o nulla su astruse combinazioni di tanti elementi diversi.

In diversi momenti bisogna scegliere il personaggio adatto all'azione richiesta. Provare a utilizzare gli altri, però, genera sempre conseguenze esilaranti. Insomma, Botanicula è un gioco in cui si sbaglia apposta, perché è divertente.

Le schermate di gioco, che ruotano tutte attorno a una fantasiosa e poetica ambientazione “vegetale”, sono graziate da una ricerca stilistica notevole, da un’accompagnamento sonoro e musicale fuori scala e da una fortissima attenzione per la cura dei dettagli. Ogni singolo ambiente è carico di piccole cose con cui è possibile giocherellare e nasconde almeno un segreto da scoprire. Oltre al semplice percorso di enigmi, fra l’altro, Botanicola nasconde anche la ricerca di carte collezionabili da svelare compiendo una lunga serie di azioni accessorie e che garantiscono ulteriori “regalini” dopo la conclusione del gioco. Magari non è abbastanza per spingere a rigiocarsi tutto da capo una volta completata l’avventura, ma certo fa venire voglia di esplorare più a fondo le ambientazioni. Ambientazioni che, per altro, nascondono forse l’unica vera magagna di Botanicula: nelle due zone più ampie e ricche di cose da fare è piuttosto facile perdere la strada e non capirci nulla, complice anche una mappa tanto carina da vedere quanto criptica da leggere. Si tratta di un problema tutto sommato da poco, anche perché non è che le distanze siano esattamente quelle di Skyrim, ma ogni tanto, all’ennesima svolta sbagliata, vengono un po’ i nervi.

Per il resto, Botanicula può essere forse considerato un po’ breve (ma comunque nella media per un gioco da meno di dieci dollari e che – al momento – può pure essere acquistato a offerta libera), mentre il tasso di difficoltà è chiaramente variabile sulla base di quanto si riesca a entrare in sintonia con lo stile degli enigmi. I rapporti di causa ed effetto sono sempre piuttosto chiari e, nonostante certe soluzioni un po’ pazzoidi, difficilmente lo si può accusare di illogicità. Ma proprio per questo, al di là di qualche breve inciampo che capita a tutti, ci vuole poco a fare il passo successivo e considerarlo un po’ troppo facile. A questo si potrebbe aggiungere l’impressione che la scarsa presenza di enigmi che richiedano di far collaborare i cinque protagonisti combinandone le diverse abilità sia un po’ un’occasione persa. Rimane però sotto gli occhi di tutti la magistrale prova di design e di cura per la leggibilità del gioco e degli ambienti. Botanicula non spreca una singola parola, eppure riesce sempre a comunicare alla perfezione la semplice e adorabile storia che racconta, i suoi elementi di gioco, gli obiettivi da raggiungere. Ed è una bellissima e sognante esperienza, da vivere tutta d’un fiato. A meno che vi faccia schifo, brutte persone che non siete altro.

Voto: 8,5

Andrea Maderna

Non ha mai capito per quale motivo queste robe si debbano scrivere in terza persona, ma si adegua. Vorrebbe raccontare qualcosa di fico, ma è troppo impegnato a inseguire le gatte per casa. Fate prima a leggere, ascoltare e guardare il mare di roba che partorisce quotidianamente.

  • Dypa77

    Bello, bello, bello.

    In effetti non è troppo difficile, entrando nella mentalità “astratta” si risolvono gli enigmi, ancor di più se si è giocatori da adventure sgamati. Però è boh… come dire… pacioccoso. Ti rilassa molto, ed ha una atmosfera veramente bellissima.

    Io lo consiglio a chi tra un RPG ed un FPS vogliano una mezzora al giorno di sano relax. Anche se, al momento, Machinarium soprattutto come storia in sè mi aveva conquistato un filo di più.

    • http://giopep.blogspot.com/ giopep

      Sì, sicuramente questo ha più un taglio da favoletta semplice, in Machinarium c’è una storia leggermente più articolata (per modo di dire).

      • Dypa77

        Certo che si. Che poi Amanita si dimostra, Flash o non Flash, ancora una volta una cantastorie come ce ne sono pochi in giro.

  • Mdk7

    Mi intriga da matti… ma non avrei il tempo di giocarlo.
    Però mi sa che lo prendo lo stesso.

    A spanne, quanto dura?

    • http://giopep.blogspot.com/ giopep

      È sempre un po’ difficile da valutare, dipende da quanto ti incarti sugli enigmi. Io l’ho finito in un paio di sessioni di gioco “spesse”, anche se mi sono perso per strada qualche carta collezionabile. Però lo stavo anche giocando con in testa l’idea di finirlo, per fare la recensione.

  • Mdk7

    Beh ma quindi?
    Sulle 7-8 ore?
    A naso…

    • http://giopep.blogspot.com/ giopep

      Mmm… sì, ci può stare, ma ripeto, anche decisamente meno. Dipende proprio da quanto vai spedito sui puzzle.

  • Shin X

    Occhio a non sbagliare il nome.

    • Mdk7

      AHAHAHAH

  • http://www.larecherche.it/autore.asp?Utente=brick Gidus

    Preso. Adesso lo lascio a fermantare in attesa di periodo di calma :P

  • http://www.giocagiue.it PikkioMania

    AHah che titolo burlesque! bella rece e gioco proprio di quella pucciosità commovente (ma pure gameplay optimo).

  • http://www.larecherche.it/autore.asp?Utente=brick Gidus

    Ma. Quanto. E’. Bello. O_______O

Preordinali su Amazon.it
Comprali su Amazon.it