#XboxReveal - Facevo meglio ad andare al cinema

“Stasera ci saranno più dirette (video) che annunci”. Un profetico Maderna aveva twittato questo scoop, dall'alto della sua veggenza, circa tre ore prima che cominciasse l'evento #XboxReveal, che ha svelato al mondo la nuova console targata Microsoft. Ed è evidente che l'uomo conosciuto come giopep (con la minuscola, che si offende) sia ormai comandato da una forza superiore, una trascendentale e trasversale sapienza dei meccanismi che muovono l'industria, perché noncurante dell'evento che ha calamitato me e altri milioni (centinaia di milioni? Miliardi? Ingegner Cane, dove sei?) di sprovveduti davanti al monitor a seguire la suddetta presentazione, lui ha preso ed è andato al cinema, bel bello. E io lo invidio. Lo invidio molto. Ora, a parte gli scherzi (?): sarà che da ligure (o, più probabilmente, da brutta persona) convivo costantemente con un pessimismo e fastidio al limite del cronico per qualunque cosa che non siano le mie passioni, ma io ogni volta che mi annunciano qualcosa relativo ai videogiochi sto un po' in trepidazione. Non sono ai livelli di Ualone, ci mancherebbe, però non rimango certamente indifferente. Se posso seguire in diretta un evento, anche memore dei momenti in cui, da bambino, venivo a scoprire che c'era la novità solo dopo che era uscita nei negozi, lo faccio molto più che volentieri. Se posso dire la mia, in questa magnifica (?) era di interazioni sociali super amplificate in cui anche il sultano del Brunei, potenzialmente, può sapere cosa penso all'istante della pasta al pesto di mia mamma, lo dico. E queste mille e mille potenzialità non fanno che aumentare la mia gioia nel sapere che in quel dato giorno, in quel dato minuto, ci sarà un evento bomba, da seguire con avidità, come quello dell'annuncio di una console che, almeno sulla carta, è destinata ad accompagnare momenti felici della mia vita per i prossimi (come minimo) cinque anni. Sono brutto dentro, sì, ma la passione mi guida nel fare le cose, e, oh, non voglio dire che altri l'abbiano persa perché sarebbe una bestemmia, davvero (oh, guardate che la roba la legge prima di pubblicarla, eh!), ma io non riesco ad andare al cinema.

Poi, è chiaro, ci sta anche non avere aspettative altissime: l'Xbox Reveal è pur sempre un evento che arriva a diciannove giorni dall'E3, una fiera che, ancora adesso, nonostante i dubbi che ho già avuto modo di esprimere sul futuro, è ancora l'evento videoludico per antonomasia. C'è comunque la curiosità di voler vedere la risposta di Microsoft a Sony e al suo See The Future, una roba che aveva deluso pesantemente sotto praticamente tutti i punti di vista. No, non si può fare peggio. Non con tre mesi di preparazione in cui pensare ogni minimo dettaglio. E, per giunta, non se sei americano (e ti vanti di esserlo, come tutti gli americani), e come tale possiedi quell'innata capacità di rendere uno show qualunque cosa ti capiti sotto mano. Insomma, non ci saranno state aspettative delle più eclatanti, ma c'era quasi un senso di consapevolezza che no, davvero, ci vuole dell'impegno per fare peggio.

E, signori miei, gli sforzi di Microsoft sono stati ampiamente ripagati: quaranta minuti di chiacchiere su un'evoluzione al limite del senziente di un videoregistratore degli anni '90, cinque tiratissimi minuti di Forza Motorsport 5, Quantum Break (siete arrivati fino a qui, resistete ancora un attimo) e amenità assortite e quindici minuti (non ho cronometrato, ma sul momento sembrava quasi un'oretta) di Call of Duty Ghosts.

Intendiamoci, mentirei se dicessi che la conferenza non è partita bene, nel modo che speravamo tutti. La console, almeno esteriormente, è stata svelata integralmente in tutta la sua “costituzione”: pad, nuovo sensore Kinect – verrà incluso nella confezione - e la macchina in sé, chiamata Xbox One (3762 caratteri solo per arrivare al nome... logorrea ne volete?). Sono lontani i giorni in cui si sceglieva “360” perché “Xbox 2” sembrava un passo indietro a “PlayStation 3”, ed è altrettanto evidente che chi sceglie i nomi in Microsoft non cerca le immagini della console da piazzare nei post su Google Immagini (provate a cercare Xbox One e preparatevi al tripudio di paddoni fat che avevate provato a dimenticare con tanta fatica), ma è altrettanto evidente che la nuova creazione di Redmond punti ad altro. Xbox One, perché è uno strumento unico, in grado di monopolizzare il salotto e, di conseguenza, le vostre attività. Un media center all in one (appunto) che vi permetterà di guardare trasmissioni TV, di riprodurre film in streaming o in Blu Ray, di navigare in Internet, di chiamare i vostri amici su Skype e di fare chissà cos'altro, tutto contemporaneamente, con la possibilità di cambiare in un istante da una cosa all'altra, senza neanche l'ausilio del telecomando o del joypad. Tutto si fa parlando con il Kinect o, al limite, se proprio avete bisogno di interagire, con dei semplici gesti delle mani.

Pizzul direbbe “tutto molto bello”. Già. Peccato che, come anche voi avrete intuito, in tutto questo tripudio di cose da fare davanti al televisore, manchi la più fondamentale da fare con una console: videogiocare. E non so se la cosa sia abbastanza brutta di per sé, o se è peggio che l'argomento lo tiri fuori EA Sports. Ventisette minuti dopo l'inizio dello show, infatti, il primo tiepido approccio alla questione viene fatto da Andrew Wilson di EA, che tira fuori dal cilindro le quattro sorprese di Pulcinella della serata: Fifa, Madden, NBA Live e UFC, tutti e quattro nella loro iterazione 2014, tutti e quattro mossi dal nuovo, apparentemente strabiliante motore fisico EA Ignite, di cui è difficile apprezzare le capacità con un video ultra compresso che deve soddisfare l'enorme numero N di spettatori in giro per il mondo di Internet. E tutti e quattro con contenuti esclusivi per Xbox One, perché mica ci siamo dimenticati dei giocatori, no no.

Infatti, per voi giocatori, voi che amate l'interazione con i vostri eroi, e che non vedete l'ora di condividere con i vostri amici le gioie di partite multiplayer con una delle vostre saghe preferite, beh, eccovi Halo. No, un momento, che avete capito... la serie TV di Halo! Prodotta da Steven Spielberg! Lo stesso affidabile soggettone che ha prodotto e approvato quella spazzatura immonda di Terra Nova (lo so, ha prodotto anche tanta roba di livello, ma si ricorda più facilmente il fallimento recente che i successi del passato e in più c'ho la vena chiusa, statemi dietro). Insomma, roba che farà la gioia di voi videogiocatori che volete videogiocare, garantito al limone. Del resto, se siete ancora qui dopo ventisei minuti di dimostrazione di cosa può fare Xbox One a parte i videogiochi, siete sicuramente interessati.

OK, calma. A trentasette minuti dall'inizio della conferenza, scorrono veloci le immagini del nuovo Forza Motorsport 5. La conferenza è solo di un'ora, ci hanno avvisato, ma se partono da Forza possono recuperare. Belle immagini, nonostante la compressione da video streaming di cui sopra. Sicuramente interessante, addirittura è previsto per il lancio della console. OK, dai, è in discesa. Sale in cattedra Remedy, la gente che si è fatta volere bene per Alan Wake. Momenti di gioioso panico nell'Internet, sento la gente urlare “Alan Wake 2!” attraverso i pixel del monitor, la connessione della conferenza addirittura vacilla, quasi a voler simulare il tremito nella forza. E invece arriva Quantum Break, nuova IP che, almeno dal trailer, prevede delle parti recitate da attori veri.

http://youtu.be/_64IZNgxPKs

Tanto per non voler distanziarsi troppo dall'idea che con l'Xbox ci puoi anche non-videogiocare, ma anche un po' con quella volontà cerchiobottista di cavalcare l'onda del successo delle interactive novel (è il termine più congeniale che mi sovviene) à la The Walking Dead di Telltale, o almeno di dare quell'idea lì adesso, che c'è ancora tempo per cambiare le carte in tavola, ché tanto è solo un trailer e le cose fanno presto a mutare. E poi, si è detto, Call of Duty Ghosts, esclusiva temporanea per Xbox One, la cui feature più interessante è quella di aver scosso tempo zero il solito, guascone sciame dell'Internet, con l'account Twitter @CollarDuty e tutto uno sciame di amenità assortite (occhio, il link rimanda a Kotaku, so che alcuni di voi non gradiscono la lebbra). Cala il sipario, e finisce che in un'ora di conferenza, tre quarti sono andati via a parlare di tutto, meno che di videogiochi.

Se non fosse già di per sé una cosa triste, c'è da sottolineare che al di fuori di quest'ora sono venuti fuori i dettagli più “scabrosi” riguardo Xbox One, di cui sicuramente sarebbe stato più che interessante parlare durante la conferenza e che, invece, chissà perché, sono stati completamente ignorati. Il primo, quello che forse premeva di più all'utenza, è che Xbox One avrà un sistema di DRM. Come riporta Wired, tutti i giochi per Xbox One possono essere installati sul disco rigido da 500 GB della console, e saranno legati in maniera univoca a un solo account di Xbox Live, chiedendo una somma di denaro non meglio quantificata per essere “sbloccati” su un'altra console. Insomma, l'usato è parzialmente bloccato, i DRM ci sono e l'always on – o, quantomeno, un online check iniziale - sembra fare capolino tra gli spazi oscuri della scritta “installazione del gioco su hard disk”. Altro elemento in grado di far storcere il naso, direttamente dalle pagine di IGN UK, riguarda il fatto che Xbox One richiederà il collegamento a Kinect per poter funzionare. Ora, non conoscendo le capacità del nuovo sensore, le cose sono due: o a Redmond hanno studiato qualcosa di nettamente migliore rispetto al predecessore, oppure, per utilizzare Xbox One dovremo andare ad abitare tutti in loft open space. Infine, mancherà completamente la retrocompatibilità. Per alcuni è un problema insormontabile, per altri è un'amenità, ma in generale è comunque una limitazione.

Da videogiocatore, ma ancor prima da appassionato, questa cosa mi ha dato molto fastidio. Questo voler sviare l'attenzione dalle vere questioni che interessano l'utenza, al di là del fatto che sia DRM che Kinect siano cose di cui vorremmo fare volentieri tutti a meno, dimostrano un voler prendere le distanze, in qualche misura, dal mercato del videogioco e dai videogiocatori. OK, OK, forse mettendola giù così si capisce che mi sono sentito maledettamente fuori target per tre quarti dell'evento, ma non ci posso fare niente: non dici che vuoi annunciare una console per videogiochi e parli di altro. E tantomeno dici che vuoi parlare del futuro del videogioco e ometti del tutto due cose che al videogiocatore preme sapere. È proprio sbagliato.

Per di più, Microsoft è ben cosciente che è a diciannove giorni di distanza dall'E3, l'evento mondano, quello seguito dalla stampa generalista e che si svolge negli Stati Uniti, e realizza uno show in streaming mondiale per annunciare la propria console con feature che interessano prevalentemente la stampa generalista e il pubblico americano, buttando minuti e minuti parlando di fantabasket, di servizi come Netflix che non vedremmo mai tanto in Italia quanto nel resto d'Europa, di come il football americano sia la cosa migliore dopo il pane con le olive... santo cielo, lo so che è difficile realizzarlo, ma siete una multinazionale! Non vendete il vostro prodotto solo in America! Uscite dal vostro verde orticello e guardate quanto marrone c'è nel mondo, prima di voler spendere quaranta minuti del mio tempo in cose che non usciranno dai confini della vostra terra di latte e miele! Non sarebbe stato meglio tenersi tutto questo contorno per lo show in cui queste amenità da non giocatori fanno bella figura, piuttosto che annoiare il resto del mondo per quaranta, preziosissimi minuti?

Microsoft ha avuto tre mesi per pianificare ogni mossa, per proporre una console nel migliore dei modi, puntando tutto su quello che ha reso vincente il modello 360, prendendosi un vantaggio su una presentazione Sony scialba e senza il minimo mordente. Invece ha preferito buttare tutto all'ortiche, piazzando il di per sé galvanizzante annuncio di quindici giochi in esclusiva nell'anno di lancio della console, di cui otto nuove IP, in mezzo a un'ora di nulla cosmico, beandosi di un'offerta che verrà irrimediabilmente mozzata al di fuori della terra natia, e che è addirittura stata capace di far rivalutare ai più assennati l'offerta social di PlayStation 4, che è sì altrettanto scialba e poco "hardcore", ma almeno è ugualmente fruibile tanto in America quanto in Sud Africa. Non per niente, la reazione dei mercati azionari all'Xbox Reveal è stata inequivocabile: crollo delle azioni di Microsoft, chiusura in netto rialzo per quelle Sony.

In sostanza, c'è un'ultima conclusione che posso trarre da questo mirabolante e vuoto evento Microsoft: facevo meglio ad andare al cinema.

Videopep #53 – Finalmente Xbox One

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