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Waveform surfa su onde sinusoidali

Un'onda che si propaga nello spazio profondo, tra un pianeta e una tempesta di asteroidi, al suono delle soffici note dei sintetizzatori in stile fantascienza anni '70. È questa la semplice premessa di Waveform, una piccola ma saporita esperienza ludica confezionata da Eden Industries. Questi baldi giovani, prima del boom di Schafer, avevano cercato di raggranellare i fondi necessari al progetto su Kickstarter, senza però raggiungere il loro traguardo. Ora, in barba all'avverso destino, la loro idea approda su Steam, sperando di conquistare il pubblico PCista con il suo intrigante gameplay minimale. La base di Waveform è un sistema di controllo essenziale, interamente affidato al mouse, che prevede l'aumento e la riduzione dell'ampiezza (asse Y) e della frequenza (asse X) dell'onda in questione. L'unico obiettivo è quello di cavalcare la propria sinusoide nello spazio, evitando che il cursore si scontri con gli ostacoli e raccogliendo il maggior numero possibile di sfere colorate. È una struttura che ricorda i giochi della serie Bit.Trip, ma con un po' di cattiveria nipponica in meno. Arrivare alla fine dei livelli, infatti, è un'impresa a prova di niubbo, anche grazie a una curva di difficoltà così dolce da sembrare quasi troppo lenta.

Arrivare al traguardo di ogni sfida, però, è solo il 20% del succo di Waveform, che invece incoraggia i giocatori a inseguire la partita perfetta, la run senza errori, quel 100% da completisti compulsivi. Tornare sui propri passi per migliorare i risultati ottenuti, del resto, è l'unico modo per sbloccare i pianeti più avanzati, legati al numero di stelle raccolte. È un muro di difficoltà che si erige solo dopo qualche ora di gioco, ma che inizia improvvisamente a richiedere precisione, coordinazione, e tanta abilità nel leggere il level design (che altro non è che la disposizione delle sfere e degli ostacoli). È molto interessante, però, come il sistema di achievement venga in aiuto dei meno abili, conferendo dei bonus in stelle ogni volta che si completa una delle imprese richieste. È come se la mano invisibile di un saggio game designer desse una spintarella a chi è rimasto indietro, permettendogli di godersi il suo gioco dall'inizio alla fine.

Waveform

La vera delizia di Waveform è data dalla continua sperimentazione fatta sulle semplicissime regole di base, che di pianeta in pianeta si vanno a complicare con dei piccoli ma significativi elementi di design. Vengono introdotti un sistema di combo in base ai colori, un moltiplicatore per le sequenze cromatiche e persino un disturbo che deforma l'onda.

Potrei dilungarmi oltre, anche perché quel che ho appena scritto succede sì e no nella prima ora di gioco, ma mi macchierei dell'orrendo reato di spoiler aggravato premeditato. Scoprire la fantasia e l'ingegno di queste sagaci variazioni è il più grande divertimento di Waveform, nonché la forza che vi spingerà dall'introduzione ai titoli di coda. È come se gli sviluppatori avessero sperimentato ogni combinazione possibile, eseguendo degli esercizi di stile videoludico. Questa varietà incanterà tutti i videogiocatori che si rispettino, senza eccezione alcuna: chiunque ami il mondo dei pixel riconoscerà l'eleganza del design e non potrà fare a meno di percepire la passione con cui Waveform è stato creato.

Waveform

Quel che dipende da criteri altamente soggettivi, invece, è il rapporto con il sistema di controllo che, pur essendo calibrato alla perfezione, non incontrerà i gusti di tutti. Io, per esempio, l'ho percepito come bello, ma faticoso, e non sono riuscito a cimentarmi in sessioni più lunghe di un'ora. Momenti piacevoli, per carità, ma che non mi hanno incollato al monitor a spese delle mie ore di sonno. Altri, invece, dopo aver sfiorato il mouse hanno monopolizzato la mia postazione, rimanendo ipnotizzati dal cocktail di grafica astratta, musica e gameplay minimale. Alla domanda “Ma non è un po' faticoso?”, mi hanno risposto che al contrario l'esperienza era comoda e rilassata, e che se la sarebbero goduta riccamente dopo una giornata di lavoro.

Questione di gusti? Questione di controlli? Questione di principio? E chissenefrega! Viviamo in tempi meravigliosi, nel quale questo atroce dilemma può essere risolto con un rapido giretto sulla demo, disponibile su Steam. Se i primi minuti vi incantano, sappiate che vi aspettano più di cento livelli, capaci di sperimentare senza mai stufare con le regole che avete appena appreso. Se invece non vi entusiasmano, pur apprezzando il fine lavoro di design, vi troverete sempre alle prese con la stessa premessa che non è riuscita a conquistarvi. Detto questo, è bello che Waveform esista: persino in un mondo originale come quello degli sviluppatori indipendenti, vedere idee così uniche e particolari è rinfrescante.

VOTO: 8

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