Warlords of Draenor: è nel passato il futuro di World of Warcraft

Viaggi nel tempo, futuri alternativi, mondi paralleli… sarà questo il futuro di World of Warcraft? Chiunque abbia fatto la lunga quest leggendaria del Principe Wrathion, ultimo discendente di Deathwing, si attendeva la ricomparsa della Legione Infuocata, mostrata chiaramente durante una delle sue visioni sul “futuro” di Azeroth, così, mentre ormai scommettevo su una nuova espansione basata sul revamp delle Outland, l’annuncio durante lo scorso Blizzcon di un ritorno al passato di Warcraft mi ha colta un po’ di sorpresa.  Warlords of Draenor, come si evince già dal titolo, porterà infatti i giocatori su Draenor, terra natale degli Orchi e ultimo rifugio dei Dranei, prima però che la distruzione lo trasformi in ciò che noi oggi conosciamo come Outland.

https://www.youtube.com/watch?v=UI3kGmngTi8

L’elemento scatenante degli eventi che caratterizzeranno la quinta espansione di World of Warcraft sarà nuovamente Garrosh Hellscream, ormai ex Leader dell’Orda. Con l’ultima patch di Mists of Pandaria abbiamo infatti assistito alla sua definitiva sconfitta a Siege of Orgrimmar, per mano delle forze congiunte di Allenza e dell’Orda ribellatasi al suo Warchief, guidata da Voljin. Condotto poi in prigionia, scopriremo nella patch che farà da ponte fra Mists of Pandaria e Warlords of Draenor, che l’odiato Garrosh riuscirà invece ad evadere e grazie a Kairos, quel misterioso Bronze Dragon che nelle ultime fasi della quest leggendaria di Wrathion, a Timeless isle, ci ha chiesto di aiutarlo a costruire un artefatto in grado di scrutare le varie linee temporali, riuscirà a tornare indietro nel tempo fino a Draenor con l’intento di creare la sua Orda perfetta. Lo scopo di Garrosh, infatti, è impedire agli Orchi di bere il sangue demoniaco di Mannoroth, scongiurandone così la corruzione, ed evitare l’alleanza con le altre forze dell’Orda, dando però così origine ad una realtà alternativa. Utilizzando poi la tecnologia del presente, Garrosh costituirà l’Iron Horde, con l’intento di edificare un nuovo Dark Portal, allineato però con l’attuale timeline, per guidare l’Orda di Ferro attraverso di esso e perpetrare la sua vendetta sulle genti di Azeroth.

I viaggi nel tempo sono un tema che ha sempre caratterizzato l’universo del MMORPG di Blizzard, tant’è che ne avevo parlato proprio con Tom Chilton in occasione del lancio di Mists of Pandaria, il quale ci rivelò che sarebbe stato ancora possibile viaggiare nel tempo e il come lo avremmo scoperto a tempo debito. Ovviamente non potevo immaginare che in realtà si riferisse alla nuova espansione e, con il fatto che i grandi draghi avevano perso i loro poteri alla fine di Cataclysm, era lecito chiedersi che ne sarebbe stato di questo espediente narrativo, perfetto per raccontare la complessa trama dell’universo di Warcraft. Infatti, l’utilizzo dei viaggi a ritroso nel tempo per ripercorrere tappe fondamentali della storia di Warcraft lo avevamo visto già con Cavern of Time, dungeon che permettevano di rivivere singoli eventi topici della saga. Lì, però, si trattava di  preservare il passato onde evitare che si modificasse il futuro. Ebbene, questo genere di filosofia sui viaggi nel tempo non è più di moda… qui si torna al passato creando linee temporali alternative, che dovrebbero intersecarsi con l’attuale senza però modificare né il passato né il presente. Tutto chiaro? In questi casi, per evitare inutili perdite di tempo a ragionare sui viaggi nel tempo, mi piace citare Bruce Willis in Looper: "Non voglio parlare di quella merda dei viaggi nel tempo. Perché se iniziamo, rimaniamo qui tutto il giorno a parlare, facendo diagrammi con le cannucce."

Sono stati scomodati i migliori esperti per spiegare agli utenti la dinamica dei viaggi nel tempo per la prossima espansione di World of Warcraft

L’argomento ovviamente ha riempito di discussioni i forum e scatenato i fan della saga di Warcraft, ma io preferisco seguire il consiglio di Bruce Willis, tant’è che anche gli sviluppatori han già messo le mani avanti, precisando che è inutile preoccuparsi di queste cose: la prossima, non sarà un’espansione basata sui paradossi temporali, sarà soprattutto l’espansione che permetterà di visitare il pianeta originario di Orchi e Dranei, incontrare figure leggendarie del passato e rivisitare momenti cruciali della storia di Warcraft. Per altro, Garrosh non sarà protagonista, ma solo il mezzo che ci introdurrà nel nuovo mondo, del quale ancora non è stato rivelata l’identità del vero “boss finale”, ammesso sia uno solo a celarsi dietro a quel “Pantheon of most vicious villains ever in Warcraft” declamato da Chris Metzen, sul palco del Blizzcon, preannunciandoci così che ci toccherà affrontare tutti i “Bad ass Orcs Leader” della storia di Warcraft.

Quello che invece di sicuro già sappiamo, perché ce lo hanno mostrato durante il Blizzcon, è che Draneor sarà caratterizzato da un ambientazione in parte familiare e in parte inedita. Del resto non potrebbe essere altrimenti, visto che Outland altro non è che il rimasuglio errante nel cosmo di quel che è avanzato di Draenor dopo l’apertura del Dark Portal per mano di Ner’zhul. Draenor sarà quindi un mondo primordiale, oscuro e demoniaco, composto da sette regioni e una zona per il World PvP, cui poi si aggiungeranno nuove aree, così come già abbiamo visto in Pandaria.

https://www.youtube.com/watch?v=_r3Itfqrfg0

Questa espansione, a differenza delle ultime due che elevavano il cap massimo di cinque livelli, porterà il livello dei giocatori da 90 fino a 100, un ragguardevole traguardo e una necessità dettata anche della ricchezza di ambientazioni e trama. Il sistema di quest, per quanto promesso durante il Blizzcon, sarà caratterizzato da eventi dinamici, contenuti più facoltativi e meno da hub quest da sbloccare, con un minor ricorso al grind. Dovrebbero inoltre quasi del tutto sparire le poco amate quest giornaliere, che hanno invece segnato (non in positivo) Mists of Pandaria, sostituite da qualcosa di più simile a quanto abbiamo visto con “Lo sbarco” nella patch 5.1. In Warlords of Draenor non troveremo nuove razze o classi: per compensare questa mancanza avremo due nuove feature: il revamp delle classiche razze e un personaggio disponibile già di livello 90. Ormai la differenza fra i modelli delle razze di WoW “vanilla” e quelle introdotte dalle ultime due espansioni era più che evidente, con questo revamp la differenza verrà annullata e ciò riguarderà anche gli NPC.

https://www.youtube.com/watch?v=OMzeih7_7Hc

In Warlords of Draenor, Blizzard finalmente terrà fede ad una promessa fatta ai giocatori anni fa: le razze classiche (Dranei e Bloodelf compresi) verranno infatti dotate di nuovi modelli con maggiori dettagli (ad esempio gli gnomi passeranno dagli attuali 956 a 5,408 poligoni circa), nuove animazioni più realistiche, senza però perdere lo stile che le ha sempre contraddistinte. Il rischio di scontentare i fan è elevato, per questo è probabile che venga inserita la possibilità di mantenere anche l’aspetto classico, opzione che Blizzard sta valutando proprio in questo periodo. Ci informa comunque attraverso Twitter Chris G. Robinson (Senior Art Director) che nelle prossime settimane verranno mostrati tutti i nuovi modelli  e  sono allo studio anche nuove feature per personalizzare l’aspetto dei propri personaggi. Verrà inoltre data ai giocatori la possibilità di avere un personaggio di livello 90 già pronto per avventurarsi su Draenor, basterà infatti un click per rendere un nuovo personaggio, o uno creato in passato, pronto ad affrontare la nuova espansione. Un’idea pensata soprattutto per coloro che riprendono a giocare dopo un lungo periodo di assenza ma che offre anche l’occasione per provare una nuova classe, senza per forza doversi sorbire 90 livelli di progressione mentre i propri amici sono invece già impegnati con la nuova espansione.

Warlords of Draenor si profila come un’espansione estremamente ricca di novità, fra le quali spicca quella che chiamerei “la risposta di Blizzard all’Housing System”: il Garrison. Lungamente richiesta dai giocatori, i quali, invece di avere una casetta da arredare, si ritroveranno con una guarnigione da costruire e gestire. Il team di sviluppo ha infatti pensato che il Garrison fosse più adatto allo spirito di World of Warcraft e si integrasse meglio con l’espansione, rispetto ad un sistema più classico di Housing. Così, come già accade per la fattoria di Mysts of Pandaria, avremo uno spazio personale (in phasing) dove poter costruire la nostra guarnigione, composta da diverse strutture come stalle, fattoria, armeria, locanda e altro ancora, da popolare con vari seguaci (NPC) che faranno il lavoro sporco al posto nostro. Potremo infatti assegnar loro missioni, come raccogliere risorse o realizzare componenti, da portare a termine anche se saremo offline e che ci aiuteranno anche con le professioni che non possediamo. Un po’ come accade con i “companion” in Star Wars Old Republic. I seguaci andranno reclutati e, in base alle loro caratteristiche, utilizzati per le diverse missioni che man mano si sbloccheranno in solo o co-op. Il sistema, per come è stato mostrato durante il Blizzcon, dovrebbe essere molto più strutturato rispetto ad un comune Housing System, inserendo elementi da gestionale che ci riportano ai tempi di Warcraft.

Artwork che mostra uno spaccato di Draenor

Nell'intento poi di rendere l’esperienza di gioco più “social” e fluida, Blizzard ha annunciato tutta una serie di nuove funzioni, che renderanno la vita dei giocatori più semplice. Per esempio, il nuovo Group Finder, introdotto nell'espansione con la patch 6.0, permetterà ai giocatori di creare un party per qualsiasi contenuto di qualsiasi livello, che siano raid, dungeon, pvp, quest o giocare a nascondino in città. Non mancheranno poi nuovi dungeon: al lancio ne sono infatti previsti sei per cinque giocatori, oltre al revamp del classico Blackrock Spire, a cui si aggiungeranno nuovi Scenari anche in difficoltà Eroica e Raid Dungeon inediti, per i quali è in arrivo un nuovo assetto per quel che concerne scaling di difficoltà e numero di partecipanti.

La tecnologia del “flexible”, che permette di adattare difficoltà e loot in base al numero di giocatori, verrà adattata a tutte le forme di raid (Looking for Raid compreso), che potranno così essere composti da un numero variabile di giocatori, compreso fra un minimo di dieci e un massimo di venticinque. Mentre per le difficoltà, l’attuale “Flex” diventerà “Normale”, il “Normale” diventerà “Eroico” e l’attuale “Eroico” diventerà “Mythic”, che però richiederà un gruppo di venti giocatori. Semplificazione in arrivo anche per equipaggiamenti, infatti statistiche come Hit, Expertise, Dodge, Parry nonché il Reforging spariranno, mentre le statistiche primarie sugli equip cambieranno in base alla propria specializzazione. Non avremo così più un set da Sciamano Dps e uno da Curatore, ma solo un set da Sciamano, cosa che gioverà alla gestione degli spazi, problema che, alla quinta espansione, inizia a farsi pesantemente sentire e per il quale sono in arrivo nuove soluzioni.

Innanzitutto i quest item non saranno più collocati nell’inventario e, invece di optare per una mera aggiunta di più slot alle borse, sono allo studio sistemi per conservare oggetti ed equipaggiamenti sfruttando l’uso di interfacce specifiche come quella già annunciata per “giocattoli” ed equipaggiamenti Heirloom, mentre è allo studio un “guardaroba” per riporre equipaggiamenti specifici, che dovrebbe rendere anche più facile la Trasmoglificazione. Non tutte queste feauture saranno però già disponibili al lancio, anche perché di carne al fuoco ce n’è parecchia e, fra quello che è stato mostrato a novembre dal Blizzcon e i continui aggiornamenti che arrivano dal Team di sviluppo, sembra che per WoW sia in arrivo un congruo aggiornamento sia sul fronte del gameplay che dell’interfaccia. Bisogna però vedere quante di queste promesse verranno mantenute e soprattutto quanto tempo richiederanno. Mists of Pandaria è stato pubblicato a settembre del 2012, mentre l’ultima patch, la 5.4, risale a settembre 2013, con l’annuncio di questi giorni dell’inserimento di una nuova Stagione PvP, della durata di una ventina di settimane circa: in pratica, i giocatori di WoW resteranno in questo limbo fra le due espansioni almeno fino a giugno 2014 e bisognerà vedere quanto questo peserà sulle sottoscrizioni. Per altro, i giocatori, fra Hearthstone e Diablo III: Reaper of Souls avranno di che distrarsi.

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