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Virtua Tennis 4 e la pseudo arte del touch

Virtua Tennis 4 e la pseudo arte del touch

Se i titoli sportivi al lancio di PS Vita hanno lasciato un po' a desiderare come quantità e fattore novità (lo stesso FIFA Football è in pratica un FIFA 11 rivisto in chiave handheld-touch), gli appassionati possono comunque contare su quattro racing-game dal discreto blasone e su Virtua Tennis 4 - Edizione Tour Mondiale. Anche in questo caso nulla di nuovo sotto il sole viste le tantissime somiglianze con il Virtua Tennis 4 per console HD, ma Sega non si è accontentata di un semplice porting e ha aggiunto alcune novità studiate e pensate appositamente per PS Vita. Se infatti le modalità principali rimangono le stesse (Arcade, Esibizione, Tour Mondiale, Allenamento, Mini Giochi), l'introduzione dei controlli touch non passa inosservata, rivelandosi però meno riuscita di quanto pensassimo.

Già non è semplicissimo muoversi e colpire al momento giusto affidandosi allo stick analogico e ai pulsanti d'azione (soprattutto a livello Difficile), ma farlo toccando il punto del campo dove vogliamo spostarci è ancor più complicato e impreciso, mentre la pressione sul display per eseguire i colpi perdona un po' di più e risulta meno "affaticante". Non dubitiamo che chi è abituato a smartphone e tablet si butterà subito immediatamente su questo nuovo sistema a tocco, ma anche dopo un'oretta di touch siamo tornati più che volentieri ai cari e vecchi controlli fisici pur apprezzando lo sforzo di Sega nello sfruttare le prerogative della console. Le novità però non finiscono qui. L'accelerometro di PS Vita può essere usato per muovere un galeone nella modalità Acque Agitate (vecchia conoscenza della serie), ma anche per guardarci attorno in Partita VR, una modalità con visuale in prima persona che ha però tutta l'aria di una tech-demo poco adatta al gioco su lunga distanza.

L'ultima concessione al touch consiste in una modalità con vista dall'alto (ah i bei tempi di Tie-Break), che permette tra l'altro di giocare sulla stessa console con uno sfidante al proprio fianco. Sfruttando poi la fotocamera, si può letteralmente appiccicare il proprio volto su quello del tennista scelto nella classica modalità carriera (World Tour), che ci è parsa però un po' confusa e dispersiva nel corso degli spostamenti tra tornei, allenamenti, sezioni di riposo e incontri con i fan. Le novità insomma ci sono, ma a ben vedere si tratta di aggiunte poco significative sulla lunga distanza e secondarie (per divertimento e longevità) rispetto al gioco vero e proprio.

Il gameplay messo in piedi da Sega è sempre più arcade che simulativo. ma ciò non fa assolutamente rima con semplicistico. Per eseguire punti vincenti e per opporre una valida difesa bisogna muoversi molto velocemente, caricare il colpo e trovarsi alla giusta distanza dalla palla. In caso contrario aspettatevi dritti e rovesci da giocatori di club e soprattutto accelerazioni letali dall'altra parte del campo; insomma un po' di pratica ci vuole, ma anche dopo parecchie ore si fa fatica a chiudere una volée o a sorprendere l'avversario con una palla corta. Per fortuna non ritroviamo più i tuffi e i recuperi impossibili dei predecessori e già a livello normale scontrarsi con i più forti al mondo può dare qualche grattacapo. Più che altro abbiamo notato poche differenze nel rimbalzo e nella velocità di palla sulle diverse superfici, ma anche nell'efficacia dei singoli colpi a seconda del giocatore scelto; con Pat Rafter ad esempio l'abilità sottorete ci è parsa del tutto identica a quella di Nadal (non certo un mago del gioco al volo) e questo, soprattutto per gli appassionati, non è il massimo.

Il realismo insomma non è molto di casa sui campi di Virtua Tennis 4, ma le cose migliorano sensibilmente con gli ultimi due livelli di difficoltà, dove la capacità dell'avversario di prenderci in contropiede e buttarci fuori dal campo con servizi in top a uscire dimostra una buona conoscenza delle dinamiche tennistiche. La cosa bella di una simile impostazione sta però in una curva di apprendimento per nulla impegnativa; d'altronde non esistono strambe combinazioni di tasti o colpi astrusi da fare (anche il supershot avviene in modo automatico una volta riempita l'apposita barra), a tutto beneficio dell'immediatezza e del divertimento istantaneo. A ciò bisogna poi aggiungere il gioco online (il net code ci è parso per ora molto stabile) e un comparto grafico strepitoso. Anche grazie al display OLED e alla risoluzione della console il dettaglio dei giocatori (volti, espressioni, abbigliamento) è elevatissimo e non ha davvero nulla da invidiare a quanto visto pochi mesi fa su PlayStation 3 (di aliasing non c'è quasi ombra).

Peccato solo per le poche inquadrature disponibili, per la brevità dei replay e per un'attenzione ai dettagli non sempre impeccabile (soprattutto con i giocatori di seconda fascia), ma tra un motion capture estremamente realistico e caricamenti brevissimi ci si accorge chiaramente delle potenzialità hardware di PS Vita. Appunto finale per il roster dei giocatori, limitato a poco più di venti nomi; si poteva fare meglio (le stelle della WTA lasciano parecchio a desiderare), ma qualcosa ci dice che il sogno di scegliere tra una cinquantina di tennisti (e tenniste) presenti e passati rimarrà tale ancora per molto. Dopotutto senza i budget faraonici e le licenze ufficiali di un colosso come EA Sports non si possono pretendere miracoli.

I nuovi inserti touch non riescono a mutare più di tanto l'approccio di Sega a questo esordio tennistico su PS Vita, rivelandosi anzi piuttosto imprecisi e meno affidabili rispetto ai controlli classici. A ciò bisogna sommare una modalità Carriera ricca di opzioni ma un po' confusa e un roster di giocatori piuttosto limitato, soprattutto sul versante femminile. Eppure Virtua Tennis 4 - Edizione Tour Mondiale sa divertire fin da subito, non esagera con colpi e "mosse" impossibili e offre un comparto grafico di primissimo livello.

Voto: 7,5

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