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VGB - Vecchi Giochi Brutti #2

"I giochi del passato sono tutti capolavori giusto? Sbagliato, e in questa rubrica andiamo proprio a ripescare i bidoni d'annata, le peggiori vaccate, le operazioni commerciali che speravamo di aver rimosso dalla memoria. Invece eccole qua, analizzate una ad una con rinnovato sadismo e una punta di ironia" Episodio II – Le periferiche impossibili

I controller dedicati (ma dedicati a chi?) fanno parte della storia dei videogiochi e in particolare di quella legata al mondo console, sin dagli anni '80 e forse ancora prima. Tutto partì ovviamente dalle sale giochi, dove i cabinati vantavano diverse tipologie di accrocchi specifici quasi ad ogni nuova uscita: pistole ottiche per gli shooter, volanti per i giochi di guida, mazze da baseball per i picchiaduro... no, forse sto esagerando.

In ogni caso, se qualcuno si lamenta delle troppe periferiche “casual” esistenti oggigiorno e del loro prezzo, non ha mai fatto i conti con vaccate primordiali del genere R.O.B. - il robot distribuito insieme alla versione deluxe del Nintendo Entertainment System. Da ultranerd d'annata, il sottoscritto non ha potuto farne a meno negli anni della sua infanzia, salvo gettare l'inutile oggetto nella spazzatura o verso un'altra destinazione simile. Ma cosa avrebbe dovuto fare R.O.B.? In pratica, sostituire un secondo giocatore nel multiplayer sulla stessa TV, attraverso l'uso di dischi-trottola comandati in parte dall'utente. Più difficile da spiegare a parole che vedere in azione, soprattutto perché nel secondo caso si ride di gusto.

http://youtu.be/YwNE5yf_vXE

Ma il flop assoluto di R.O.B. è solo una delle pagine tristi nella lunga storia delle periferiche dedicate che, sporadicamente, hanno anche offerto soggetti di un certo valore. L'accoppiata Zapper/Duck Hunt, infatti, funzionava a meraviglia sullo stesso NES, peccato che la pistola fosse sfruttata pochissimo da altri titoli. Ma vogliamo parlare del Power Glove? Sinceramente, no, in quanto la sua fama lo precede: basti dire che se considerate PlayStation Move scomodo o il Wiimote poco intuitivo, non siete mai passati attraverso questa tortura.

http://youtu.be/SAKbtJjAV18

Ma gli anni '80 erano il periodo in cui tutto andava bene, basta che fosse originale, e quasi ogni esperimento o idea assurda riusciva a raggiungere gli scaffali dei negozi. Nei successivi '90 e primi 2000, la situazione legata agli accessori per console si è più o meno stabilizzata: bidoni di quel genere non se ne ricordano molti, forse con l'eccezione della canna da pesca del Dreamcast - che comunque aveva il suo perché affiancata a Get Bass. Vorrei anche insultare le maracas di Samba de Amigo, ma la farei chiaramente fuori dal vaso, perché il gioco esiste ed è diventato famoso grazie unicamente a loro. Che poi, come le chitarre di Guitar Hero ai giorni nostri, le stesse maracas finiscano in soffitta per anni, è il destino di tutte le periferiche dedicate.

Tirando le somme, possiamo dire che gli accessori extra-controller siano parte integrante del settore videogame da trent'anni circa, pur avendo offerto in buona parte autentiche fregature o macchinari più o meno inutili. Rispetto al passato, però, al giorno d'oggi si fa maggiore attenzione al loro funzionamento e al titolo che le supporta, basti pensare alla bilancia di Wii Fit o agli ottimi volanti per le simulazioni di guida. Una volta, invece, prima si faceva la periferica e poi eventualmente si pensava a cosa usare per sfruttarla.

Con il risultato che molti utilizzarono il Power Glove per fare i lavori di casa, R.O.B. come attaccapanni e gli occhiali 3D del Master System per prendere il sole in terrazza.

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Cinquepercinque #8– See the Future