Una scimmia al banco frigo con Donkey Kong Country Tropical Freeze

Dopo un Natale coronato da un gioco, Super Mario 3D World, che ha preso voti altissimi un po' ovunque ma ha patito vendite disastrose, Wii U inizia il 2014 con il suo primo titolo Retro Studios, seguito dell'acclamatissimo Donkey Kong Country Returns, che si presenta con un ossimoro già nel nome, perché cerca di coniugare tradizione e rinnovamento. Sto parlando ovviamente di Donkey Kong Country Tropical Freeze, finalmente sui nostri schermi in questo piovosissimo febbraio! http://www.youtube.com/watch?v=DgJk_jYJ6yk&

Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa: giocando a Donkey Kong Country Tropical Freeze, non ho potuto fare a meno di riflettere sul fatto che la poverella libreria Wii U vanta un qualcosa come almeno quattro platform di altissimissimo livello: New Super Mario/Luigi U, Super Mario 3D World e Rayman Legends, i migliori esponenti del genere su qualsiasi console casalinga, e ha pure in arrivo Yarn Yoshi, che pur essendo stato presentato con meno di mezza informazione, sarà chiaramente un platform. In compenso, ha sì e no un paio di sparatutto, un gioco di corse, praticamente zero giochi di sport, mezzo action, mezzo GdR, nessun picchiaduro, generi che - converrete - sono piuttosto fondamentali per una console.

E in questo desolante panorama, Nintendo che fa? Affida ai Retro Studios, uno dei pochi studi first party in grado di sfornare roba dal gusto occidentale, il seguito di Donkey Kong, che è... un platform! Capisco che Nintendo abbia bisogno di pubblicare in fretta giochi per Wii U e un seguito è più rapido da sviluppare di un gioco originale, però, non so, io questo Tropical Freeze lo vedo un po' ridondante. Vediamo almeno se è un bel ridondare!

I livelli non sono tutti ghiacciati come questo, ma tra di loro sono più vari di quanto non fossero nel primo Donkey Kong Country.

Arrivo su Donkey Kong Country Tropical Freeze dopo aver giocato quest'estate al mare a Donkey Kong Country Returns su 3DS, un gioco che, devo dire, ho avuto difficoltà a capire all'inizio, per via dei controlli poco marieschi, ma che una volta metabolizzato mi è piaciuto assai. Sarà forse per la memoria fresca, ma sono entrato subito in sintonia con Tropical Freeze: il gioco utilizza infatti lo stesso sistema di controllo del capitolo precedente, fatta eccezione per l'inutile motion control, e si presenta come un seguito assolutamente canonico, ovvero un “more of the same”, con la parte “more” piuttosto ciccietta, a partire dalla notevole grafica in alta definizione.

Le nuove avventure di Donkey Kong si svolgono in un piccolo arcipelago tropicale invaso da dei terribili vichinghi nordici, che, sotto forma di pinguini, foche e trichechi, cercheranno in tutti i modi di conquistare le calde terre dei nostri amati primati. Un po' tutto il gioco è coniugato nel leitmotiv del freddo artico, che soprattutto dal punto di vista grafico ha permesso a Retro Studios di sbizzarrirsi in livelli con temi mai visti prima in un gioco della serie, differenziando in modo netto Tropical Freeze dal suo predecessore (beh, diciamo dopo la prima isoletta introduttiva). Fin qui, comunque, si parla di cose più o meno già note; veniamo quindi a quella che è la novità più importante di Tropical Freeze, ovvero la presenza di Dixie Kong e soprattutto dell'arzillo Cranky Kong, che fin dal manuale del primo Donkey Kong per SNES è il personaggio più idolatrato della serie. E devo dire che ho pure il sospetto che lo abbiano reso giocabile dopo così tanto tempo proprio per redimere il gioco agli occhi dello zoccolo duro dei fan Nintendo, che da Retro Studios avrebbero preferito di varie lunghezze un nuovo Metroid, rispetto a un nuovo DK. Ecco, Cranky Kong riduce un po' quelle lunghezze.

Dixie rimane l’assistente più versatile, senza di lei i salti diventano un incubo!!

I due nuovi personaggi giocabili si affiancano all'originale Diddy Kong, storica spalla di DK che ritorna anche in Tropical Freeze. Adesso, ogni volta che ci imbattiamo in uno dei barili di Diddy, se aspettiamo qualche decimo di secondo le lettere DD si trasformano in DX e poi in CK: basta prendere il barile al momento giusto per attivare il personaggio preferito (Cranky). Grazie a questo sistema, non siamo vincolati a usare un personaggio specifico per ogni livello, bensì possiamo liberamente giocare con la spalla preferita, anche se va detto che alcune sezioni sono molto chiaramente pensate per essere affrontate con un personaggio specifico.

Anche in Tropical Freeze, le spalle sono di fatto dei power up per DK, che grazie a loro acquisisce un potere speciale e dei punti salute extra. Un po' come il Fiore di Fuoco per Mario, ma se possibile ancora più essenziali (perché voglio proprio vedervi a fare certi pezzi con il salto base del gorillone). Diddy utilizza i suoi reattori per prolungare di qualche istante la permanenza in aria di DK, mentre Dixie, grazie alla sua chioma rotante, rende il salto più lungo e più alto e il mitico Cranky copia spudoratamente l'altrettanto grandioso Zio Paperone, utilizzando il suo bastone a mo' di molla, così da poter saltare su spunzoni e simili. E quando dico che “copia” Zio Paperone intendo proprio che fa la stessa identica cosa, una roba che Capcom potrebbe denunziarli per plagio di Duck Tales, lo perdono solo perché è Cranky.

Ecco Cranky con il suo potere da molleggiato! Altro che citazione, questa è proprio una copia spudorata di Duck Tales!

In teoria, rispetto a quanto avveniva in Donkey Kong Country Returns, adesso ci sono tre power up tra cui scegliere. Ma in pratica, non me ne vogliano i super pro del platforming, Dixie Kong è di fatto la versione più potente di Diddy Kong e, tranne che in situazioni super specifiche, non vedo nessuna ragione per preferire Diddy a Dixie. Dixie è il costume da procione di Donkey Kong, punto. Diddy è un pochino meglio del fungo base. E poi c'è Cranky, che ha un potere completamente diverso, per cui è in effetti un power up nuovo, e poi gli amanti di DuckTales lo sceglieranno sempre e comunque. Infine, mi stavo dimenticando che gli assistenti hanno adesso anche il potere del “cinque volante”, una specie di smart bomb da caricare che uccide tutti i nemici sullo schermo. È una cosa abbastanza fuori luogo ma almeno ha una bella animazione!

In aggiunta a questi nuovi power up, Donkey Kong ha anche acquisito un'inedita abilità poco scimmiesca: sa nuotare come un pesce, soprattutto sott'acqua, e non ha paura di farlo! A dire il vero, ricordo dei livelli subacquei nella trilogia per SNES, ma non fatti come in Tropical Freeze, dove, grazie ai nuovi ritrovati della tecnica, Donkey Kong si può muovere a 360° in modo molto fluido. La possibilità di esplorare i fondali marini è stata colta al volo dai level designer, che hanno creato aree che spaziano sopra e sotto il livello del mare, anche se non tanto quando mi sarei aspettato.

La mossa del cinque volante da’ sempre soddisfazioni, non capisco perché l’abbiano inserita ma da’ soddisfazioni.

E parlando di novità, possiamo dire che questo è quanto. Come ho detto prima, Tropical Freeze è un more of the same, per cui sarebbe sbagliato aspettarsi innovazioni troppo sostanziali. Ci sono nuovi power up che cambiano il modo di affrontare i livelli, ci sono aree subacquee, il tema del freddo è onnipresente e le altre caratteristiche arrivano dal predecessore: level design da urlo (o da bestemmia), boss unici, Rambi il rinoceronte che spacca tutto e multiplayer, che questa volta permette ovviamente di giocare anche con Dixie e Cranky. E il GamePad? Beh, ci sono novità anche qui, anche se forse non quelle che ci potremmo aspettare.

Tropical Freeze è, almeno a mia memoria, il primo gioco Wii U che permette di escludere completamente il GamePad: a ogni avvio, il gioco ci chiede se vogliamo giocare sullo schermo della TV o del pad e, se scegliamo la TV, il GamePad si spegne proprio, così da risparmiare batteria e non avere un disturbatore luminoso sotto il naso durante le sessioni di gioco notturne. Tropical Freeze è quindi un platform di vecchia scuola con una patina di next gen e una presenza intrusiva del secondo schermo sarebbe stata fuori luogo: con questa soluzione, Nintendo dimostra di saper anche dire di no, quando serve.

Anche qui DK può sbattere le manone per terra: questa mossa viene utilizzata come trigger per azionare interruttori ma anche per interagire con alcuni nemici, tipo questi!

In conclusione, Donkey Kong Contry Tropical Freeze è un gran gioco per gli amanti dei platform 2D e offre vette di difficoltà significative per qualunque professionista del genere. In senso assoluto, è un titolo migliore del suo predecessore, ma purtroppo non riesce ad aggiungere molto a quanto già detto da questa serie. Insomma, Tropical Freeze è un buon gioco? Sì, anche ottimo. È un gioco di cui sentivamo la mancanza? Ma onestamente direi di no. Risolleverà le sorti di Wii U? Senz’altro no, nessun gioco, preso da solo, potrebbe farlo (forse Mario Kart), ma concorre a creare quella libreria di giochi di qualità di cui una console ha bisogno per attirare utenti. Nel caso di Wii U, poi, la qualità ci sarebbe anche, la varietà un po’ meno.

Ho giocato Donkey Kong Country Tropical Freeze in versione digitale, grazie a un codice per scaricarlo dall’eShop fornito gentilmente da Nintendo. Il gioco occupa la bellezza di 13gb e mi ha pure costretto a cancellare The Wonderful 101. Ho giocato a Tropical Freeze per lo più in singolo, arrivando là fin dove le mie capacità di platformer mi hanno permesso.

Voto 8

CliffyB non farà più giochi (su disco)

Chroma è l'ennesimo shooter, però sa ballare