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Un giretto nell'isola del tesoro di Risen 2: Dark Waters

Risen 2: Dark Waters spunterà nei negozi a fine aprile in versione PC e un mesetto dopo nelle edizioni console. Un paio di settimane fa ho regalato al mondo le mie impressioni al riguardo, basate su una prova delle prime ore di gioco sul mio PC. Oggi, invece, sono qui a raccontare quel che mi è stato mostrato di L'isola del tesoro, primo contenuto scaricabile che sarà disponibile immediatamente e in omaggio per chi ha prenotato il gioco e solo in un secondo tempo, al prezzo di 9,99 euro / 800 Microsoft Point, per tutti gli altri. Nel corso della GDC 2012, infatti, mi sono ritagliato un'oretta per andare a incontrare gli amici di Deep Silver (una situazione abbastanza surreale, fra l'altro, vederli a San Francisco, considerando che sono abituato ad andarli a trovare facendomi una pedalata in bicicletta qui a Monaco di Baviera). E ho provato alcune fasi del DLC in versione PC.

In sostanza, L'isola del tesoro è il classico DLC che si infila nel bel mezzo del gioco e propone una serie di attività aggiuntive, magari non necessarie, ma in grado di aumentare la già corposa ciccia disponibile in Risen 2. Installando questo contenuto scaricabile, infatti, ci si troverà a dover seguire un'intera nuova serie di quest, con obiettivi sparsi fra diverse isole che si vanno comunque a esplorare nel gioco "regolare", ma un culmine ambientato su un'isola legata in esclusiva a questa storyline. Il punto, infatti, è raccattare in giro indizi su indizi che possano guidare alla scoperta dell'isola in questione. Al di là della ricerca dell'isola, poi, dal punto di vista narrativo l'avventura ha dalla sua il fascino dell'andare a ripescare alcuni elementi del primo episodio. Fra i personaggi che si incontrano, per esempio, c'è un certo cuoco che avevamo lasciato in un certo monastero...

Narrazione a parte, L'isola del tesoro ha dalla sua anche qualche arma inedita (per esempio mi sono trovato fra le mani un bel fucile con baionetta) e un'interessante costruzione delle missioni. Durante la prova alla GDC ho giocato una parte ambientata sull'ultima isola che si visita prima di scovare quella finale e una parte ambientata proprio sull'isola del tesoro. In entrambe le sezioni, al di là dell'esplorazione e delle fasi di combattimento, il divertimento maggiore è senza dubbio rappresentato proprio dal seguire gli indizi, mettere assieme i pezzi del puzzle e cercare di capire come raggiungere l'obiettivo. Ovviamente, come è giusto che sia per quelle che sono le caratteristiche di Risen 2, c'è anche un discreto lavoro sul rapporto coi personaggi, almeno un paio dei quali cercano di prendere per i fondelli il protagonista facendo il doppio gioco e devono essere "gestiti" a dovere. Non mancano poi le quest facoltative – mi è capitato di far incazzare una pericolosissima divinità raccogliendo un oggetto sotto la sua protezione e di ritrovarmi costretto a decidere se combatterla o assecondarne i desideri – e, in generale, il fascino della libertà d'azione ed esplorazione che Risen 2 si propone di garantire a tutti i livelli.

Da sottolineare, inoltre, che durante il test ho avuto l'opportunità di vedere in azione un paio di possibili membri del party con cui nella mia precedente prova non avevo avuto a che fare. Se la piratessa Paddy, ottima curatrice, è ormai per me di famiglia, questa volta mi sono divertito a portarmi dietro anche un simpatico ragazzino e una scimmietta. Il primo si rivela estremamente comodo per chi, magari afflitto da fretta o pigrizia, non ha mai voglia di perdere tempo a rovistare fra i cadaveri: ci pensa lui a raccogliere tutto quel che si lasciano dietro e a permettere poi di "sfogliare" il mucchio in un'unica soluzione. La scimmietta, invece, è una comodissima bestiolina da mandare in avanscoperta, controllandola direttamente per esplorare non visti gli ambienti circostanti. Altri due elementi interessanti per un gioco sempre più promettente e che – non temete- a tempo debito troverete recensito qua su Outcast.

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