Tre anni di Outcast

Tre anni di Outcast

Tre anni di vita non sono necessariamente qualcosa di clamoroso da festeggiare, e certo adesso non ci metteremo ogni singolo anno a celebrare il compleanno raccontandoci quanto siamo bravi. Però questo è stato un anno particolare, pieno di avvenimenti e cambiamenti, in cui Outcast, un piccolo progetto nato e cresciuto quasi solo per sfizio proprio oggi ma nel 2009, ha cambiato forma e ha combinato tante belle cose. Un anno in cui, fra l'altro, a breve succederà quella certa cosa che ormai tutti sanno e che ha un nome composto da tre lettere. Per questo mi è sembrato carino festeggiare in qualche modo un triennio di piccole e grandi soddisfazioni, arrivate da una cosa che in origine era solo un mucchietto di persone che si ritrovavano la sera per chiacchierare su Skype. E per certi versi ancora lo è. E quindi oggi ci tiriamo le pacche sulle spalle a vicenda. Per farlo, ho deciso di lasciare la parola a chi contribuisce regolarmente ai nostri podcast audio e a chi li ascolta, tutti belli mescolati assieme in un abbraccio di amore ♥, per fortuna non lunghissimo perché c'avete il culo pesante e c'avete scritto in pochi. E gli altri che lavorano su Outcast? Gli altri, questa volta, si attaccano. Non perché contino meno, anzi, ma perché i tre anni che stiamo celebrando sono stati messi assieme in larga misura proprio da queste persone che parlano qua sotto. Da chi ha deciso di trascorrere qualche sera attaccato a Skype assieme al sottoscritto e da chi poi ha sprecato ore del suo prezioso tempo ascoltando le nostre chiacchierate. E basta, tutto qui. Buon compleanno a tutti noi.

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Fabio “Kenobit” Bortolotti Sono stato tirato in mezzo da giopep per il terzo episodio di Outcast, in quanto ospite nerd scoppiato che suona il Game Boy. Quanto è borderline? Nel giro di pochi episodi, quella simpatica palla di neve di cazzate è diventata una valanga. Sono diventato un membro fisso e ho scoperto la mia grande vocazione: interrompere Marrone mentre parla. La cosa divertente delle registrazioni di Outcast è che la mia fidanzata le odia con tutto il cuore. Rimane allibita da quanto parliamo e da come temi che le sembrano puttanate di terzo grado vengano trattati come se fossero importantipresissimi. Una volta mi ha chiesto: "Ma c'è davvero qualcuno che vi ascolta?" Alla faccia sua, con tre anni sulle spalle, millemila episodi, un sito, uno spin-off musicale... Sì, direi che qualcuno c'è, ed è bello saperlo.

Alessandro “Delu” De Luca Io nel gruppo di spostati che è Outcast sono entrato solo col lancio del sito dove state leggendo questo post sbrodoloso e puccettoso. Ai podcast non avevo mai partecipato, ma quando mi è stato chiesto di collaborare al sito, ho detto sì senza pensarci due volte. Molte delle persone che sono colleghi erano amici prima che cominciassi a scrivere qui, quindi mi è sembrato perfettamente naturale e giusto dare il mio apporto a questo progetto. E non mi sono mai pentito di averlo fatto, perché su Outcast ho conosciuto tante altre persone dell'ambiente e ho potuto continuare a fare qualcosa che mi piace, vale a dire scrivere di videogiochi. Nonostante le difficoltà, ci siamo ritagliati il nostro spazio e lo abbiamo fatto seguendo il nostro istinto e i nostri principi, una cosa di cui mi sembra si possa essere davvero soddisfatti e orgogliosi. Un ultimo grazie a tutti voi che continuate a supportarci (con la U, non con la O) e seguirci, senza di voi saremmo solo dei poveri pazzi che scrivono articoli per farli leggere ai propri parenti e amici (ciao papà).

ChiacchiereBorderline01
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Stefano “Nabacchiodorozor” Talarico Tre anni fa, minuto più minuto meno, nasceva Outcast. Io ero qui, seduto alla mia scrivania, che spammavo quel numero zero felice di sentire finalmente le voci di chi, più o meno consapevolmente, mi ha accompagnato lungo praticamente metà della mia vita sulle riviste di videogiochi che avidamente consumavo sui banchi di scuola, sui treni di ritorno o a casa, quando c'erano i modem 56k e le loro melodie chiptune incomprese. Col passare dei podcast, si sono persi il rumore di fondo e il fruscio (beh, neanche troppo dai… ) ma sono rimasti la passione e, soprattutto, quello che mi ha conquistato del podcast: quello spirito lì, quello degli amici storici che si divertono a parlare di tutto il corollario videoludico senza mezze misure o mezze parole. Tre anni dopo, minuto più minuto meno, figlio di quella passione e di quegli amici nasceva Outcast.it, il sito di riferimento per laggente borderline appassionata di videogiochi. Io ero sempre qui, un po' diverso rispetto ad allora, con un'altra scrivania ma con lo stesso spamming compulsivo: Solettone che recensisce Vita, la prima puntata di Sound Shower, qualche mese dopo il mio primo pezzo su queste pagine… chi l'avrebbe mai detto tre anni fa. E per i prossimi tre anni? chi lo sa… forse cambierò ancora scrivania, o forse uscirà Outcast beta… surprise! :D

Fabio Anzalone Per il vostro terzo anniversario (tantissimi auguri!) voglio condividere con voi il ricordo che ho della puntata numero zero di Outcast: era la fine di ottobre del 2009 e, non avendo ancora l'iPod, stavo copiando sulla PSP della musica da ascoltare durante il mio imminente viaggio a Londra. Ero nuovo al mondo dei podcast, di recente avevo scoperto quello di Multiplayer.it e in un puntata fecero pubblicità a "Il tentacolo viola", che andai subito a recuperare (a proposito, auguri anche al "Tentacolo" che fa a sua volta tre anni ed è ormai parte della famiglia). Una volta conosciuto "il Maderna", venni a sapere del progetto Outcast e mi scaricai la puntata numero zero sulla PSP, finendo per ascoltarla in una notte londinese in cui facevo fatica ad addormentarmi. Diversamente da quello che potreste pensare, non mi aiutò a prendere sonno, ma la pessima qualità audio fece in modo che rimanessi ancora più concentrato per capire ciò che veniva detto dai partecipanti. Adesso sono passati tre anni, la qualità audio è notevolmente migliorata e ho ascoltato tutte le puntate che avete realizzato (tranne la monografia di Dead Space, che devo ancora giocare) e, come se non bastasse, le conservo tutte "gelosamente" sul PC... dalla zero a oggi :-)

Anche se le circostanze che hanno portato alla nascita di Outcast.it non sono felicissime, è stato piacevole assistere all'evoluzione da un "semplice" podcast al progetto che è diventato oggi. Complimenti sinceri a chiunque abbia dato il suo contributo nell'arco di questi tre anni e alla prossima.

Davide Moretto Tre anni fa credo di essere stato una delle prime persone ad aver ascoltato l'episodio zero di Outcast. Avevo coinvolto Andrea da qualche giorno nel Tentacolo Viola e così ebbi l'onore di fare "l'ascoltatore cavia" del suo progetto che, credo nessuno se lo sarebbe immaginato, si è evoluto così tanto sino a diventare un'entità a se stante quale è Outcast.it.

Ma cos'è Outcast? Tante cose. È il rendersi conto che gente che eri abituato a leggere ha (guarda te) anche una voce, è Luigi Marrone con le sue seghe mentali, è la supponenza infinitamente pcista di Quedex, le esclamazioni a 2000 decibel di Laviano, l'amicizia tossica di Bortolotti e Babich.  Ma alla fine, se devo scegliere una cosa sola, è l'aver scoperto l'esistenza di VVVVVV.

Ciao e Grazie.

Luigi “BraunLuiss” Marrone Un ginepraio ebefrenico di voci schizoidi. Un rock'n roll di ciarle Borderline sul videoludere. Un coraggioso sfregio alla vigliacca opinione del popolino giocante. Di cosa diavolo stiamo parlando? Ma neanche a dirlo! Di Outcast! Tre anni, cavolo. Tre anni pazzi e funambolici iniziati nell'ebbrezza dell'ammmore per i videogiochi mischiati all'eccitazione di chiedersi cose pazze, inusitate, malate (tipo se un killer all'inferno giocherebbe mai Super Mario). E la partecipazione in una puntata del Capo di Stato? E una I.A. androgina e sboccata chiamata Bestiatron? E Paolo, Paolo Giacci, Composer, Paolo Giacci? Cosa accade quando i limiti etici del buon gusto scoppiano? Ma neanche a dirlo! Outcast! Ricordo ancora quando, in previsione di futuri utilizzi, il dominio "Outcast" veniva acquistato per essere poi sparato nella Grande Rete. Un giopep mai così piccolo, minuto, deferente... Un giopep che quasi ha paura di desacralizzare l'intero universo nel comunicarcelo. Insomma, un giopep mai così tenero, per quanto risaputamente refrattario (ai baci soprattutto. Un giorno ho provato ad avvicinarmi, cortese, ma lui s'è tirato indietro con malcelato orrore, tra l'omofobico e l'allarmato. Sarà forse perché, da bravo ZombieGames-gamer, teme troppo contaminazione e contagio). Ah, e la rubrica mai scritta? Ma neanche a dirlo: la mia! Si sarebbe dovuta chiamare "TrasCendenZ: uno sguardo disincarnato al mondo dei videogiochi". Sottotitolo: "I videogiochi come Simone Soletta odia sentirne parlare". "Mi piace. Disincarnato." ha ribattuto l'Uomo del Monte (o l'Uomo Monte). Per poi aggiungere, riguardo al disincarnato: "Come un'unghia puttana e infame che ti squarta la carne e finalmente viene rimossa (ma il dolore resta)". Che forse non era propriamente ciò che avevo in mente, ma allora, e ancora, perché è tutto così dannatamente splendido? Ma neanche a dirlo: è Outcast! E infine, last but not least... Qualcuno forse immaginava che il dolce self-control di DeSangre fosse più rock'n roll della verve enciclopedica di Mattia Ravanelli? O che la presenza del lisergico Babich fosse più inebriante di quella di Zave? Ma è proprio qui che viene fuori il rock'n roll, quello vero, potente, bastardo, inebriante. Perché il rock'n roll, quello vero, è discriminante. E qui in Outcast, chi non è rock'n roll sino in fondo, alla fine crolla e frana. "Giopa, io me ne tiro fuori ufficialmente" (Mattia Ravanelli, 25/02/2010). Che alla fine è un po' come dire, "RINGCAST MERDA!" :) ... (Ps. A scanso d’equivoci, Zave sa che gli voglio bene... But the One I love more than him, is Outcast!) ;P

Shelby Outcast
Shelby Outcast

Paolo “Paxo78” Del Marco Con questa mail non so esattamente dove andrò a parare, però una cosa è certa, da quando ascolto Outcast sono una persona migliore. Mi spiego meglio, sono una persona migliore, ovviamente in ambito videoludico, in altri ambiti lascio giudicare agli altri. In Voi ho trovato gli “amici” con cui discutere di Videogiochi, e che mi consigliano giochi che poi ho amato. Purtroppo con i miei amici non lo posso fare, perché non condividono questa passione con me, quindi la qualità dei giochi scelti da quando vi ascolto è decisamente migliorata. Per non parlare del lato “filosofico” esplorato dal buon Luigi Marrone, che mi ha fatto scoprire una visione inaspettata dei videogiochi, ed è stata una cosa che ho apprezzato davvero tanto. Fabio Kenobit Bortolotti che mi ha aperto un mondo con la Chip Music e la sua musica fatta con il Game Boy, poi il sognante Babich che mi proietta in mondi fantastici, il folle Fotone che mi diverte un sacco, il tecnicissimo Davide Giulivi che mi illumina, il grande Ugo Laviano che ogni volta che parla di Nintendo mi appassiona, il musico ToSo che con le sue sigle mi stupisce sempre, RuMiKa che da al programma quel tocco in più, che gli altri podcast si sognano, e a tutti, ma proprio tutti gli altri millemila collaboratori di Outcast, GRAZIE!

Quindi, per concludere, visto che mi sto dilungando un po' troppo, grazie infinite a Soletta, a giopep e a tutta la banda borderline, nessuno escluso, per aver tirato su un podcast, e successivamente un sito, che ho apprezzato fin da subito, con tutte le sue interessanti rubriche e i numerosi nuovi podcast.

Un saluto, mi raccomando, continuate così, la Vostra leggerezza e simpatia sono la Vostra forza !! :)

Ugo “Surgo” Laviano Per mia fortuna, ho un rapporto quotidiano con una delle mie maggiori passioni: i videogiochi. La cosa che mi piace di più – ma va! - è giocarli. La seconda non è scriverne, bensì parlarne in piena libertà con gli amici. Anzi, a dirla tutta, molte volte è proprio questa la cosa che mi piace di più: confrontarmi con idee diverse, chiacchierare amabilmente con il prossimo mio e poi percularci e ridere fino ad avere la voce roca. Ed è per questo che partecipare ai podcast di Outcast è la cosa migliore in ambito videogiocoso che mi sia capitata negli ultimi anni, e di questo devo ringraziare giopep che mi ha fatto partecipare (dopo che da ascoltatore glielo avevo chiesto un paio di volte in modi via via sempre meno velati). E devo ringraziare anche tutto il resto della ciurma, che non mi ha buttato fuori bordo dopo la prima puntata cui ho preso parte, soprattutto quelli con cui non avevo mai scambiato una parola prima. E magari ci sareste da ringraziare anche voi ascoltatori, visto che siete costretti a sucarvi la mia risata e quella malsana e irrefrenabile voglia di intervenire a sproposito quando parlano gli altri: ce la metto tutta per migliorare, giuro. Quasi tutta, via.

P.S. A essere del tutto sinceri - e vi prego di non offendervi – questa cosa di voi ascoltatori mi tange relativamente, anzi tendo a non pensarci, altrimenti rischio di fare scena muta, proprio perché per me lo sfizio maggiore è quello di scambiare quattro chiacchiere con gli amici e il resto è grasso che cola. Certo, se non ci foste voi, grassi che colate, probabilmente non registreremmo nulla, quindi mi rimangio tutto quanto ho scritto finora: ASCOLATORI DI OUTCAST, SIETE I PIÙ MIGLIORISSIMI!

OUTCAST PESSINO
OUTCAST PESSINO

Paolo “Edony” Cioffi Ogni giorno, in italia, un ragazzo si sveglia sapendo che la sua passione per i vg è custodita e protetta dalla passione e dalla forza del popolo di Outcast. Ogni giorno, in italia, l'editoria videoludica si sveglia sapendo che la forza di volontà di gente come voi è un motore che nessun sito commerciale potrà superare. Ogni giorno, in Europa, un redattore di Outcast si sveglia sapendo che, nonostante tutto il sacrificio e lo sbattimento per mantenere un sito così, l'apprezzamento di noi utenti per tutto ciò è qualcosa che nessun altro potrà comprare. Quindi, che tu sia un lettore o uno scrittore appassionato di vg, devi sapere solo una cosa: Outcast è casa tua.

Elena "RuMiKa" Avesani Cavolo, già tre anni di podcast e nessun ascoltatore mi ha ancora invitata a cena? Non è possibile, da oggi trasformo la rubrica in Puffetti Trucidissimi! Beh, cosa si fa in questi casi? Si ringrazia? Si esorta a continuare? Io vi ringrazio per la simpatia che ogni tanto mi dimostrate via Twitter o nella posta del podcast, e vi invito a continuare ad ascoltarci. Quando riesco a partecipare alle puntate, per me è sempre un gran divertimento (non lo si nota?) e spero lo sia sempre per voi. :)

Lunga vita all'Outcast, saluti dalla vostra puffetta fuxia glitterata che per voi sta giocando a TRE GIOCHI (addirittura!) per la prossima puntata di Outcast Magazine.

Max Ciao! È stato un piacere seguirvi durante questi tre anni. Ci tenevo a dirlo. Spero continuiate così nonostante la nuova redazione del nuovo sito. Qual'è il vostro episodio preferito? Il mio quello del Natale, lo zero (o l'uno?). Ciao e grazie.

Lorenzo "Fotone" Antonelli Quand'ero piccolo, non me ne fregava nulla di Outcast: io volevo fare il pilota di Formula 1, l'astronauta e il cowboy contemporaneamente. In pratica, sfrecciare sulla Luna o su Marte con un bolide turbo da milleduecento cavalli e cambio manuale, sventolando dall'abitacolo un cappello a falde larghe come fosse un rodeo astrale. Crescendo, però, capii che le cose serie e importanti - quelle che contavano davvero - erano ben altre, prevalentemente i videogiochi. Dopo averne giocati almeno una buona dozzina (e completati più di tre, se non quattro), mi vidi proposto da giopep l'affare della mia vita: un podcast per giocatori borderline, qualunque cosa volesse mai dire. Avremmo avuto la possibilità di raccontarci le cose fregne sui videogiochi, insomma, ma soprattutto la liberta di dire "Ringcast merda" ad ogni puntata. Accettai senza esitazione. Fu esattamente così che nacque Outcast, che oggi compie tre anni di onorato e spassionato servizio sociale. Buon compleanno!!!

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