TrackMania Turbo: hardcade fregno!

TrackMania Turbo: hardcade fregno!

TrackMania è purissimo elogio del time trial, vivissima esaltazione del concetto di traiettoria perfetta, sfida globalizzante sul millesimo di secondo, il racing game più "hardcade" che c'è. Percorrere a tutta (birra, briglia, callara, velocità… queste cose qui) i suoi pazzi ghirigori d'asfalto/sterrato non implica chissà quale abilità al volante, anche perché non c'è nessun volante e va rigorosamente guidato con lo stick analogico del DualCoso 4. Più che un racing game e al pari d'ogni altro TrackMania a oggi, in pratica, il Turbo è mero speedrun ed è persino una sorta di rompicapo a quattro ruote. Approfondire la sua conoscenza significa piegarsi al caratteristico gameplay della serie, abusando fino alla nausea del restart immediato, memorizzando tutti i tracciati e cercando il limite a ogni curva. Non v'è alcun bisogno di applicare le raffinate doti di guida maturate altrove... l'utilizzo del freno, qui, segna una profonda differenza tra il pilota trackmaniaco e tutti gli altri: il primo non frena mai, rallenta solamente, e se ne cruccia.

TrackMania Turbo è il miglior esempio di fregnissimo speedrun a quattro ruote, un sublime trappolone fatto di continui retry, con la scusa che le gare durano al massimo 40 o 50 secondi.

Ok, ma com'è fatto? Così: duecento gare, quattro ambientazioni e altrettante tipologie di auto (con modelli fisici diversificati) e una lunga, lunghissima curva di difficoltà/apprendimento, costellata di medaglie e bellissimi smadonnamenti, che un domani vi garantiranno un bollente posto a sedere tra Adolf Hitler e Saddam Hussein. Proprio laggiù. Cade proprio a fagiuolo la modalità multiplayer Hotseat, da sperimentare assolutamente assieme ai due succitati gerarchi morti (sai che mattissime risate!): un solo pad da passarsi a turno, per cercare di staccare il tempo più veloce, utilizzando un quantitativo limitato di benzina. E poi c'è la normalissima modalità Arcade (talmente normale, che ci sono solo tre crediti a disposizione), lo Split Screen fino a 4 scemi (nulla da spiegare, circolare, forza!) e la modalità segreta, che si chiama proprio Segreto, che vi spoilera chi ha ucciso Laura Palmer. E ancora, punteggi, medagli, classifiche mondiali/planetarie/intergalattiche, sfide asincrone, altre modalità segrete perché lo sappiamo tutti che è stato il padre (a uccidere Laura Palmer), per non parlare di un solido, potente, versatile e accessibile editor di tracciati (per interderci, è lo stesso utilizzato dagli sviluppatori per creare il gioco ivi "recensito"), disponibile in tre diversi livelli di accessibilità (principiante, normale, avanzato). Siete pigri e preferite affidarvi alla sorte? C’è persino la possibilità di generare circuiti casuali, per sfidare l'amichetto su tracciati inediti.

E come si controlla, come rispondono le auto in derapata? Bene!

Come volevasi dimostrare.
Come volevasi dimostrare.

E tecnicamente, com'è? È fregno, molto fregno, ma non aspettatevi il Dio dei giochi fregni. Cioè, schizza a sessanta stabilissimi fotogrammi al secondo (non li ho contati, ma a occhio dovremmo esserci), l'aspetto è assai gradevole, rientra nella categoria "Okay, questo è un gioco PS4", ma non è proprio il titolo da sfoggiare per vantarsi delle prestazioni della propria console (neanche l'aveste progettata e costruita voi, tra l'altro…). Insomma, Trackmania Turbo non fa dello sfarzo cosmetico un motivo di vanto, ma si limita a sfrecciare rapidissimo, in maniera sempre fluida, con una grafica coloratissima, piacevole, efficace.

Mentre continuo ancora sognare un TrackMania trasportato nell'estetica monocromatica di Mirror's Edge, una versione minimal assolta nel bianco e qualche altro colore (rosso e blu, dai), puro elogio del level design applicato all'arcade da corsa, senza texture o elementi di contorno ad appesantire e distrarre la supersonica azione... evoco l'amabile pecora del giudizio per Trackmania Turbo:

Ho giocato con Trackmania Turbo a casa mia, su PlayStation 4, prevalentemente dopo cena, con amici imprecatori sul divano, una cassa di birra e una bottiglia di Fernet Branca sempre a portata di mano. That's the way! Ah, come al solito, se acquistate il gioco (o qualsiasi altra cosa) su Amazon passando dai seguenti link, una piccola percentuale di quello che spendete andrà a noi, senza alcun sovrapprezzo per voi. Se volete procedere su Amazon Italia dirigetevi qui, se preferite Amazon UK puntate qui.

The Last Door, il terrore torna nella seconda stagione

The Last Door, il terrore torna nella seconda stagione

Severed, e l'hack & slash si fa quasi letterale

Severed, e l'hack & slash si fa quasi letterale